Archivi

Mondi paralleli

Imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti.
Luigi Pirandello.

Se c’è una cosa che mi ha stupito della post separazione è l’improvvisa confidenza delle persone nel raccontarti la loro VERA vita di coppia.
Non so quale strano e magico meccanismo scatti nelle loro menti per cui tu diventi il confidente ideale, mentre prima ti propinavano falsità sui propri idilliaci rapporti.
Ti ritrovi a scoprire quelli che dormono sul divano da anni.
Quelli che incastrano i lavori all’estero, i turni, per non vedersi mai.
Un tipo del treno, che se siamo in gruppo, racconta della moglie, della figlia quindicenne, del fatto che gli tocca uscire di notte per andarla a prendere, e poi se ci troviamo da soli con disinvoltura mi parla delle sue scappattelle extraconiugali tra una trasferta e l’altra.
La vicina di casa, single, che ti viene a chiedere di istallarle un app di appuntamenti “sono negata con la teconologia“, l’aiuti e per caso scopri che un tuo ex vicino (ovviamente NON single) è iscritto.
Quella che sta con uno che convive da dieci anni con un altra donna, “ma ormai la relazione è finita” eppure sono ancora lì in casa insieme.
Mi sfugge qualcosa? Ah si.
Quello che si lamenta della moglie e dice “non la lascio solo perchè l’altra non mi vuole in casa
Ormai quando incontro qualcuno la prima domanda che mi pongo è “quale maschera sto guardando?

pirandello-maschere

Un dolce risveglio #Buongiorno

Ti svegli. Stai ancora cercando di capire su che pianeta sei.
Fuori diluvia.
Metti su l’acqua per il tè e una voce nella penombra ti chiama:
Mamma
Ti volti e vedi un cespuglio di capelli rossi.
ROSSI!?
Mamma mi dai una spugna che ho sporcato di sangue il letto?
Sangue da naso.
Pulisci lei.
Preparale il latte.
Prepara composto bicarbonato e acqua per lavare il materasso.
Metti a bagno le lenzuola.
Il pigiama.
Sciacquale i capelli.
Prepara costume per piscina.
Mamma mamma vieni!
Ventricolo destro e polmone sinistro della suddetta mamma persi nella corsa
Guarda mamma che carino quel pockemon
Fanculo pockemon.
Corri in piscina, in ritardo.
Salutala all’ingresso spogliatoi.
Svieni al caffè.
Ora capisco perchè i miei vecchi istruttori mi offrono il caffè.
Non è gentilezza. È compassione.
E intanto osservi le altre mamme arrivare in minigonna, tacchi , truccate, con due pargoli al seguito.
E ti domandi come cavolo fanno. Sono parenti di Samantha Vita da Strega?

immagine presa dal web

immagine presa dal web

Che tempo che Fa #MeteoOvvioADomicilio

convinto tu....

convinto tu…. @Johnny Bravo

Ci sono incontri che segnano un destino.
Ci sono incontri che ti cambiano la vita.
Poi ci sono incontri in cui ti domandi: perchè a me!?!?!?!?

Domenica pomeriggio. Ti stai godendo il sole caldo al tavolino di un bar con un’amica.
Dai uno sguardo al cell di sfuggita e scopri un messaggio vocale.
Che minkia vorrà questo?
Spedito al mattino. Ops!
Ascolti.
Buongiorno Laura, è domenica e c’è il sole
Eh?
Boh?miss-bone-63
Stamattina parcheggio macchina, sto per correre verso il treno e vedo un altro messaggio vocale.
Ancora?
Buongiorno Laura è martedì e c’è nebbia
Oh cribbio. Ci manca la musica di sottofondo dell’Almanacco del Giorno dopo.

Adesso che facciamo?
No non scherzate. Qui è grave.
Bisogna chiamare uno psicologo? Chiedere una visita specialistica?
Devo segnalare che sono stalkerata da MeteoMan? Come funziona?

