Archivio | marzo 2015

Braccine #Ciccia #Caldo

Ci siamo, è arrivato il caldo a Milano e il mio ufficio-serra è afoso.
Risultato?
Maglietta maniche corte e cocco sulla scrivania. Giusto per stare in tema.
E come tutte gli anni le mie braccine cicce creano una sorta di dipendenza nelle persone, di ambi i sessi ed età.
Chiunque le vede deve assolutamente picchiettarmi sul braccio.
Non ho ben chiara questa sorta di attrazione per la mia adipe bianco latte.
Credo che potrei brevettarla come antistress.

miss-bone-120

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ET telefona casa

Credo di essere aliena.
In questi giorni ne sto avendo la conferma.

Ieri commento del moroso di Tatona con una collega e lei mi dice
Ma si, è fatto così. Anche con me si comporta in questo modo. E’ normale
Normale??
Invadere il mio spazio è normale? Troneggiare su di me e schiacciarmi addosso alla macchinetta è normale??
No. Per me non lo è. Non so come gestite voi lo spazio personale, ma nel mio cerchio io ci faccio entrare solo chi amo.
Il resto fuori.
Debita distanza. Là. Un paio di passi da me.

Sempre ieri. Grande giornata direi.
Riunione con persone che ho sempre e solo sentito per email.
Ad un certo punto, uno si sposta e viene a sedersi accanto a me lamentandosi del “riflesso negli occhi”.
Non ci faccio molto caso. Tipo strano.
Scrivo scrivo scrivo. Seguo due discorsi. Alzo gli occhi e sento questo dire
Ma Mirella chi è?
e noto CON ORRORE che ha in mano il mio cellulare.
Si è letto le mie chat di whastapp!!!!!!

Ora. Una cosa del genere per me è da denuncia. Si chiama violazione della privacy. Oltre che la mia, ha violato pure quella delle mie amiche.
Tralasciamo il fatto che vorrei ucciderlo. Fargli motlo male.
Possibile che la mia responsabile (inutile) e una mia collega mi vengano a dire
Ma si dai, prendila sul ridere
Ora. Esagero io? Ho un livelllo di privacy così elevato?
Non mi sembra proprio. E se anche fosse E’ LA MIA VITA PORCATROIA.
Se esigo una certa privacy VOI dovete rispettarla.
Si chiama rispetto. Lo conoscete?

E giusto per concludere. Sempre la collega ieri mi chiede di ricordarle di fare gli auguri per la festa del papà a suo padre, perchè regolarmente si scorda.
Ora glielo ricordo e un collega, dell’open space, mi dice:
Certo che sei proprio una persona insensibile tu
questo perchè suo papà è morto un anno fa.
Adesso.
Parliamone.
Io vi do’ fuoco a tutti.

Anita Blake

Anita Blake

Che fretta c’era maledetta primavera

@Bambi

@Bambi

Ci siamo è primavera.
Come ogni anno, l’uomo poco sapiens si risveglia.
Anzi no.
Si risvegliano i suoi ormoni, lui continua a dormire, e i locali pubblici diventano arene di animali in fase di accoppiamento.
In treno c’è un germogliare di approcci al limite della decenza.
Mi scusi devo scendere
Mi sussurra all’orecchio un uomo mentre si struscia, appoggia le mani sui miei fianchi e mi sposta.
Oh!Ma scherziamo?
Sei un bell’uomo ma ragazzo mio datti una regolata!
E per la cronaca sai che se approcci in maniera diversa, magari offrendo un caffè ad un bar, ad esempio, riesci a cuccare per davvero e…da non credere….magari a concludere?
Così. Giusto per spiegarti l’ABC delll’approccio.

L’incontro peggiore di tutti. Il mio incubo.
Il moroso di Tatona.
Il quale, con lei presente, mi ha incastrato tra la macchinetta del caffè e quella delle bibite, troneggiando su di me per dirmi
Sei bellissima
Se appariva IT dicendo “Vuoi un palloncino” avrei avuto meno paura.
Davvero. Non scherzo.
Mi sono spaventata.

Ora. Ometti belli. Capisco che siete come i gatti che miagolano di notte.
Però, adesso, datevi una regolata.
Io non sono figa, e non mi vesto da zoccola, e mi capitano queste cose.
Immagino solo cosa possa accadere ad una ragazza bella, vestita succinta.
Insomma ripristinate il sistema base “maschi 1.0“.
Approcciatevi con delicatezza, educazione e rispetto.
Sono molto graditi. Fidatevi.
E magari riuscite pure a fare colpo, invece che ricevere una gomitata nello sterno.

50 sfumature di … noia

Ebbene si. Sono andata a vedere il film.
Premetto che, dopo aver letto le prime 50 pagine del libro, l’ho chiuso e resituito a chi me l’aveva prestato.
Per cui non sono andata con lo spirito adatto a vedere questo film.
Visto l’effetto sulle mie due compari di sventura, devo dire che i miei presupposti erano comunque fondati.
Trama inesistente. Dialoghi poveri e privi di interesse.
La prima mezzora ho creduto che avessero deciso di rendere la protagonista asmatica, poi ho capito che volevano rappresentare l’eccitazione.
Aaaah…eccco…
Io le avevo già comprato lo spray per paura che morisse.
Non che la volessi salvare, solo perchè desideravo legarla e frustarla io per bene.
Destestabile. Una gatta morta sciatta e priva di curiosità e fantasia. Vittima del mondo. Priva di vivacità e voglia di vivere. L’unica donna al mondo dove le viene accennato un segreto inerente all’uomo che le interessa e non fa ricerche approfondite in internet. Non ci crede nessuno che esistono donne così. Ma dai.
Purtroppo non era un film drammatico per cui non si è suicidata.
Ha fatto di peggio.
Si è invaghita di uno stalker, maniaco del controllo, con seri problemi a relazionarsi con gli altri. Insomma il classico uomo da cui girare alla larga.
Il film, come il libro, sono quello che sono.
Pazienza.
Il sesso descritto non è questa grande novità, almeno per la media delle donne (spero). Nulla di nuovo sotto il sole insomma.
Allora perchè tutto questo successo?
Ho il terrore solo a pensarci.
Volete dire che tutte queste donne sono facili vittime di uno psicopatico?
Tutte pronte ad arrendersi al primo manipolatore che incontrano sulla strada?
Basta che sia ricco?
Per caso queste donne sono le stesse che si sono indignate quando è saltata fuori la storia delle escort?
Così giusto per chiedere.

E per chiarire donne:
Quello non è un principe azzurro.
Un uomo così è pericoloso.
Vi rovina la vita.