Archivio | novembre 2014

ansia #TreniPersi

C-A-V-O-L-O
Non hai guardato l’ora. E’ tardi. E prima di andare in stazione devi fermarti a prendere un vestito in un negozio.
Corri.
Fa un freddo cane, però dai c’è il sole.
Entri affannata nel negozio e ti incontri/scontri con un gruppo di ragazzi che è lì per lo stesso motivo.
Non trovi quello che stai cercando e il tempo passa.
Lasci perdere.
Corri sui sanpietrini sperando di non inciampare.
Incontri nuovamente i ragazzi di prima. Di nuovo stessa direzione.
Arriviamo tutti insieme in stazione. Non sono segnati i binari sul tabellone.
Salto al volo su un treno. Rivedo i ragazzi di prima.
Il treno va a Brescia.
Salto giù di corsa.
Finalmente trovo il mio binario.
Il treno non c’è.
Ansia.
Ho la bambina da andare a prendere.
Arriva il capo stazione. Donna.
Ho caldo. Mi tolgo il piumino.
Lei si avvicina e mi dice
“Il treno è in ritardo. E’ arrivato il caldo improvviso dal Sahara e ha creato disagi”
La guardo meglio.
Indossa un vestito beige trasparente. Biancheria bianca in pizzo. In testa ha uno scorpione.

Devo mangiare più leggero la sera o smetterla di prendere il treno.

Film mentali #UsciteCinema

Titolo originale: Seghe Mentali
Nazione: Cervello
Anno: da sempre
Genere: Drammatico, Thriller a volte Horror con qualche puntatina di romantico e capita pure un accenno erotico.
Durata: indefinita e variabile
Regia: Pensieri in Loop
Cast: Io, amici, parenti, conoscenti, pendolari, colleghi, rettiliani, mutanti, Rico (Pinguini di Madagascar)
Produzione: Prozac
Distribuzione: Universal Brain Italia
Data di uscita: ieri, oggi, domani

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Insopportabile #StronzeSiDiventa

Insopportabile. Come il dentifricio appena messo sullo spazzolino che cade nel lavandino.
Insopportabile. Come lo sciacquone non premuto quando entri nel bagno dell’ufficio.
Insopportabile. Come il mio umore in questi giorni.
Insopportabile. Come i discorsi “io io io” alla macchinetta del caffè.
Insopportabile. Come la mia risposta “Io non ce la faccio” e torno al mio posto a metà della frase dell’altra persona.
Insopportabile. Come….

Ricevi un sms del capo che commenta la tua performance al caffè:
Ci sono cose che con Mastercard non puoi comprare
E a quel punto ridi da sola col cellulare in mano.

C’è anche chi apprezza il mio lato stronzo e lo incentiva.

l'immagine non è a scopo pubblicitario

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Ragni

Ragni.
Sposto il quaderno per riprendere a scrivere la storia da pubblicare sull’altro blog.
E lui cade giù dai fogli.
Piccolo. Gambe corte. Quasi invisibile.
Sfreccia via sulla scrivania.
Mi ricorda uno spiritello della fuliggine.
Io non uccido i ragni.
Ogni volta che li trovo in casa li prendo e li mando fuori rimproverandoli perchè non fanno il loro lavoro e alla soglia di dicembre ancora mi punge la zanzara.
Eppure loro ritornano sempre.
Ragni.
Hanno le zampe lunghe e ondeggiano camminando.
Non hai idea di come facciano a muoversi senza inciampare tra i loro sei piedi.
Io inciampo con due soltanto.
Ragni.
Credi di averlo mandato fuori.
E la sera dopo rientri in casa e la ragnatela è di nuovo lì.
Come se non fosse mai svanita.
Ragni.
Sono come le emozioni.
Vorresti nasconderle, mandarle fuori dalla porta.
Ma queste, quando meno te l’aspetti, rientrano e si piazzano lì in bella vista.
E col viso finisci in una ragnatela.
Emozioni.
Ragni.
Io non uccido i ragni.
Son loro che mi catturano ogni volta.

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Kintsugi #Crepe

immagine presa dal web

immagine presa dal web

Si arriva ad un punto in cui si è talmente pieni di crepe che si ha paura delle persone.
Lo sai.
Tu non hai alcun potere su di me” diceva Sarah a Jareth in Labyrinth.
Sai benissimo che dipende tutto da te. Da come interpreti una parola, uno sguardo, un movimento.
Eppure un sms senza risposta insinua il dubbio di esser considerata solo un gioco.
I giapponesi esaltano le crepe con l’oro. Ci deve essere però qualcuno in grado di apprezzare tale opera, altrimenti resterà lì in una bacheca a riempirsi di polvere.

