Archivio | gennaio 2017

Bloody Mary Challenge (2) – Carmilla

p_files_carmilla_le_fanu_sized-jpgo0c0f0w1d250ach0Si, quasi – un amore crudele – un amore strano, che avrebbe
preso la mia vita. L’amore richiede i suoi sacrifici.
Nessun sacrificio è senza sangue.

Continuo l’invocazione a Bloody Mary (prima parte qui) con la recensione di un libro piccino picciò:
Carmilla, un racconto del 1872 di Sheridan Le Fanu.
L’immagine che vedete si riferisce all’edizione in mio possesso.
ricordo di aver acquistato un cofanetto che racchiudeva ben 5 racconti in un banchetto di libri usati vicino al Duomo.
Andavo all’università in quel periodo, lavoravo e facevo un corso di programmazione avanzata serale due volte a settimana dopo il lavoro.
Insomma il mio tempo libero era davvero poco eppure il fascino dei libri non mi ha mai abbandonato.
Lessi tutti i volumi in treno.
Ma l’unico che mi ha veramente colpito fu proprio Carmilla.
E’ la prima storia dove il Vampiro è una donna.
E’ un racconto scritto ben prima del famoso Dracula di Bram Stoker e molto dopo il Vampiro di Polidori.
Magari fu proprio quest’ultimo ad affascinare Le Fanu.

La protagonista, nonchè vittima della vampira, si chiama Laura e vive in un castello austriaco isolato.
Attende con impazienza l’arrivo della coetanea nipote del generale Spielsdorf, per trascorrere l’estate con lei.
Purtroppo la ragazza muore per una strana malattia.
Una notte una carrozza esce di strada proprio davanti a casa loro. Viaggiano due donne. Madre e figlia.
La donna chiede ospitalità per la figlia malata e con problemi di nervi, lei deve ripartire subito.
La ragazza si chiama Carmilla ed ha la stessa età di Laura.

Per quanto mi riguardava, ero deliziata.
Non vedevo l’ora di
vederla e parlarle; e aspettavo solo il momento in cui il dottore me ne avrebbe dato il permesso.
Voi, che vivete in città, non
potete avere idea della portata dell’evento che è la
presentazione di una nuova amicizia, in una solitudine quale quella che ci circondava.

E’ una fanciulla di estrema bellezza ma visibilmente sofferente.
“Il suo sorriso si era ammorbidito. Qualsiasi cosa vi avessi intravisto di strano, era scomparso, ed esso e le sue guance con la fossetta erano ora deliziosamente graziose ed intelligenti.

Si istaura un amicizia molto intima tra le due donne.

Devo raccontarti della mia visione su di te; è così strano che tu ed io abbiamo avuto, ognuna dell’altra, un sogno così vivido; che ognuna abbia visto, io te e tu me, con l’aspetto che abbiamo
ora, quando ovviamente entrambe non eravamo che bambine.
Io ero una bambina, di circa sei anni, e mi svegliai da un sogno confuso ed agitato, trovandomi in una stanza, diversa dalla mia nursery, ricoperta goffamente con del legno scuro, e con armadi
e testiere, e sedie, e panche disposte lungo i muri. I letti erano, credo, tutti vuoti, e anche la stanza vuota al di fuori di me; ed io, dopo essermi guardata intorno per del tempo, ammirando
soprattutto un candelabro di ferro a due rami che riconoscerei di certo, scivolai sotto uno dei letti per arrivare alla finestra; ma mentre sgusciavo da sotto il letto, sentii qualcuno che
piangeva; ed alzando lo sguardo, mentre mi trovavo ancora in ginocchio, ti vidi – eri sicuramente tu – come ti vedo ora; una bellissima damigella, con i capelli dorati e grandi occhi azzurri, e labbra – le tue labbra – tu come sei qui ora.
Ora la verità è che i miei sentimenti nei confronti della bella forestiera erano piuttosto indescrivibili. Mi sentivo, come diceva lei, “attratta nei suoi confronti”, ma vi era anche una
certa repulsione. In questo sentimento ambiguo, tuttavia, il senso di attrazione prevaleva immensamente. Mi interessava e mi conquistava; era così bella e così indescrivibilmente
coinvolgente.

