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La circolazione

In ufficio.
Dalle ore 10.30 alle ore 13.00
TUMP! TUMP! TUMP! TUMP! TUMP!
TUMP! TUMP! TUMP! TUMP! TUMP!

“Secondo te cosa fanno al piano di sopra?”
“Devono avere un macchinario per timbrare, o  qualcosa del genere”
“Perchè che ufficio abbiamo sopra di noi?”
“Un amministrazione di non so quale ditta”
“Secondo me stampano i loghi sulle amfetamine che producono nella ditta che sta nel cortile”
“Oppure stampano soldi falsi”

Dopo una settimana di TUMP! TUMP!

“Secondo me fa ginnastica la sciura dl piano di sopra. Tipo le desperate housewives davanti ai programmi tv di fitness”
“Ma no dai. Sicuramente è un macchinario che produce questo rumore”
“Basta! Non ne posso più! Non riesco a concentrarmi. Vado di sopra e busso”


Silenzio improvviso.
La collega scende un po’ sconvolta.
“Mi ha aperto a piedi nudi. Ha detto che il dottore le ha consigliato di camminare per attivare la circolazione. Così cammina a passo di marcia per l’ufficio”

In ritardo…come sempre Auguri!

Caro 2018 sei stato un anno davvero impegnativo, ma devo dire che verso la fine ti sei riscattato.
Finalmente ho potuto alzare la manina e dire “ciao ciao” a questa società che mi ha rubato giorni di vita, compresi i week end, senza darmi nulla in cambio. Posso salutare i colleghi con la sindrome del genio lasciandoli alla loro triste esistenza.
Posso spiccare il volo verso altri lidi.
Tutto nuovo.
Mi aspettano un paio di mesi terrificanti prima di andarmene, ma li affronterò con leggerezza.
Caro 2019 da come ti sei presentato la mattina del 1 gennaio sembri un anno abbastanza tranquillo e sereno per me, senza grandi scossoni.
speriamo sia così 🙂

PS: per due anni non prenderò il treno!!! Grande emozione.

Buon 2019 a tutti!

Verso la stazione

immagine presa da @pinterest

Passeggiano piano piano.
Lui molto anziano, appoggiato al suo bastone, un po’ barcollante.
Il viso metà nascosto nella sciarpa.
Si ferma.
Abbassa lo sguardo e gli sorride con amore, con gli occhi stracolmi di quel’affetto che solo una vita passata insieme può generare.
Lo aspetta.
Anche il suo compagno è anziano e zoppica. Indossa un capottino che sembra fatto a mano. Con amore.
Fa fatica a procedere lungo il marciapiede. Si deve fermare col fiatone.
Lo raggiunge.
Alza lo sguardo adorante verso di lui.
Scodinzola.
Poi insieme riprendono a camminare.
Piano.
Doloranti.
Sorridenti.

Sono giorni difficili

Cerchi Treno che non c’è, o forse c’era, è sparito. Rapito?
Chiamate “Chi l’ha visto?”
Si è perso Treno, indossava un vagone bianco e verde con la scritta Trenord.
Avevamo appuntamento alle 7.40 ma alle 8.00 ancora non si è visto.
Non riusciamo a contattare nemmeno i suoi altri amici treni, che in effetti dovevano passare di qui ma non si sono visti.
Sono fuggiti tutti?
Li hanno rapiti?
Hanno fatto la fuga di vagoni all’estero? Oltre ai cervelli fuggono anche loro?
Dateci notizie.
Noi pendolari siamo preoccupati.
Sono mesi che Treno o non si presenta all’appuntamento, o sta male lungo il percorso e si ferma a riposare, oppure ci mette due ore per fare una tratta di venti minuti.
Magari è convinto che dobbiamo andare a Firenze e cerca di rispettare quei tempi.
Insomma ditecelo che non si può più raggiungere Milano per via di terra: né con autostrade, pullman o treni.
Ditecelo che proviamo via aria e acqua.
Inizierò a risalire il Naviglio , magari risolvo il problema.

Si cercano soluzioni alternative. Treno si sa, ci sta abbandonando dopo una lunga agonia.

Avrei bisogno di un barcaiolo. Ne conoscete qualcuno? Ho provato a sentire Caronte ma ha detto che è troppo preso col lavoro.

Fermate i Folletti!

