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Io speriamo che me la cavo

Diciamolo: ho seri problemi ad approcciarmi agli insegnati moderni.
Puffetta va alle elementari.
Da quest’anno hanno proibito di portare giochi da casa per l’intervallo e la pausa pranzo, motivo?
Due bambini hanno litigato nello scambiarsi le figurine.
Adesso, non so voi, ma io ricordo vere e proprie battaglie per le figurine di Creamy. Un vero delirio per riuscire a prendere quella che brillava (quella che spesso trovavi nel tappo dello Sprint, che non ti piaceva come il Nesquik ma aveva le figurine…).
Le lacrime spese per le gomme a forma di animale o biscotto che trovavi nelle merendine (strapiene di olio di palma) del mulino bianco.
L’ora dell’intervallo era una vera guerra, di bambini ululanti e combattivi.
Mai si è sentita una maestra lamentrarsi perchè due bambini si contendevano una figurina panini.
Questi momenti erano considerati parte delle attività sociali.
Scontrarsi e litigare era considerato SANO e COSTRUTTIVO, perchè ti inseganva a RELAZIONARTI col prossimo.
Ora viene considerato FASTIDIOSO e un comportamento da reprimere.
Tanto che non si possono più scambiare figurine, o i personaggi dell’esselunga. E’ vietato.
Perchè la mestra non si vuole prendere la responsabilità di due bambini che litigano, e di contro i genitori si intromettono troppo nelle relazioni dei figli.

 

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Scusi ma l’acqua santa ?

pillole di jenus

Son cresciuta in una famiglia poco convenzionale per quanto riguarda la religione.
Ho seguito catechismo mentre mio padre a casa mi faceva leggere i vangeli apocrifi, il corano e Iside Svelata di madame Blavatsky.
In famiglia abbiamo un antenato prete che fuggì con la suora e fece scalpore.
Un bisnonna considerata la strega del paese che riceveva, tra i suoi pazienti, anche il prete. E mentre lei gli curava l’artrite lui l’offendeva in chiesa.
Perchè nonostante tutto in chiesa ci si andava lo stesso.
Per cui sono cresciuta con una religione tutta mia vissuta all’interno della comunità cristiana.
Stranamente ai preti dell’epoca questa mia differenza di opinioni piaceva.
Ricordo che da piccola la costruzione del presepe era opera mia, ovviamente compito oggi affidato a ma figlia.
Il prete quando veniva a benedire casa, dopo aver annaffiato tutti con l’acqua santa, rimaneva lì a commentare minuziosamente la mia opera d’arte.

Martedì si è presentato il prete a benedire casa.
Lasciamo perdere i commenti sulla scritta del campanello, dove appaiono solo il nome mio e di Puffetta con un bel gatto nero di contorno.
Si è presentato accompagnato da un portaborse incaricato di ritirare le buste coi soldi.
Niente acqua santa.
Una preghierina al volo e quando Puffetta gli ha chiesto di benedire il nuovo arrivato in famiglia, il gattino, ha risposto:
ho benedetto casa lui è compreso
E lì ho pensato: Puffetta sta zitta mica che mi chiede un extra per il gatto.

Come cambiano i tempi…

Maison Ikkoku

Rientri a casa un po’ triste perchè al lavoro un collega consulente (di un altra azienda) verrà sostituito per colpa del taglio budget.
E’ il terzo quest’anno che si vede andare via.
Quindi un po’ mogia sali le scale per andare a casa tua, dove comunque ti aspetta Puffetta in rientro da pallavolo coi nonni.
Metti il primo gradino sulle scale e vieni travolta da una vicina.
Laura Laura si sono rotte le acque!
L’altra vicina sta finalmente partorendo. Già.
Peccato che è in pieno di una delle sue crisi di panico.
Recupera l’altra figlia e mandala a giocare con Puffetta.
Cerca di asciugare l’inondazione che ha per casa e aiutala a vestirsi, mentre l’altra vicina cerca disperatamente di rintracciare il marito che, facendo il cuoco, il telefono non lo sentiva.
Alla fine l’accompagna in ospedale l’altra vicina, mentre io sistemo il disastro in casa.
Mentre si dirigono in macchina  la partoriente, tutta agitata, parla a se stessa:
Bene, oggi partorisco e giovedì sono a casa. Perfetto così sabato riesco ad essere in negozio che ho due clienti
Delle vicine così le potevo trovare solo io…

