Archivio | settembre 2016

Ascensori e incontri terrificanti

Il lunedì post vacanze è sempre traumatico, aggiungiamoci poi un ora di ritardo del treno e il gioco è fatto.
Arrivo col fiatone all’ascensore dell’ufficio e incontro il megadirettore, quello che ha l’ufficio con la sedia in pelle umana e l’acquario con i dipendenti più meritevoli (cit. vi prego non fatemela scrivere suvvvvvvia coglietela al volo), e Lui gentilisssssimo (bacia mano e riverenza) mi attende in ascensore.
Salgo. Contengo il fiatone con dignità.
Lui inizia a chiecchierare. E io fisso un punto sopra la sua testa.

Ora.
Non ho particolarmente paura degli insetti.
Certo che se mi trovo un ragno simil tarantola inorridisco e fuggo via.
Ma si solito api, vespe, cimici, ragnetti, non mi spaventano e li sposto con la mano.
Ma lui non lo sopporto.
Sarà quel suo strano modo di volare, con le zampette lunghe mosce. Non so cos’è. Io vado in panico.
Non vi metto nemmeno la foto. Se volete vederlo guardate qui.

Insomma non ci riesco.
Penso la megadirettore che è andato in alaska. Tra i ghiacci. A pescare a mani nude. Dormendo in tenda a menomille e lottando con gli orsi bianchi. Lui, un omone alto. Ben piantato. Beh l’uomo avventura sicuramente saprà prendere l’insettino per la zampetta e mandarlo via.
Così prendo fiato e dico con un fil di voce:
C’è un insetto sopra la tua testa
Lui si volta. Lo guarda. Un urletto e si spiaccica accanto a me, addosso alla parete dell’ascensore.
E rimaniamo lì insieme a fissare l’insetto dicendo in coro: stai lì stai lì. Non ti muovere.

Per fortuna l’ascensore arriva al mio piano. Lentamente scivolo fuori.
Guardo la sua faccia inorridita. Ora sarà solo con lui per ben due piani.
Gli dico:
Non ti preoccupare. Se si muove urla
e le porte si chiudono.

 

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