Dislessici di affetto #Parte 2

Turni del sabato.
Lavora il mio collega. Gli pagano gli straordinari.

Lavoro io. Mi pagano gli straordinari. Brioches al cioccolato calda e profumata sulla scrivania. Pranzo offerto. Rientro al lunedì con cioccolatini sulla tastiera. Il collega di Firenze arriva coi biscotti.

Non ho capito come ho fatto ad addomesticare questi dislessici di affetto.

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Liebster Award 2014

liebster-award-2014Capita che piove. Capita di lavorare al sabato. Capita che Milano è un fiume e non funziona un solo mezzo pubblico. Capita che stai aspettando che gli altri sistemi finiscano il loro lavoro per poter testare il tuo. Capita che ti metti a leggere i blog. Capita che ti assegnino un award.
E quindi!?
E quindi eccomi qui a ringraziare DEH! per avermi assegnato:

“Liebster Award 2014”: un award assegnato ai blog con meno di 200 followers.
Passiamo alle regole 🙂
1) Posta l’immagine del premio sul tuo blog.
2) Ringrazia chi ti ha nominato e linka il suo blog.
3) Racconta 11 cose su di te.
4) Nomina 11 blog con meno di 200 follower, che ritieni meritevoli del premio.
5) Rispondi alle domande di chi ti ha nominato e fanne altrettante a chi nomini tu.

E aver inventato le domande.
Quindi se ho capito bene ora devo rispondere alle tue e poi inventarne delle nuove con cui stressare gli altri. Bene.
Hihihihihihih
Proprio la giornata adatta.

Ah! Dimenticavo: GRAZIE DEH! (http://dubbialieni.wordpress.com/)

E ora rispondiamo:
Racconta 11 cose su di te.
11 cose su di me sono tante. Facciamo così, se siete curiosi vi leggete 11 post di questo blog così capite con chi state parlando. Ah sono io che sto parlando da sola? Beh insomma avete già capito con chi avete a che fare.

Nomina 11 blog con meno di 200 follower, che ritieni meritevoli del premio.
Usti. Fatico a trovarne. Siete troppo attivi! Facciamo così: hai meno di 200 followers? Bene l’award è tuo! Avvisa nei commenti che l’hai ritirato.

Rispondi alle domande di chi ti ha nominato e fanne altrettante a chi nomini tu.

Rispondo:
1) Il motivo per cui hai iniziato a tenere un blog.
Ho iniziato con questo blog in particolare, che ho appena spostato da Tiscali. L’ho aperto perchè le mie amiche mi hanno stressato l’anima. Erano stufe di ricevere mail riassuntive delle mie disavventure e volevano che io le rendessi di dominio pubblico… pertanto ringraziate loro!
2)Le tue passioni/hobby.
Scrivere, leggere, cucinare, nuotare, inventare, sclerare…
3)Cosa ti piace fare, per passare il tempo?
Passare il tempo? C’è anche la possibilità di stare fermi e non fare nulla?? Esiste????
5)Hai vinto [Numero random] biglietti per un viaggio in qualsiasi località
del mondo. Dove andresti e con chi.
Qualsiasi posto. DA SOLA. Senza figlia e senza marito, senza nonni, senza colleghi, senza esseri umani. RIPOSO!
6) Canzone/i preferita/e.
Non ne ho. Nel senso che cambio spesso opinione 😛
7) Sogno nel cassetto.
Finire di scrivere il libro e pubblicarlo.
8) Ti piacerebbe fare un ritrovo tra blogger?
Si. In pratica ci ho provato un paio di volte a partecipare ai vari ritrovi. Una volta ero in montagna e l’altra non potevo andare a Roma. insomma se ne organizzate uno sotto casa mia? Eh? Eh?
9)Ultimo videogioco giocato e/o ultimo libro letto e/o ultimo fumetto letto e/o ultimo film-serie televisiva visti.
Usti. Non gioco dai tempi del commodore 64 (lo so son vecchia), sto leggendo contemporaneamente tre libri (in treno Opal -Jennifer L. Armentrout, sul comodino Skin trade – Laurell K. Hamilton, e nell’intervallo trai i due “Perché Mentiamo con gli Occhi e ci Vergogniamo con i Piedi” – Allan e Barbara Pease) e ora sto seguendo Once Upon a Time.
10)Una citazione (famosa o creata) che ti rappresenta.
“Non mi avrete mai come mi volete voi” è scritta su una mia maglietta che è stata prodotta in carcere.
11)Hai vinto, al concorso fuffa di prima, un desiderio. Quale richiesta esprimeresti.
Se smette di piovere? Un pochino?? Eh?

