Archivi

Vai avanti tu che mi viene da ridere?

Estate.
Rallentare.
Godersi la calma derivante dalla spossatezza del caldo.
Le cicale che stridono
….
Fammi guardare il calendario del centro estivo, cosa abbiamo?
Ah si, Lunedì compiti delle vacanze, bisogna ricordarsi il libro.
Martedì giochi d’acqua, richiesto asciugamano, costume e ciabattine. Un cambio.
Mercoledì piscina, ricordarsi merenda, crema solare, costume, cambio..etc..
Giovedì gita, preparare pranzo al sacco
Venerdì? Ah si, gare sportive. Pranzo al sacco….

Poi finisce che arrivi di corsa in stazione, prendi il treno al volo , stra pieno e corto perchè è estate.
Salti su e…
Dove ho lasciato Puffetta?
Non ricordo più se l’ho portata al centro estivo.
Oddio.
L’ho lasciata a casa da sola?
Oppure in macchina?
In preda al panico prendi il cellulare per chiamare tua mamma, ma hai il cellulare nuovo e non trovi i numeri in rubrica e …

ti svegli…

stamattina sono rimasta al centro estivo almeno 10 minuti a fissare Puffetta per imprimermi che fosse davvero lì e che potevo stare tranquilla.

ho bisogno di ferie….

Stanco? No oggi no (cit.)

Ore 7.30 del mattino. Nella casa di Frettolandia.
Puffetta vuoi la mela di merenda?”
No mamma
la banana?
No
lo yogurt?
No mamma
e le ficchi in cartella il succo con un tronky. Oggi niente bio. Oggi nessun prodotto certificato dalle mamme di Perfettolandia. La sacra inquisizione-vegan mi verrà a cercare.
Ore 7.45 raggiungi la scuola per lasciarla al pre.
Arriva messaggio sulla chat di classe:
Le maestre chiedono di portare solo frutta a merenda fino alla fine della scuola
Lo sapevo. Lo sapevo, che hanno messo le videocamere in ogni casa per controllarci quando sgarriamo!
Lasci Puffetta a scuola, corri dal meccanico.
Parcheggi l’auto ed entri in modalità maratoneta, una delle quindicimila personalità che convivono con te nel tuo corpo, per riuscire ad arrivare in stazione.
Non collassi per il caldo e riesci addirittura a prendere il solito treno.
Ti auto applaudi per mezz’ora, nel frattempo speri di recuperare un colorito sano che non ricordi una fetta di melone.
Ovviamente non c’è posto a sedere.

Arrivi pimpante e fresca come una rosa, afflitta dai delicati temporali di questo periodo, in ufficio.
Entri dalla porta.
Appoggi la borsa.
Ti chiamano per una call urgente.

Non so perchè, ma mi sento particolarmente stanca.

Tranquilli tutto bene… più o meno

Venerdì sera.
Esco stravolta dall’ufficio.
Distrattamente, camminando come zombie , guardo il binario del treno.
Faccio tutto il sottopassaggio, salgo sul binario.
Pannelli dei treni non funzionanti. Salgo sul treno di destra.
Scrivo alla mia compare dove sono seduta e che stranamente sono da sola.
Solo un piccione sulla banchina che mi osserva.
Il treno parte.
COME PARTE?
E’ presto!
Perchè parte?
Vado dal controllore, lo riconosco: è il ragazzino super tatuato che non vedevo da un po’sulla mia tratta.
Lui mi riconosce, mi fissa a bocca aperta per un po’ e poi gli viene da ridere.
ODDIO ho sbagliato treno.


Scusa ma che treno è?
Bergamo
E gli scappa una risata. Si contiene. Ci prova.
E adesso come faccio?
Tranquilla ferma villapizzone
Ahh meno male
Lui ci prova a non ridere, fissa la porta.
Poi non ce la fa più e scoppia in una fragorosa risata.
Inizio a ridere pure io.
Eh niente.
Comunque oggi ho preso il treno giusto eh!!
Ce l’ho fatta!
Speriamo nel ritorno………………..

No stress. No party

Esci di casa all’alba perchè devi arrivare presto in ufficio per una riunione e, causa lavori in corso, il traffico verso la stazione è diventato estremamente esuberante.
Prendi il treno al volo mentre sorseggi un caffè d’asporto. Festeggi perchè riesci a sederti.
Arrivi in ufficio e un due tre Stella! Inizi subito la tua giornata di riunioni, ti viene concessa una pausa di circa mezzora alle 14 nella quale cerchi di far rientrare i tuoi bisogni fisiologici tra cui ingurgitare del cibo.
Esageri. Ti dai alla bella vita, e ti permetti di uscire al bar a prendere un caffè.
Chiedi la delega per una riunione, in quanto dovresti anche scrivere del sofware per un altro progetto in scadenza (ovviamente togliendo il cappellino da analista per indossare quello di sviluppatore, perchè assumere personale se hai consulenti multitasking?)
Ottieni di poter seguire la riunione al telefono, alla tua scrivania.
Così mentre un lato di te ascolta il bla bla bla l’altra te digita freneticamente sulla tastiera una marea di if then else cercando di stare nei tempi di consegna.
Alle 17.50 termina la riunione.
Saluti tutti e corri sperando di riuscire a prendere il treno.
Ti lanci al volo sul vagone. Prendi fiato.
Corri casa. Traffico bloccato.
Arrivi più o meno in concomitanza con tua figlia.
Cerchi di preparare una cena mentre lei ti inonda di parole raccontandoti la sua giornata (intanto ti ripeti di goderti questi momenti di non silenzio, perchè tra qualche anno entrerà nel terribile e temuto periodo adolescenziale)
Sgombri al volo lo stendino, avvii la lavatrice.
Ti siedi a cenare.
Finisce la lavatrice.
Stendi.
Pulisci la cucina.
Arriva l’ora per spedire a nanna Puffetta e ti accorgi che il suo letto è ancora invaso dai vestiti che hai tolto dallo stendino.
Nooo.
Non ce la posso fare.
Puffetta dai, stanotte dormi nel lettone. I vestiti li sistemerò domani
Lei ti guarda, ovviamente felice, e ti spara così a bruciapelo:
Certo che mamma, sei proprio una scansafatiche. Non hai nemmeno piegato la biancheria