Carmilla dimostra di avere abitudini eccentriche. Dorme fino a tardi, di notte scompare.
Laura inizia ad ammalarsi e a fare strani sogni dove la vede comparire ai piedi del letto.
Giunge il generale Spielsdorf per sistemare delle questioni urgenti col padre di Laura.
Il generale racconta la strana morte della nipote causata da un vampiro donna che avevano conosciuto ad un ballo.
Laura e il padre riconoscono nella descrizione Carmilla.
Decidono dunque di chiedere aiuto ad un esperto di vampiri, che come da copione, trova la bara di Carmilla proprio a Karnstein, impala la fanciulla, la decapita e brucia le spoglie.

L’ho trovato affascinante perchè oltre ad essere il primo racconto di vampiri femminili, è rivoluzionario per l’epoca visto che tratta dell’amore, romantico e languido, tra due donne.

La primavera seguente mio padre mi portò in viaggio in Italia.
Restammo fuori più di un anno. Ci volle molto tempo prima che il terrore dei recenti eventi venisse meno; e ancora oggi l’immagine di Carmilla torna alla mia memoria con alternanza
ambigua – a volte la bellissima ragazza giocosa, languida; altre volte il demone che vidi contorcersi nella chiesa in rovina; e spesso mi sono riscossa da una fantasticheria, immaginando di aver sentito il passo leggero di Carmilla alla porta del soggiorno.

**

Riporto le regole del gioco:

Regole in breve(che si possono copia&incollare  QUI):
  •  Nomina il creatore della Challenge e chi ti ha nominato.
  • Usa per segnalare i post  una di queste immagini (che si possono copia & incollare da qui (fb) o qui (fb).
  • Scrivi tre recensioni (una recensione = una invocazione a Bloody Mary)  a libri o film horror spiegando il perché ti hanno colpito.
  • Avverti Bloody Ivy tramite un commento nel suo blog per la condivisione fb e inserimento link del post nell’indice.
  • Nomina per ognuna delle tre recensioni 6 blogger.
    Divertiti con l’horror!
    qui il post completo con le spiegazioni “in lungo” della Bloody Mary Challenge

dal blog http://bloodyivy.it

Ed ora ecco i miei nuovi sei blog:

  1. http://quilodicoequilonegoblog.wordpress.com/
  2. http://nuvoleditrucco.wordpress.com/
  3. http://thebumtrotters.com/
  4. https://sexandlove.wordpress.com/
  5. http://mgshootication.wordpress.com/
  6. http://atouristabroad.wordpress.com/
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I Goonies – bimbo anni 80 vs bimbo anni duemila

goonies-headerSe c’è una cosa che ti riempie di gioia (e si anche aspettativa) è condividere con tua figlia i film che hanno segnato la tua infanzia/adolescenza.
Glieli presenti un po’ con timore. Perchè riguardano un epoca storica che per loro è lontanissima anni luce, perchè rappresentano un pezzo della bambina che sei stata, perchè racchiudono i sogni di allora, le paure, i desideri.
Clicchi sul tasto play e ritorni quella bambina,
finchè tua figlia non ti fa una domanda.
E lì ci rimani di sasso perchè tu, alla sua età, manco avevi notato quel particolare.
Bhe a dire il vero nemmeno ora, all’attuale veneranda età, noti quel particolare.
Perchè la mamma di Sloth non gli vuole bene? E’ suo figlio. Una mamma vuole sempre bene ai suoi figli anche se hanno la faccia scombinata
eh?
In tutti questi anni mai mi ero posta una simile domanda. E a dire il vero non avevo nemmeno notato questo particolare nel film, presa com’ero da tutta la storia.

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Mi sono rivista alla sua età.
Base culturale: Candy Candy, Georgie, Lady Oscar, Remì, …
Insomma i cartoni animati giapponesi ci hanno plasmato così tanto con bimbi orfani, o venduti dai genitori, che alla fine la nostra mente era talmente abituata a ciò da prenderlo per normale.
Da rimuoverlo.

Anche oggi che siamo adulti.

