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Candid Camera

Stamattina in ufficio. Persone presenti: io, una mia collega e un mio collega.
Open space ancora deserto.
Sistemo un paio di documenti e prima di andare in riunione dico alla mia collega:
Guarda stamattina sarò in riunione tutto il tempo, se per caso …
lei inizia ad urlare: “Io non sono tenuta a sapere quello che fai o non fai , per le prossime volte fammi la cortesia di non riferirmelo più
E continua a parlare alzando il tono di voce.
Il mio collega ad un certo punto interviene facendole notare la mancanza di educazione.
Niente imperterrita continua il suo show.
Io nel frattempo mi sono messa a guardare il cellulare ignorandola.

Un paio di sere fa passa un vicino di casa a ritirare dei documenti.
Un ragazzo sempre garbato ed educato.
Mi chiede “Ma tu col nuovo vicino ci parli?
Oddio. E’ qui da un anno (e il termine nuovo mi sembra un po’ fuori luogo) e sinceramente non ricordo nemmeno il nome.
Guarda, solite conversazioni di cortesia se ci incrociamo sulla scala. Perchè?
Perchè ho litigato con lui. Voleva rubarmi il gatto. L’altro giorno è saltato sul suo balcone e lui e la figlia hanno iniziato a coccolarlo e lui mi ha detto << adesso vedrai che non vuole più tornare e rimane con noi>>. Gli ho detto di lasciare stare il mio gatto che altrimenti gli spacco la faccia
Laura zitta…stai zitta… non fare nessuna espressione..rimani impassibile..se si inkazza per una battuta figuriamoci se gli fai notare che è un deficiente….
Lui continua “E poi ha delle ciotoline piene di briciole sul balcone.
Eh si, quello lo so. Ha visto la pallina di semi sul mio albero e mi ha detto che lo fa anche lui per gli uccellini
Non è vero! Io lo so che lo fa per catturare i gatti dei vicini
Su un balcone. Al terzo piano.
Certo.

Vi prego dite che mi state riprendendo. Che tutto questo non è reale. E’ una candid camera. Vero?

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Messico e nuvole

Questo post va letto con la giusta colonna sonora.
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Un giorno come tanti. In pausa pranzo sbircio il mio profilo su linkedin e trovo un messaggio di una società di reclutamento personale.
Mi invitano ad inviargli curriculum e successivamente mi fissano un appuntamento presso di loro.
Ma sì…andiamoci.

Mi siedo in questo ufficio che magari voleva unire il moderno con mobili d’epoca, ma sono riusciti solamente a dare l’impressione di aver rovistato in una discarica.
Tralasciamo il dettaglio.
Attendo 40 minuti.
La mia pazienza vacilla.
Arriva un ragazzo che si presenta dicendo:
Buongiorno, sono laureato in psicologia e non so nulla di informatica
Ottimo. Di cosa parliamo?
Mi fa vedere delle macchie e io le dico che immagini vedo?
Lo guardo costernata per un po’. Poi gli suggerisco un
Senta se mi indirizza  su che tipo di cliente si tratta, almeno parlo delle esperienze simili
Eh? che dici? Dai su.
Mi parla di transazioni monetarie. E quindi gli racconto del mio passato in banca e in assicurazione.
Ovviamente tralasciando i dettagli tecnici, tanto di informatica non sa nulla …..
Mi conferma che il profilo (quale??) va bene per il cliente. Quindi mi ricontatterà per un colloquio tecnico.
Interessante. Contratto offerto? Di cosa parliamo? Chi sta cercando il suo cliente?
Al colloquio tecnico le diranno
Ah

Sento la mia amica per raccontare l’accaduto. Certe assurdità vanno condivise immediatamente.
Sa’ ho fatto il colloquio con uno psicologo!
Oh poverino, lui come sta?

Il giorno dopo sono in riunione. Ricevo una loro chiamata. Sgancio.
Richiamano. Sgancio.
Richiamano. Sgancio.
Ecco per 5 volte.
Li odio già.

Finita la riunione li richiamo. La segretaria mi dice
Ho capito che non poteva rispondere e le ho mandato una mail
Alla quinta volta? Tesoro che capacità deduttiva avanzata. Un genio proprio. Guarda lì sei sprecata. Credimi.
Mi può dire cosa riguarda? Non sono davanti ad un pc
Si, ecco il cliente le ha fissato un colloquio per domani e si tratta un test di un ora e mezza
Adesso ti uccido. Ho deciso.
Le spiego: io LAVORO, non posso dire oggi per domani che non ci sono. Devo garantire la mia presenza in questi giorni. Può spostarlo?
Si certo. Le manderò una mail, non le telefono più così non la disturbo
Brava!!!
Un’ora dopo suona il telefono.
Guardi le ho inviato la mail
Tesoro. Io ho fatto il colloquio con lo psicologo. Ma tu hai bisogno di uno psichiatra che ti prescriva qualcosa di forte. Credimi.

