Questa è la mia guerra

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Mentre salgo le scale della torre cerco di ricordare chi mi ha recapitato l’invito a questa cena e stranamente è tutto confuso.
Le immagini e e le sensazioni sfumano via, lasciandomi perplessa.
Entro nella sala e trovo già apparecchiato un lungo tavolo rettangolare e gli ospiti sono fermi agli angoli della stanza a chiacchierare a gruppetti.
Mi guardano sospettosi.
Deduco che anche loro hanno ricevuto lo stesso invito e si domandano perchè hanno accettato.
Mi sistemo la gonna nera a balze.
Un uomo alto, castano, si sistema meglio il monocolo per mettermi a fuoco.
Indossa un elegante frac nero. Nella mano ,che si appoggia al bastone, tiene il cappello.
Non conosco nessuno.
Il mio sguardo passa su ogni ospite fino a vedere LEI.

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Il sangue smette di scorrermi nelle vene. Sento la pelle delle braccia nude diventare fredda.
Un senso di gelo mi opprime il cuore.
Non è reale.
Non la vedono loro?
E’ una bambola.
Ma è viva. Si muove. Parla. Sorride.
Ma è una bambola.
Capelli neri lisci lunghi fino ai fianchi.
viso pallido. Labbra violacee color della morte.
Occhi neri.
Indossa un abito simile al mio. Con maniche a sbuffo.
Nero.
Appena il suo sguardo incrocia il mio mi lancio con un balzo sulla tavola e le sferro un calcio che lei intercetta col braccio.
Salta all’indietro schivando il mio attacco successivo.
Tutti intorno a noi ci fissano e non comprendono.
Non vedono chi è lei.
L’aura nera che l’avvolge.
Il potere assorbito da un oggetto inanimato che deve tornare ad essere un oggetto.
Non intervengono.
Ci osservano.
Le loro menti non riescono ad elaborare ciò che il loro occhio vede.
Combattiamo.
Mi colpisce alla tempia e al mento.
Sento in bocca il sapore del sangue.
Casco all’indietro sul tavolo.
Lei si avventa su di me e la spingo fuori dalla finestra.
I vetri volano ovunque come tante piccole stelle scintillanti.
Lei atterra sul tetto sottostante. Bagnato dalla pioggia della notte.
La luna illumina le tegole nere facendole sembrare di metallo.
Si rialza e tenta di rientrare dalla finestra.
La respingo.
Ricade sul tetto.
Ci risprova.
La Respingo.
Cerco di eliminarla.
Inutile.
Ha troppo potere in se.
Ritenta di entrare dalla finestra.
Di nuovo la respingo.
Guardo i suoi occhi neri come la notte senza luna.
Le sue labbra senza sangue.
Questa è la nostra guerra.

La sveglia suona.

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