Archivio | settembre 2014

A una mummia

Mummia fasciata in logori
Papiri sontuösi,
Mummia che sul sudario
Porti l’apoteösi,
Perdona se i nepoti,
Più culti che devoti,
Fan del tuo frale eterno
Sì misero governo.

Tu, nata al sole, al fulgido
Sole del tuo deserto,
Al soffio ardente e libero
D’un orizzonte aperto,
Tu non pensavi, un giorno.
Nel gel d’un aer piorno,
D’esser messa in vetrina
Da una gente latina.

Sei a pezzi. Il tuo cuore, i tuoi polmoni e anche il cervello ti son stati tolti e messi in vasi. Sei un guscio in attesa di esser riempito a nuova vita.  Il tuo regno, i tuoi ori e i tuoi cari sono svaniti. Di te non rimane altro che ossa e bende di papiro.

E venne il paleologo,
Divinator de’ segni,
A ordir sul tuo sarcofago
Cifre di stirpi e regni;
Fu vïolato intero
Della tomba il mistero;
T’han lisciate le chiome
E t’han chiamata a nome.

E così ti trovò il piccolo uomo, avido del proprio sapere. Ti rapì dalla tomba e ti portò alla luce, davanti a tutti. Esibita come un trofeo. Come una vincita. Un premio per un duro lavoro. Senza gentilezza. Senza rispetto. Senza una preghiera destinata al tuo lungo sonno. Spogliata dai tuoi averi. Lì nuda e indifesa.

Oggi, depositario
Di tanta erudizione,
Pianta bottega e cattedra
Un lurco cicerone
Che ti narra all’Inglese
(Pur ch’e’ paghi le spese)
Storpiando i nomi (o scherno!)
Del tuo parlar materno.

O stolto studioso che credi di aver compreso l’essenza vera della mummia, che credi di domarla. Di conoscerla e di soggiogarla con la tua finta storia. Con le tue illusioni. Non vedi che lei resta impassibile ormai? Ha perso tutto. Persino se stessa.

Eppur chiudesti un’anima
In quella sorda testa,
Lo sento, e n’è riverbero
Quella tua fronte mesta,
Eppur sentisti il core
Balzarti per amore,
Eppur provasti il morso
Del pianto e del rimorso.

I sogni, racchiusi nel cervello ormai polvere. Gli amori, persi in quel vaso spaccato nella sabbia. Niente più lacrime per chi non ha più sangue.

Qui per andar di secoli
Non muterà tua sorte,
Vedrai novelli popoli
Colle occhïaia morte,
E il tempo che ne fruga
Non segnerà una ruga
Sovra il tuo volto scarmo
E freddo come marmo.

Ma un dì verrà, novissimo,
Che in una cupa valle
Cadrem, tremanti, pallidi.
Coi nostri errori a spalle,
E sentirem la tromba
Che spezzerà ogni tomba.
Mummia, quella mattina
Romperai la vetrina.

O stolto uomo che credesti di imprigionar una mummia senza nome. Non ti sei accorto che cercasti di violare Iside la magnifica? Ora piangi le tue mani graffiate dai vetri della teca scoppiata e rimpiangi la vista perduta nell’osservar la Luce della Dea. E’  tardi ormai . Iside è risorta, come la Fenice dalle ceneri.

 

La poesia citata è di  Arrigo Boito
Torino, Museo Egizio, 1862

Potete leggerla completa qui:
http://it.wikisource.org/wiki/Il_libro_dei_versi/A_una_mummia

 

Poichè io sono la prima e l’ultima,
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la mamma e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli.
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono colei che da la luce e colei che non ha mai procreato,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che mi creò.
Io sono la madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poichè io sono la scandalosa e la magnifica.
(Inno a Iside)