Alla fine decido di andare a conoscere questo cliente. Magari è l’agenzia di reclutamento che è pessima.
Di certo la sera alle 17 non ho proprio voglia di fare un test di un ora e mezza, dopo una giornata di lavoro e di treni orripilanti, ma vediamo che offrono.
Avviso il mio capo, con cui ho un ottimo rapporto, che mi dice: “Ma loro lo sanno che sei tu che stai andando a fargli il colloquio?

Arrivo in zona Naviglio Martesana. Saluto una pantegana con cappotto di Luisa Spagnoli e borsa di Gucci ed entro in questo palazzo.
Chiedo informazioni al portinaio che mi spedisce al primo piano.
Si apre l’ascensore e…
Un corridio e delle porte a vetri.
Sbircio dentro e vedo solo corridoi lunghi e grigi.
Poi mi accorgo che in alto vi è un citofono con una targhetta di plastica.
Suono.
Se ero alta un metro e cinquanta lì non ci arrivavo.
Non risponde nessuno.
Dopo un po’ si sente scattare la porta.
Entro e mi fermo in attesa.
Il nulla.
Corridoi lughi, stretti, grigi, porte chiuse.
Ad un certo punto appare davanti a me una ragazza.
Dopo le presentazioni mi dice
Aspetti qui
E mi ritrovo in piedi accanto al boccione dell’acqua, sempre in un corridoio grigio.
Stavolta però ci sono aperte delle porte.
Sbircio.
Stampante per terra. Fogli impilati sopra.
Tazze sporche di caffè ovunque.
Polvere che gioca ad acchiaparella.
Inizio a pensare alle mie salviettine di lisoform nel cassetto della scrivania in ufficio.

Ritorna la ragazza con un signore ciciottello che ricorda gli orsetti del cuore.
Mi invitano a fare il test.
No. Prima mi spiegate che figura cercate e quale contratto offrite. Perchè non mi è stato spiegato nulla
oh
Mi chiedono di accomodarmi in una saletta, prima ho la brutta, bruttissima, orripilante, idea di andare in bagno.
Pile di vassoi con tazze da té sporche ovunque.
Persino appoggiate sullo sciacquone.
Inizio a controllare se per caso non ci sono scarafaggi che corrono.
Entro nella sala riunioni immaginandomi armata di vaporetto.
Mi siedo contro voglia.
Mi illuminano dicendomi che il loro team informatico si trova in Messico.
Che parlano solo spagnolo (ho mai detto di sapere lo spagnolo? Ovviamente no).
Gli faccio notare che sarebbe impossibile lavorare se non c’è modo di capirsi, sopratutto in ambito monetario. Si parla di interessi, provvigioni, chiusure, bilanci, titoli. Insomma non sono argomenti semplici già quando si parla la stessa lingua. Figuriamoci così.
Loro insistono perchè io gli piaccio. E certo. Non ho dubbi. Ma voi non piacete a ME.
Puntano sul contratto.
Mi offrono contratto del commercio, 1800 netti, per lavorare 7 giorni su 7, 24 ore al giorno senza reperibilità. Perchè devi gestire il team del Messico, ovviamente. Coi fusi orari…..
Li guardo allibita. Non stanno scherzando. Non era una battuta.
Mi dicono: “Vuole fare il test?
Certo come no.
Sono praticamente scoppiata a ridergli in faccia.
L’orsetto mi saluta e mentre fuggo si lamenta che non trovano nessuno.
MA DAI??????

Mentre mi incammino verso la metro chiamo il mio capo: “Avevi ragione tu. Sono io che ho fatto il colloquio a loro
Ti conosco troppo bene

E che l’ansia sia con voi…

Mannaggia a te! Vieni qui! Vieni qui! Porca paletta adesso perdo il treno! Ohh arrangiati!
Così esci di casa un po’ arrabbiata col tuo gatto che si è rifiutato di darti quel bellissimo pezzo di frangia della copertina di pile che è riuscito a staccare durante la notte.
E che stava tentando di ingoiare con caparbietà assoluta.
Manco fosse un pollo allevato a terra e nutrito di soia bio.
Arrivi in stazione con un pochino d’ansia.
E se adesso lo ingoia e soffoca?
Ma va! Cosa penso. Mica è così pirla.
Però in treno mi avevano raccontato di quel gatto soffocato con un elestico per capelli.
Ma dai cosa vado a pensare. Cenere ingoiava uccellini interi con tanto di becco!
E se adesso sta rantolando perchè non riesce a respirare?
Perchè devo essere così tragica! Stasera torno a casa e sarà sanissimo.