Le mie domande:

1) Che personaggio horror vorresti impersonificare?
2) Quale personaggio di un libro ti è rimasto nel cuore?
3) Qual’è il tuo incubo ricorrente?
4) Con quale animale condividi la casa? (valgono anche gli esseri umani)
5) Qual’è la tua spezia preferita?
6) A quale numero sei legato/a ?
7) Quanti mezzi pubblici prendi per recarti al lavoro/scuola ?
8) Cosa hai mangiato a pranzo tre giorni fa? (questa è la classica domanda da mamma)
9) Hai sete? Vuoi un caffè? Un the? Un gin tonic?
10) Sei stufo di queste domande? (Si anch’io)
11) Come vorresti torturare l’ideatore di questo award una volta che avrai scoperto da chi è partito?

Si sta come d’autunno

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie
-Ungaretti

immagine presa dal web

immagine presa dal web

 

In pratica sei lì che ammiri il tuo vestito nuovo riflesso in una goccia d’acqua.
Woooow chi l’avrebbe detto che il rosso mi sarebbe stato così bene! Guardatemi!
Wooow!
Poi senti un Clack e il vuoto sotto le punte.
Cadi.
E’ un po’ come quando sogni di cadere e ti sembra di rimbalzare nel letto.
Però stavolta non c’è un letto.
Sei una foglia.
La tua casa è il ramo.
E tu stai cadendo sospinta dal vento.
Giri su te stessa.
Mossa da forze sconosciute.
Impaurita.
Questo cambiamento non l’avevi mai immaginato.
Vedi il tuo albero allontanarsi.
Il marciapiede che guardavi dall’alto avvicinarsi.
Splat!
Eccoti qui a fissare il cielo con le altre tue compagne.
Pensi che sia finita.
Poi arriva un tacco 12 a spillo e scopri che l’avventura è appena iniziata.

PS: lo so che Ungaretti si riferiva ad un argomento molto più truce. Abbiate pazienza è mercoledì, mi sento come se fosse ancora lunedì, venerdì c’è sciopero treni e sabato lavoro. Settimana difficile. Si accettano donazioni di cioccolatini.

Il Lunedì del #Pendolare

@Hayao Miyazaki

@Hayao Miyazaki

Piove. Lunedì.
Traffico. Stazione. Parcheggio pieno. Caffè al volo.
Porta del vagone rotta.
Ombrelli chiusi. Acqua scrosciante.
Caldo. Umido. Soffocante. Lento.

Respiro di sollievo. Finalmente si scende.
Mentre passeggio verso l’ufficio ammirando le poesie scritte sui muri del sottopassaggio (“Trans cerca vagina telefonare a XXXX”) vedo una coppia che corre. Mano nella mano. E li ammiro.
Io, perennemente scoordinata, un’operazione del genere non la potrei mai fare.
Cadrei miseramente al primo passo e verrei trascinata sul pavimento dal mio compagno.
Cado normalmente da sola inciampando in ostacoli invisibili.
Figuriamoci in coppia!
Loro mi passano accanto. Ritmo perfetto.

Metafora perfetta di ciò che non sono.

Confusione #Molestie #Complimenti

Bah e Mah.
Questi i primi commenti che sono riuscita a fare quando ho visto il primo video di Repubblica sulla ragazza tampinata a New York.
Ora è partita la moda e fanno video su ogni capitale.
Bah e Mah.
Continuano ad essere i miei commenti.
Come donna se mi fischiano per strada, o mi fanno un complimento urlato, mi può fare solo piacere o sorridere a seconda di ciò che viene detto.
Magari ti guardo male, ma dentro l’ego femminile si esalta.
D’altro canto il tipo che ti insegue per 5 minuti fa paura.
Ma sono due cose completamente differenti.
Non vi sembra ora di esagerare?
Molestia e complimenti non sono la stessa cosa.

Molesto – Etimologia: ← dal lat. molĕstu(m), deriv. di mōles ‘mole’; propr. ‘che incombe, che opprime col suo peso’.

Complimento – Etimologia: dallo sp. cumplimiento, deriv. di cumplir ‘compiere (i propri doveri verso gli altri)’, dal lat. complēre; cfr. compiere.

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