MeteoMan!!

“Quando è sera fa buio” cit . MeteoMan

 

 

E Lei chi è? #Sogni

Ricevo una telefonata che mi avvisa che il mio gatto* ha avuto un incidente e che è stato portato da un veterinario.
Esco di corsa, coi capelli bagnati avvolti nell’asciugamano.
Mentre vado all’indirizzo specificato telefono alla mia amica Simo, la mia macchina* non funziona bene ed è meglio se mi viene a prendere lei per tornare.
Arrivo da questo veterinario che è situato in un multisala*.
Faccio manovra per posteggiare e una bionda* (tinta) mi frega il posteggio*.
Lei è esattamente il mio opposto. Io bionda naturale lei tinta. Lei perfetta. Capelli in ordine, vestitino, tacchi, borsetta. Io..vabbe sono io.
Le dico solamente “stavo posteggiando io lì” e mi disinteresso subito della cosa perchè penso al gatto, posteggio altrove.
Lei mi segue, a piedi.
Si avvicina arrabbiata.
Scendo dalla macchina e lei mi prende in giro per l’asciugamano in testa.
La ignoro come se fosse un rumore di sottofondo. Non la vedo proprio.
Osservo la Simo che posteggia e mi corre incontro.
Nel frattempo la tipa continua a prarlare parlare e sbraitare.
Non comprendo le parole, solo rumore.
Io e la mia amica ci avviamo verso il veterinario e entriamo.
La tipa bionda resta fuori a inveire.

Ora. Il *gatto rappresenta la mia psiche, il mio lato femminile che si, ultimamente è malconcio. Per fortuna ci sono i veterinari.
I capelli bagnati sono sempre legati alla femminilità. Insomma sarò malconcia ma ci sto lavorando su.
La *macchina la guido io, la mia vita. Però ho bisogno di aiuto perchè ora è un bel casino. E l’aiuto c’è. Basta chiedere.
Il *posteggio? Non so. Una pausa nei casini? Mmmm…
Il *multisala? Il veterinario al multisala. Cinema. Film? Storie inventate? Mi sfugge un po.
E la tipa *bionda!?!?
No lei proprio non l’associo.

Secondo voi? Che rappresenta?

Lunedì difficili

Ci sono eventi che sconvolgono.
Come arrivare al mattino in ufficio e scoprire che non c’è il caffè e nella macchinetta dei prodotti hanno messo una brioches col nome “cuore di fico“. Dai. Poi si sa come va a finire. Anche voi del marketing, birichini …su dai!
Come rimanere shockata (non ho ancora capito come si fa a passare da un argomento lavorativo a questo discorso) scoprendo che Cristina D’Avena può essere un sogno erotico maschile.
E’ Cristina d’Avena! Ci siamo cresciuti noi degli anni 80/90 con le sue canzoni. E’ un po’ come pensare a Memole Dolce Memole in versione sadomaso!
Insomma no!
Ma maschietti, ditemi,  davvero fa questo effetto su di voi la cantante di noi Puffi siam così!?
Lei faceva Licia in quel terrificante telefilm…oddio che orrore.

$T2eC16VHJI!E9qSO8)WfBRoKPL84K!--60_35

 

Dialoghi

Supermercato pieno di persone.
Cammino tra gli scaffali. Si avvicina uno.
Piumino nero. Cappellino nero. Altro. Magro magro.
Mi guarda.
“E’ un bel supermercato”
E mi cammina accanto.
“E’ un bel supermercato”

“E’ un bel supermercato”

“E’ un bel supermercato”
Mi fermo. Mi metto davanti a lui.
“Perché IO? Supermercato pieno, perché hai scelto ME?”
Lui mi guarda. Per un secondo i suoi occhi da triglia morta acquistano vivacità.
Poi.
“E’ un bel supermercato”

E io inizio a dialogare coi pazzi.
E’ grave.