O sono una madre terribile o voi state male

Domenica mattina.
Ore 10.30.
Mi siedo un attimo a prender fiato, in attesa che la lavatrice finisca di centrifugare, dopo aver stirato la biancheria e pulito i vetri (che causa piede rotto riflettevano un mondo perennemente bianco e non era neve).
Prendo in mano il cellulare e vedo 29 messaggi da leggere su wa. Tutti sulla chat mamme.
Oddio che è successo?
Apro la chat e scopro un interessante conversazione, piena di suggerimenti e opinoni (vi dirò alcuni messaggi erano lunghi più di 5 righe) sulle penne cancellabili.
Il mio primo pensiero è stato:
Eeeeeeeeeeehhhhhhhhhhhhhh????
Però devo ammettere, che dopo aver letto un paio di messaggi citanti nomi di marche a me sconosciuti con qualità e difetti, il mio pensiero si è evoluto in:
Ma voi state male. Ma non avete di meglio da fare la domenica mattina??
Si vede che sono una pessima madre perchè generalmente compro le penne a caso. Senza guardare la marca!! Che orrore.
Sapete entro in una cartoleria e chiedo una penna cancellabile. Stop.
Oppure le prendo al supermercato.
E…
Orrore degli orrori….
So che per questo riceverò un richiamo disciplinare dall’ente organizzazione mamme perfette (OMP).
A volte le penne le compro dai cinesi qui a Milano….

Ovviamente ho chiuso subito la conversazione, senza leggere tutti i messaggi. E ho terminato i lavori che avevo iniziato.
Al pomeriggio telefono a mia figlia (che era col padre questo week end) e, ricordandomi della chat le chiedo:
Puffetta, ma le penne cancellabili che ti ho comprato scrivono bene?
Si mamma
Direi che per me l’argomento è chiuso.

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Bloody Mary Challenge (1) – Il Labirinto del Fauno

Regole in breve(che si possono copia&incollare  QUI):
  •  Nomina il creatore della Challenge e chi ti ha nominato.
  • Usa per segnalare i post  una di queste immagini (che si possono copia & incollare da qui (fb) o qui (fb).
  • Scrivi tre recensioni (una recensione = una invocazione a Bloody Mary)  a libri o film horror spiegando il perché ti hanno colpito.
  • Avverti Bloody Ivy tramite un commento nel suo blog per la condivisione fb e inserimento link del post nell’indice.
  • Nomina per ognuna delle tre recensioni 6 blogger.
    Divertiti con l’horror!
    qui il post completo con le spiegazioni “in lungo” della Bloody Mary Challenge

dal blog http://bloodyivy.itfb_img_1484225926192

Ringrazio Bloodyivy per avermi nominato, adoro film /libri horror. Inizio subito con la mia prima invocazione/recensione. Bloody Mary!

c_fauno_poster Il labirinto del Fauno. E’ un film del 2006 scritto e diretto da Guillermo del Toro.
E’ il secondo film di una trilogia ambientata nel dopo guerra civile spagnolo.
La protagonista è una ragazzina di nome Ofelia che si trasferisce con la madre, ammalata e incinta, presso la casa nel nuovo patrigno. Un crudele e sadico capitano spagnolo.

Ofelia adora leggere libri. Pertanto all’inizio si potrebbe pensare che il mondo fantastico che vede sia frutto della sua fervida immaginazione per fuggire alla triste e crudele realtà.

 

 

“Tanto tempo fa,
nel regno sotterraneo,
dove la bugia, il dolore, non hanno significato,
viveva una principessa che sognava il mondo degli umani.
Sognava il cielo azzurro,
la brezza lieve e la lucentezza del sole.
Un giorno, traendo in inganno i suoi guardiani, fuggì.
Ma appena fuori, i raggi del sole la accecarono,
cancellando così la sua memoria.
La principessa dimenticò chi fosse e da dove provenisse.
Il suo corpo patì il freddo, la malattia, il dolore, e dopo qualche anno morì.
Nonostante tutto,
il Re fu certo che l’anima della principessa avrebbe, un giorno, fatto ritorno,
magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo.
L’avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro.
Fino a che il mondo non avesse smesso di girare.”
Monologo inziale.

Il primo essere fantastico che incontra la ragazzina è un insetto alato che la condurrà a conoscere il Fauno, che sarà il suo Maestro nel viaggio.