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Sveglia

Alle 6.20 la sveglia suona. Stamattina mi sono alzata alle 6.45. E’ inutile, povera sveglia, sono un’ingrata.
Lei si impegna, perchè vuole farmi far colazione, darmi il tempo di guardarmi allo specchio prima di uscire. Giusto quello sguardo veloce per non arrivare in stazione e chiedere alle tue compagne di viaggio “ho su il pigiama?”
E io niente. Anzi borbotto pure quando suona. E spesso, anche troppo, non l’ascolto.
Dormo beata.
Prima o poi si stuferà e mi lascerà.
Povera sveglia.

immagine presa dal web

immagine presa dal web

Vacanze #SecondoStep #Toscana

A volte ci capiti per caso. Finisci in un posto un po’ per scherzo, un po’ per gioco e te ne innamori. (Mi riferisco a questo)
Se poi chi lo gestisce ha la capacità di farti sentire a casa non puoi fare altro che ritornarci.
E così è stato. Siamo ritornati a Manciano alla Svolta.

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La piccola Cloe che fa il riposino nell’amaca

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La colazione di Puffetta

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il risveglio al mattino

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La cena all’aperto.

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Il buffet della colazione

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Fiorella il cavallo da compagnia 🙂

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Ma voi un tacchino che prende le coccole così l’avevate mai visto?

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l’uva della vigna

E da lì siamo partiti per visitare il nostro passato, perchè noi camminiamo sulla nostra storia. E non è un modo di dire. Lo facciamo sul serio. Sotto i nostri piedi, spostando pochi centimetri di terra, c’è il nostro passato. Sepolto, nascosto. Con pazienza abili mani lo riportano alla luce e noi non possiamo fare altro che ammirarlo. Adorarlo. Respirarlo e fantasticare.

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parco di Vulci

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Lo riconoscete? Qui hanno registrato “Non ci resta che piangere” e “Tre uomini e una gamba”

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Parco dei mostri di Bomarzo

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parco dei mostri Bomarzo

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Vista dalla Torre del Pellegrino – Montefisacone

Montefiscone - veduta dalla torre del Pellegrino

Montefiscone – veduta dalla torre del Pellegrino

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Lago di Bolsena

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Montemerano

Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio

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Civita di Bagnoregio

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Civita di Bagnoregio

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Spaccando pietre in cerca di fossili, presso i romitori del Fiora

***

Abbiamo alloggiato all’agriturismo La Svolta:  http://www.agriturismolasvolta.com/

I luoghi che abbiamo visitato:

Parco di Vulci : http://www.vulci.it/mediacenter/FE/home.aspx

Civita di Bagnoregio: http://it.wikipedia.org/wiki/Civita_di_Bagnoregio

Montefiascone: http://it.wikipedia.org/wiki/Montefiascone

Montemerano: http://it.wikipedia.org/wiki/Montemerano

Parco dei Mostri: http://www.parcodeimostri.com/

Lago di Bolsena (Capodimonte):  http://www.lagodibolsena.org/le-localita/capodimonte-13.html

Romitori del Fiora: http://www.percorsietruschi.it/visite-guidate/i-romitori-del-fiora/

Terme di Saturnia: http://it.wikipedia.org/wiki/Terme_di_Saturnia

e per una giornata al mare : Capalbio

Friend over 30

Oh ma tu chi sei?
Oh scusa ti ho pestato il piede. Ti ho fatto male?
Va bene se cammino così?
Ti do fastidio?
Ma tu come lo mangi il cioccolato? Socchiudendo gli occhi e facendoti investire dal sapore? Come me! Forte!
Ma ti senti bene?
Va tutto ok?
Ti da fastidio la mia apprensione? No perchè so di essere una rompi, ed esagero sempre.
Sicuro?

E’ così che succede quando ci si trova amici dopo i trent’anni.  Bisogna prendersi le misure. Conoscersi per bene. Impostare i paletti e nello stesso tempo lasciarsi andare, perchè il bello degli amici è accettarsi sempre. Difetti compresi.

