Archivio | novembre 2018

Verso la stazione

immagine presa da @pinterest

Passeggiano piano piano.
Lui molto anziano, appoggiato al suo bastone, un po’ barcollante.
Il viso metà nascosto nella sciarpa.
Si ferma.
Abbassa lo sguardo e gli sorride con amore, con gli occhi stracolmi di quel’affetto che solo una vita passata insieme può generare.
Lo aspetta.
Anche il suo compagno è anziano e zoppica. Indossa un capottino che sembra fatto a mano. Con amore.
Fa fatica a procedere lungo il marciapiede. Si deve fermare col fiatone.
Lo raggiunge.
Alza lo sguardo adorante verso di lui.
Scodinzola.
Poi insieme riprendono a camminare.
Piano.
Doloranti.
Sorridenti.

Sono giorni difficili

Cerchi Treno che non c’è, o forse c’era, è sparito. Rapito?
Chiamate “Chi l’ha visto?”
Si è perso Treno, indossava un vagone bianco e verde con la scritta Trenord.
Avevamo appuntamento alle 7.40 ma alle 8.00 ancora non si è visto.
Non riusciamo a contattare nemmeno i suoi altri amici treni, che in effetti dovevano passare di qui ma non si sono visti.
Sono fuggiti tutti?
Li hanno rapiti?
Hanno fatto la fuga di vagoni all’estero? Oltre ai cervelli fuggono anche loro?
Dateci notizie.
Noi pendolari siamo preoccupati.
Sono mesi che Treno o non si presenta all’appuntamento, o sta male lungo il percorso e si ferma a riposare, oppure ci mette due ore per fare una tratta di venti minuti.
Magari è convinto che dobbiamo andare a Firenze e cerca di rispettare quei tempi.
Insomma ditecelo che non si può più raggiungere Milano per via di terra: né con autostrade, pullman o treni.
Ditecelo che proviamo via aria e acqua.
Inizierò a risalire il Naviglio , magari risolvo il problema.

Si cercano soluzioni alternative. Treno si sa, ci sta abbandonando dopo una lunga agonia.

Avrei bisogno di un barcaiolo. Ne conoscete qualcuno? Ho provato a sentire Caronte ma ha detto che è troppo preso col lavoro.