Sono stato chiamato con così tanti nomi che solo il vento e gli alberi possono saperlo. Io sono la montagna, il bosco, la terra. . … Io sono un faunoimmagine_il-labirinto-del-fauno_18534

Il Fauno racconta ad Ofelia le sue vere origini: lei è una principessa del mondo sotterraneo e per tornare dal suo vero padre deve superare tre prove.

Tre prove necessarie a dimostrare che non sia diventata una mortale.

Ofelia supera con successo la prima. Inoltre, su consiglo del Fauno, riesce a portare sollievo alla malattia della madre grazie ad una radice di mandragola nascosta sotto il letto (che poi il patrigno scoprirà e la getterà nel fuoco).

labirintodelfaunoNella seconda prova Ofelia recupera il coltello, come richiesto, ma si fa tentare da una tavola bandita e infrange la regola imposta di non mangiare nulla risvegliando così  una creatura posta di guardia.

Il Fauno si arrabbia e scompare. Nel periodo della sua assenza la madre muore dando alla luce il fratellino.

Il Fauno ritorna da Ofelia e come ultima prova le impone di uccidere il fratellino nel labirinto.

Senza il sangue di un innocente difatti lei non potrà mai tornare a casa.

Le ultime scene del film sono un susseguirsi di eventi:  l’arrivo dei ribelli che vogliono uccidere il capitano. Ofelia che rapisce il fratellino e il patrigno che la scopre e la insegue per ucciderla.

Ofelia giungerà al labirinto, ma decide di risparmiare la vita al fratello. In quel momento il patrigno la raggiunge e le spara. Ofelia cade morente al centro del labirinto mentre i ribelli uccidono il capitano e salvano il fratellino.

Alla fine sarà proprio il sangue innocente e puro di Ofelia ad aprirle il portale e permetterle di tornare a casa.

Questo film può essere considerato più del genere fantastico che di orrore (spero che vada bene lo stesso). Adoro questo genere di trame (che ricordano molto Cabal di Clive Barker) dove i “mostri” non sono considerati assassini crudeli, ma bensì creature di aspetto e abitudini diverse dalle nostre. Mentre i veri mostri restano sempre gli umani che celano l’orrore all’interno della propria anima.
In particolare questo film incalza molto bene i sogni e desideri della fase adolescenziale. Dove si desidera ardentemente di appartenere ad un altro mondo. Migliore. Dove ci sentiamo accettati.
Vi è il rifiuto per la società che non ci rappresenta, per le persone che spesso si rilevano aride e incapaci di dimostrare sentimenti.

Se vi interessa approfondire l’argomento vi riporto il link ad un articolo, sulla la visione esoterica del film, che ho molto apprezzato:
https://neovitruvian.wordpress.com/2010/09/27/significato-esoterico-del-film-il-labirinto-del-fauno/

E ora tornando alle regole del gioco, riporto i sei blogger:

  1. https://hotelzeitgeist.wordpress.com/
  2. https://illaboratoriodipetunia2.wordpress.com/
  3. https://newwhitebear.wordpress.com/
  4. https://duemilaq.com/
  5. https://luciathinks.wordpress.com/
  6. https://ironiaprimaditutto.wordpress.com/

Buon Anno … un po’ in ritardo

Il mio 2016 è terminato con io che tranquillizzavo l’assitente del Pronto Soccorso dicendo “Tranquilla, so dov’è ortopedia. Sono esperta in cadute
Il radiologo che non fa in tempo a dirmi “stia ttenta a…
che la mia capoccia rimbalza sulla macchina delle radiografie.
Ci guardiamo in faccia e lui esclama:
beh almeno se si fa male adesso è già in ospedale. Risparmia il viaggio

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Non mi hanno ingessato solo perchè non si usa più, a quanto pare (se paghi) adesso ti mettono un tutore che almeno ti da un po’ di mobilità (una volta che il cotechino si è sgonfiato).
E così ho passato il mio bel dicembre a casa con la caviglia rotta.
E io che mi lamentavo perchè non mi davano le ferie a Natale, eh?

Appurato il fatto che sono certificata ISO in rotture e cadute, ora posso finalmente iniziare il nuovo anno.
Auguri in ritardo!