Passato l’uragano io e Puffetta torniamo al nostro tran tran un po’ confuse.
Stamattina ci svegliamo, corsa per prepararci. Prendi la cartella, chiuso tutto. Prendi le chiavi dell’auto…
le chiavi dell’auto….


oddio sono rimaste sul tavolo della mia vicina ieri sera!
E adesso? Le chiavi di scorta dove sono?

niente lanciamo in aria il Bat Segnale e suoniamo il campanello al vicino pensionato.
Lui il detentore delle chiavi di scorta degli appartamenti. Il nostro portinaio insomma.
L’uomo a cui chiedere sempre !

E siamo solo a martedì… si prospetta una settimana interessante

Il ritorno

Salve, mi scusi dov’è il compressore per gonfiare il lettino?
La mia vacanza è iniziata così. Una semplice domanda al bagnino pisano.
signo’ ci penso io
Ma no guardi, se mi dice dove si trova lo faccio io
Ma no signo’. Stia qui. Non mi segua eh
E lo vedo partire col nostro lettino fucsia verso la pineta.
Io e Puffetta ci guardiamo in faccia un po’ confuse. Ma lui è il bagnino. Si sa che in spiaggia è lui che comanda.
Lo vediamo rispuntare dalla pineta col nostro lettino gonfiato.
Spero tanto che non sia a gas naturale, ma preferisco non codividere con Puffetta tale pensiero.
Lo ringraziamo e ci avviamo verso il nostro ombrellone.
Strada facendo vedrai (diceva la canzone)
Ecco noi abbiamo visto, e visto benissimo, che il nostro bagnino parente di Schiettino doveva essere.
Perchè il lettino l’ha gonfiato sì, ma non ha chiuso le bocchette!!!!
A questo punto ho pregato per non dover aver bisogno di lui.

Per fortuna non posso dire altrettanto del bagnino dell’Elba che, non ho fatto in tempo a dire “Puffetta stanno uscendo delle bolle“,  lui è apparso da nulla con una pietra bollente in mano.
E ha declamato”E’ una medusa. Tenga su la pietra bollente per tre minuti e passa tutto
ed è scomparso.
Tipo apparizione da supereroe della Marvel per intenderci. Mi auguro senza tutte le pippe e le paranoie degli stessi personaggi.

Ultima tappa della vacanza è stato un casale vicino a san Gimignano, giusto per riposarsi dalle ferie prima di ripartire.
Posti meravigliosi. Pace e armonia. Viti e porconi volanti ogni dove.
Devo essere sincera, la cultura in fatto di santi dei proprietari è altamente specializzata. Secondo me hanno studiato dalle suore, si vedono i risultati.

Il rientro è stato tranquillo. Abbiamo deciso di prendere la direttissima per Bologna. Gallerie così lunghe non le avevo viste mai, per un momento ho temuto di spuntare direttamente sulle dolomiti.
La Variante fa Firenze – Bologna per intederci. Definita direttissima, pertanto perchè mettere delle aree di sosta o stazioni di servizio. Che direttissima sarebbe altrimenti?
Bene.
A Firenze mi è scappata la pipì.
Ho attraversato Erebor, incontrato i nani, intravisto Bilbo e schivato il drago.
Ma di fermarmi per fare la pipì niente.
Fino a Bologna ve la dovete tenere. Fatevene una ragione.

Siete curiosi di vedere le foto delle vacanze?
Le trovate qui: https://www.instagram.com/lachan777/

I bagnini però non ci sono. Mi spiace deludervi 😛

Vai avanti tu che mi viene da ridere?

Estate.
Rallentare.
Godersi la calma derivante dalla spossatezza del caldo.
Le cicale che stridono
….
Fammi guardare il calendario del centro estivo, cosa abbiamo?
Ah si, Lunedì compiti delle vacanze, bisogna ricordarsi il libro.
Martedì giochi d’acqua, richiesto asciugamano, costume e ciabattine. Un cambio.
Mercoledì piscina, ricordarsi merenda, crema solare, costume, cambio..etc..
Giovedì gita, preparare pranzo al sacco
Venerdì? Ah si, gare sportive. Pranzo al sacco….