Lunedì anomalo

I lunedì sono tragici per definizione.
Però questo ottobre sta partendo con strani eventi (che nulla hanno a che vedere con quelli dei fratelli Baudelaire , giusto per chiarire) .. che ecco…

Avete presente quando pensi di essere la mamma peggiore del mondo perchè lasci tua figlia , tipo pacco postale, al pre scuola e corri via come il vento col dubbio “ma ho baciato lei in fronte o il bambino dell’altra classe?“, ed esci di corsa salutando con un alzata di mano la bidella col terrore di esser ripresa perchè “non si corre nei corridoi” e tu alla soglia dei 40 anni ancora non l’hai capito?
Avete presente?
Ecco. Stamattina ho incrociato una mamma che è arrivata sgommando, ha aperto la portiera, e ha lasciato la figlia sul marciapiede ed è ripartita senza controllare che fosse entrata a scuola.
Signore. Grazie. Mi sono sentita meravigliosa.
Mentre impennavo con la panda in direzione della stazione avevo persino gli uccellini che mi cinguettavano intorno come Cenerentola della Disney.
E sono riuscita a prendere il treno. Non l’ho perso.
Si certo un polmone è collassato e il menisco è da rifare per aver sorvolato tre scalini.
Ma quelli sono dettagli.
Sono ancora lì che festeggio i miei successi della mattina

ma-vai1

Quando incontri il molestatore sulle scale.
E tutta la gioia scivola via.
Di chi parlo? Di lui –> leggi qui e qui.

Oddio speriamo che non salga in ascensore con me.
Terrore.
Lui si volta e mi saluta con un “salve signora
eh?
E se ne va.
Eh?
Davvero?
Per caso ho anche vinto alla lotteria?
No per sapere.
Siamo sicuri che sta succedendo davvero?

Si sta succedendo davvero. Perchè poi parlandone col Dark Boss vengo a scoprire che a quanto pare è stato denunciato da alcune colleghe per molestie.
Incredibile.

Io vado a giocare al lotto per davvero oggi.
Ci si vede gente!

Amore e Odio #Pendolarismo

E’ difficile da spiegare “a chi non prende il treno” questo sentimento di amore e odio.
Perchè effettivamente visti dall’esterno siamo molto incomprensibili noi pendolari.
Facciamo fuoco e fiamme sui ritardi e le soppressioni, ci lamentiamo degli altri pendolari.
E puzzano. E urlano al telefono. E gridano. E il maniaco.
Eppure continuiamo a prendere il treno.
Alcuni perchè proprio non hanno alternative.
Altri , come me, per pura comodità.
Perchè alla fine, salire sul treno come stamattina, riuscire a sedersi e perderti nella lettura del libro ti regala quel momento di pace che nelle corse della giornata non hai.
Oppure capita che viaggi sì in piedi, ma con le amiche conosciute sul treno. E chiacchieri. E ridi.
Oppure ritrovi per caso una compagna delle superiori che non vedevi da una vita.
A volte capita di conoscere gente nuova, che ti racconta scorci della propria vita.
Oppure, semplicemente, stai lì nei tuoi pensieri cercando il filo che unisce tutto quanto.

Il treno è così.
Lo odi e lo ami.
Passionalmente.

miss-bone-16

Cartoni

Mentre guardo con mia figlia Perry l’Ornitorico mi rendo conto che la mia generazione è cresciuta con cartoni animati senza filtro.
Ci mettevamo lì , davanti alla tv, a guardarci Bim Bum Bam, senza controlli o censure.
così siamo cresciute con:
Georgie che aveva un rapporto incestuoso coi due frattelli che poi non erano fratelli (Beautiful non sei nessuno)
Lady Oscar che non aveva ben chiara la propria identità sessuale. E quando capisce cosa vuole e zac! crepa (però prima si è fatta Andre’ in una scena epica che ricorderemo sempre, con i famosi capelli che improvvisamente crescono che nemmeno Cesare Ragazzi sa spiegarsi con che chimica)
Piccolo dolce Remi … ma quanta sfiga! Pure venduto dal padre adottivo per due soldi.
Pollon che ci ha insegnato le basi di una buona sniffata (sembra talco ma non è , serve a darti l’allegria!)
E io ancora mi stupisco, ascoltando i racconti da treno, che c’è chi si relaziona col prossimo tramite le patatachat e poi si lamenta che trova persone poco interessati da conoscere.
Non so.
Vedi un po te.

@paginaFB Freud Ignorante

@paginaFB Freud Ignorante