Scendo al treno a milano.
TU TUUU TU TUUU
Pronto?
emmmm mamma scusa…devi uscire stamattina?
No, ma hai bisogno?
Ecco… non è che passeresti a casa mia a controllare se il gatto è ancora vivo?

Eh ninete non ce la posso fare.
Comunque il gatto sta bene.
Stava giocando con la pallina.

Ricoveratemi.

Si o no?

Su instagram un paio di mesi fa.
ciao
No dai, non essere la solita stronza. Su dai ,per una volta sforzati. Su, è semplice. Rispondi.
ciao
woow ho risposto senza bannarlo subito. Faccio progressi!
Vuoi essere mia amica?
Ehhh? Ma cosa siamo all’asilo?
No. Non bannare subito. Magari hai pensato male.
Ciao. Cosa intendi per amica? Perchè l’amicizia è un sentimento complesso basato sulla fiducia e sulla conoscenza reciproca, quindi non è qualcosa che si può ottenere con una domanda diretta.
Se invece ti riferisci al fatto che voglia seguire il tuo profilo è differente. Che intendi?
Dai sono stata brava… Non ho insultato nessuno. Miglioro eh?
Ti ho fatto una domanda: o si o no
No Grazie.”
Bannato.

Ieri su instagram.
Ciao
Non essere stronza. Su dai.
Ciao
Lo sai che sei bellissima?
No tesoro non ci siamo. Lo vedi il mio profilo? Non è un autoproclamazione del mio aspetto attraverso miliardi di selfie con la bocca a culo di gallina.
No.
Vi sono luoghi d’arte, musei, concerti, libri, giardinaggio, cucina, film.
Argomenti per attacar bottone decentemente ce ne sono. Non trovi?
Non rispondo
Mi rispondi? O si o no
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH ancora lo psicopatico del si e del no! Ha cambiato profilo?
Bannato.

Faccio bene ad essere stronza.

bamboccioni

Mi rivolgo a voi mamme.
Ascoltatemi.
Quando pensate al benessere di vostri figli, ascoltate ciò che urlano quasi tutti i pediatri e psicologi del nostro tempo: insegnategli ad essere autonomi, indipendenti.
Non fate tutto voi. Non spianategli la strada.
Ve lo chiedo per cortesia.
Perchè poi diventano adulti, vengono a vivere nel mio condominio e suonano il MIO campanello in cerca di una mamma sostitutiva!
Per cortesia.
Un bimbo indipendente per salavare una Laura.

Grazie.

Ogni rifermimento a persone, luoghi o fatti realmente accaduti è puramente casuale.

Il tempo è relativo….

Oggi abbiamo il classico spettacolo di Natale scolastico di Puffetta,  mentre ancora non ho ben inquadrato che siamo a Natale e che purtroppo lavorerò praticamente SEMPRE.
Oggi ho osato chiedere il 29 di ferie e mi hanno risposto “perchè cosa hai da fare a casa?“.
Mah..una vita… magari…
Comunque mentre io cerco di guadagnare qualche ora di permesso, la rappresentante di classe inonda la chat di richieste di adesione per la sfilata di carnevale.
CARNEVALE!?!?!?
Amore, tesoro di mamma, come ti invidio.
Avere la possibilità di vedere così lontano nel tuo futuro, tanto da pensare già alla primavera.
Io l’unica cosa che sono riuscita a pensare oggi è che mi sono scordata di togliere dal surgelatore la cena….

Subconscio creativo

Il mio castello è sotto assedio.
Lo osservo. E’ tutto bianco, le vie del paese ricordano Santorini e si affaccia sul mare.
Devo dire che è proprio un bel castello. Mi piace molto.
Ma è sotto assedio.
Decido di chiedere aiuto ai draghi.
Ne giungono quattro: uno d’oro, uno verde, uno blu e uno rosso.
Assumono sembianze umane.
Il drago d’oro mi ricorda un po’ Mastro Lindo.

Caro il mio subconscio bello, che in tempo di crisi ricordi che dentro di me ho la forza per fronteggiare tutto.
Pure con Mastro Lindo al profumo di limone.
E non si scherza mica, con tutte quelle case bianche, bisogna tener pulito eh.
Il mio bel castello, marcondirondirondello, mica si può sporcare!