Poi finisce che arrivi di corsa in stazione, prendi il treno al volo , stra pieno e corto perchè è estate.
Salti su e…
Dove ho lasciato Puffetta?
Non ricordo più se l’ho portata al centro estivo.
Oddio.
L’ho lasciata a casa da sola?
Oppure in macchina?
In preda al panico prendi il cellulare per chiamare tua mamma, ma hai il cellulare nuovo e non trovi i numeri in rubrica e …

ti svegli…

stamattina sono rimasta al centro estivo almeno 10 minuti a fissare Puffetta per imprimermi che fosse davvero lì e che potevo stare tranquilla.

ho bisogno di ferie….

No stress. No party

Esci di casa all’alba perchè devi arrivare presto in ufficio per una riunione e, causa lavori in corso, il traffico verso la stazione è diventato estremamente esuberante.
Prendi il treno al volo mentre sorseggi un caffè d’asporto. Festeggi perchè riesci a sederti.
Arrivi in ufficio e un due tre Stella! Inizi subito la tua giornata di riunioni, ti viene concessa una pausa di circa mezzora alle 14 nella quale cerchi di far rientrare i tuoi bisogni fisiologici tra cui ingurgitare del cibo.
Esageri. Ti dai alla bella vita, e ti permetti di uscire al bar a prendere un caffè.
Chiedi la delega per una riunione, in quanto dovresti anche scrivere del sofware per un altro progetto in scadenza (ovviamente togliendo il cappellino da analista per indossare quello di sviluppatore, perchè assumere personale se hai consulenti multitasking?)
Ottieni di poter seguire la riunione al telefono, alla tua scrivania.
Così mentre un lato di te ascolta il bla bla bla l’altra te digita freneticamente sulla tastiera una marea di if then else cercando di stare nei tempi di consegna.
Alle 17.50 termina la riunione.
Saluti tutti e corri sperando di riuscire a prendere il treno.
Ti lanci al volo sul vagone. Prendi fiato.
Corri casa. Traffico bloccato.
Arrivi più o meno in concomitanza con tua figlia.
Cerchi di preparare una cena mentre lei ti inonda di parole raccontandoti la sua giornata (intanto ti ripeti di goderti questi momenti di non silenzio, perchè tra qualche anno entrerà nel terribile e temuto periodo adolescenziale)
Sgombri al volo lo stendino, avvii la lavatrice.
Ti siedi a cenare.
Finisce la lavatrice.
Stendi.
Pulisci la cucina.
Arriva l’ora per spedire a nanna Puffetta e ti accorgi che il suo letto è ancora invaso dai vestiti che hai tolto dallo stendino.
Nooo.
Non ce la posso fare.
Puffetta dai, stanotte dormi nel lettone. I vestiti li sistemerò domani
Lei ti guarda, ovviamente felice, e ti spara così a bruciapelo:
Certo che mamma, sei proprio una scansafatiche. Non hai nemmeno piegato la biancheria

I Goonies – bimbo anni 80 vs bimbo anni duemila

goonies-headerSe c’è una cosa che ti riempie di gioia (e si anche aspettativa) è condividere con tua figlia i film che hanno segnato la tua infanzia/adolescenza.
Glieli presenti un po’ con timore. Perchè riguardano un epoca storica che per loro è lontanissima anni luce, perchè rappresentano un pezzo della bambina che sei stata, perchè racchiudono i sogni di allora, le paure, i desideri.
Clicchi sul tasto play e ritorni quella bambina,
finchè tua figlia non ti fa una domanda.
E lì ci rimani di sasso perchè tu, alla sua età, manco avevi notato quel particolare.
Bhe a dire il vero nemmeno ora, all’attuale veneranda età, noti quel particolare.
Perchè la mamma di Sloth non gli vuole bene? E’ suo figlio. Una mamma vuole sempre bene ai suoi figli anche se hanno la faccia scombinata
eh?
In tutti questi anni mai mi ero posta una simile domanda. E a dire il vero non avevo nemmeno notato questo particolare nel film, presa com’ero da tutta la storia.

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Mi sono rivista alla sua età.
Base culturale: Candy Candy, Georgie, Lady Oscar, Remì, …
Insomma i cartoni animati giapponesi ci hanno plasmato così tanto con bimbi orfani, o venduti dai genitori, che alla fine la nostra mente era talmente abituata a ciò da prenderlo per normale.
Da rimuoverlo.

Anche oggi che siamo adulti.