Io avevo detto basta alle amicizie femminili. E poi sei arrivata tu. Fanculo” mi hai detto prima di abbracciarmi forte.

Che bella cosa il volersi bene.

@FRIENDS

@FRIENDS

Vacanze #PrimoStep #Sardegna

La prima tappa della nostra vacanza è stata la Sardegna, precisamente Bosa Marina nelle casette sulla spiaggia. E quando intendo SULLA voglio proprio dire SULLA. Nella sabbia fine. Proprio piantate lì,  all’inizio della spiaggia.
E’ il mio angolo di paradiso.
Pace. Gabbiani. Onde. Cielo. Caffè in mano. Il bagnino che apre gli ombrelloni. Un signore a passeggio col cane. Un ragazzo che corre in riva al mare. Silenzio. Le onde come colonna sonora.  Questo il mio risveglio del mattino.

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La sera, il tramonto prima di cena.

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Il sale sulle labbra, la sabbia nei capelli, il sole sulla pelle.
Non me lo ricordavo più il sole, ho dovuto lasciare Milano per vederlo di nuovo.

E poi, come per caso, finire a fare un tuffo a S’Archittu prima ancora di aver letto il libro della Papera, così ora posso criticare per benino i paesaggi da lei descritti…hihihi

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Raccogliere il sale dagli scogli e farci la pasta. Pasta bio al 100%.

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E poi godersi gli amici che non vedevi da due anni e sentirti a casa, perchè quando c’è sintonia il tempo non esiste. Neppure le distanze.

Assaporare le delizie locali. Col loro profumo e sapore forte e deciso. Piccante come il formaggio coi vermi. Si si coi vermi proprio!!

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E il  mio dolce preferito: Seadas

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I colori vivi dell’entroterra. Il contrasto del rosso del tronco del sughero raccolto, col verde delle foglie.IMG_4331

Le piccole creature del mare, timide e curiose che ti guardano con circospezione. Tu che sei del Continente. Forestiero in questa terra aspra, forte, carica di dolore e di storia. Dove le persone sono forgiate nel vento, nel mare e nella terra. Duri, tosti, difficili ma con un cuore grande e aperto. Capace di donare fino all’ultima goccia del proprio sangue.

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Sardegna ti Lovvo.

 

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Casette sulla spiaggia Bosa Marina: Sign. Isa – Residence Solemar

Quest’anno ho avuto poco tempo per girare per i siti archeologici, vorrei comunque ricordarvi che la Sardegna non è solo mare. Ha una storia meravigliosa, tutta da scoprire.  Antica e piena di mistero. Affascinante.

I luoghi a me più cari sono:

Il Santuario Nuragico di Santa Caterina

Nuraghe Losa

 

 

 

Son tornata!

Ciao!
Ieri sera alle 19 abbiamo rimesso piede in casa nostra. Schiacciato il tappeto di insetti morti (basta chiudere casa per 15 giorni e si scoprono una marea di abusivi eh!?), fatta la prima lavatrice, preparato zaino asilo per Puffetta, schiscia mia per il lavoro ed eccomi già qui alla scrivania dell’ufficio.
Sono un po’ spaesata?
Si direi di si. Totalmente.
Non solo dai ritmi dimenticati, colazione-treno-corri-ufficio, ma anche dalla mancanza di calore.
Ho passato 15 giorni tra Sardegna e Toscana e sono stata circondata da persone affettuose, sorridenti felici della tua presenza, per finire catapultata qui in questo grigiume di cuori.
Mi gira la testa per lo shock.
Nonostante questo sono bella carica.
E presto scriverò qui, sul Condominio Felice, due bei post relativi alle vacanze e ritirerò i premi che mi avete regalato nel frattempo. Grazie mille!
Riprenderò anche a scrivere il racconto su 17LaStella e continuerò col piccolo progetto di far diventare I Messageri di Hermes un libro vero e proprio. Insomma un autunno impegnativo!
Ci sentiamo presto!