Il problema è grave.
Oggi lavoravo dalla Torre (se non sai cos’è la Torre leggi il post precedente) .
No.
Non è proprio così.
Oggi mi sono recata alla Torre.
Punto.
All’ingresso mi hanno chiesto come mai il mio badge non fosse ancora abilitato, come se io fossi la Regina del Castello e avessi il potere di comandar i Vassalli.
Oggi mi sono recata alla Torre.
Punto.
Dovevo fare dei test riguardanti dematerializzazione e stampe, per accertare che i lavori procedessero bene.
Insomma pensavo di lavorare.
Voi perchè vi recate in ufficio altrimenti? Per il buonissimo caffè al detersivo delle macchinette?
Insomma dicevo che pensavo di lavorare, invece scopro che la mia utenza è bloccata e non posso accedere ai programmi che mi servono.
Posso navigare in internet, ma lavorare no.
E così inizia l’epopea dei ticket.
Apra un ticket all’assistenza cippolotti per sbloccare l’utenza
e il mio responsabile apre il ticket al posto mio, perchè con utenza bloccata secondo voi il ticket come lo apro? Con la forza del pensiero?
L’assistenza cippolotti suggerisce di aprire un ticket alla rete perchè la colpa è loro.
La rete specifica che la colpa non è loro ma di cippollotti.
Alla fine esasperata, alle due del pomeriggio, mi intrometto specificando che fuori dalla loro rete non riscontro problemi a lavorare.
impossibile” decretano i grandi geni.
Sicuramente è lei che di notte ha tentato di loggarsi alla macchina è ha sbagliato password.
Certo.
Sicuro.

Prendo il mio portatile.
Riprendo la metro.
Il treno.
L’auto.
Torno a casa.
Mi collego alla mia dsl da poveracci, che non può paragonarsi a quella della magica Torre, e….
FUNZIONA!
ma dai…. l’avreste detto?

@fiabe dei nonni

 

Nel frattempo però ho preso da parte tutti i magici folletti e gli ho fatto la ramanzina.
Insomma devono smettere di utilizzare il pc per lavorare al mio posto di notte.
Questi folletti….

La consulente nomade

Foto scattata da me.

Il lavoro di consulente informatico già per sé non implica stare presso lo stesso cliente (e spesso la stessa regione/stato) a lungo.
Per una volta nella mia vita questo è accaduto e per sei anni sono stata nello stesso stabile fissa.
Ormai la moda italiana verte verso i grandi grattacieli e quindi il Cliente si è trasferito nella nuova e tecnologica CityLife…

E io?
Sono diventata il Consulente Dimezzato, una versione grottesca del Visconte di Italo Calvino.
Vago per Milano da un ufficio all’altro:
Tre giorni in CityLife nella Torre del Cliente a lanciare la mia treccia per far salire il cavaliere, e due giorni coi colleghi spauriti in un albergo ad ore che si definisce un coworking.
O come dico: un cow working.

Foto scattata da me.

 

Un ambiente un po’ surreale, dove alla ricerca di un caffè ti ritrovi faccia a faccia con un cane verde o una pantera…
Dove al telefono assegnato al nostro spazio chiamano persone in cerca di una società fasulla…
ci si sente un po’ come Alice in cerca della strada di casa.

Foto scattata da me.

 

 

 

 

 

 

Vivo sospesa tra i mondi in un periodo davvero surreale.

 

 

 

 

O Pamela, questo è il bene dell’essere dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo. Se verrai con me, Pamela, imparerai a soffrire dei mali di ciascuno e a curare i tuoi curando i loro.

Il Visconte Dimezzato

Alla fiera dell’est un abbonamento il consulente comprò

Alla fiera dell’est, per due soldi, un abbonamento del treno comprai
E venne il Cliente, che cambiò idea, che cambiò ufficio e andai all’infopint che stornò l’abbonamento che alla fiera dell’est comprai
E venne il Grande Comunicatore, che si arrabbiò col Cliente, che il Cliente si arrabbiò con lui e ritornai all’infopoint che stornò l’abbonamento che che avevo stornato che alla fiera dell’est comprai
E ritornò il Cliente Infuriato che mangiò il Grande Comunicatore e che cambiò ufficio e ritornai nuovamente all’infopoint a stornare l’abbonamento che avevo stornato e ristornato che alla fiera dell’est comprai
Alla fiera dell’est, per due soldi, un abbonamento del treno comprai

Ma voi avete capito dove sarò Lunedì a lavorare?

Io no… e siamo solo alle 16 di venerdì……