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Freschezza. Horror story sui bagni

Donne all’ascolto, questo post è per noi.
Noi che dobbiamo arrangiarci con bagni pubblici apocalittici.
Noi che viaggiamo con la pochette del sos bagno sempre super attrezzata.
Che prima di partire per le vacanze controlliamo che sia pronta ad ogni possibile evenienza.
Ecco.
Ora pensate di essere in ferie e di terminare le vostre salviettine (e non parlo di quelle struccanti).
Quelle che usate sempre, amate e fidate.
Quindi vi recate nel supermercato del luogo e cercate il sostituto che più vi aggrada.
Poi pensate di essere al mare. Di aver fatto trekking fino ad una spiaggia.
Di aver nuotato. Giocato con castelli di sabbia e di esser state sepellite vive da vostra figlia.
Ora la fame vi raggiunge.
Così, prima di pranzare, andate in bagno con la vostra immancabile borsa da spiaggia.
La borsa da spiaggia consiste in una valigia che si crede una borsa e che generalmente si porta sulla spalla fingendo una leggerezza e una disinvoltura che nemmeno il camion da rimorchio che trasporta una smart riesce ad avere.
Ma noi donne si.
In quella borsa, alleggerita dei grammi di due teli mare, si trova l’intero bagno di casa.
Mary Poppins levati che qui noi non scherziamo.
Quindi, con suddetta pochette, mi reco alla toilette del bar della spiaggia.
Il tanfo misto schiuma di mare, pesce morto nel 2003 e piscio che ti assale ti fa desiderare ardentemente di poter espellere i tuoi liquidi in altro modo.
Se Mork beveva da un dito noi non potremmo fare pipì da un orecchio? No?
Ti fai coraggio.
Poggi il primo piede e senti scricchiolare la sabbia bagnata che fa da tappetino.
Infili la mano nella mini pochette che ti porti sulla spalla e inizi la drammatica ricerca della tua bustina sos bagno.
Nella ricerca ritrovi anche gli occhiali da sole che credevi da aver perso nel 2000. Due conchiglie e una quantità di sassi da poter rifare piazza San Pietro.
Preghi che tua figlia abbia rilasciato in mare il granchio catturato mentre continui al ricerca.
Trovi finalmente le salviettine.
Effettui una pulizia dell’asse del cesso che possa superare i controlli della scientifica.
Bene.
Ora bisogna solo appoggiare la borsa.
Dunque.
L’appendino?
No, non c’è.
Il lavandino?
No, ecco mi sembra abitato. Vedo che i batteri hanno costruito un intero villaggio vacanze. E’ scortese disturbare.
oh! Il bidoncino con coperchio!
Cerchi di appoggiare la borsa mare sopra, con il risultato che ti ricorda tanto un’immagine che hai visto su facebook dove una donna non proprio esile guidava un motorino che scompariva nelle sue sinuose curve.
Allora decidi di stare in equilibrio mentre fai pipì e con una mano tenere la borsa in equilibrio sopra il bidoncino.
ok. Ce la posso fare.
Mi sono allenata anni per questo.
Rocky Balboa dei cessi.
Bene.
Ora non resta che usufruire di quelle deliziose salviettine che hai acquistato.
Rinfrescanti.
Il sapore di menta ti raggiunge le narici passando però per tutti gli organi interni.
Sei al mare, all’isola d’Elba, ma improvvisamente senti il fresco e il profumo degli abeti di Canazei.
Esci dal bagno tutta rigida e cerchi di contenere le lacrime di gioia estrema che vorresti sgorgare.
La tua amica ti guarda e chiede timidamente “Tutto bene?
Dici solo due parole “salviettine rinfrescanti
E ti capisce immeditamente.
In questi momenti la solidarietà femminile è forte.

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Il ritorno

Salve, mi scusi dov’è il compressore per gonfiare il lettino?
La mia vacanza è iniziata così. Una semplice domanda al bagnino pisano.
signo’ ci penso io
Ma no guardi, se mi dice dove si trova lo faccio io
Ma no signo’. Stia qui. Non mi segua eh
E lo vedo partire col nostro lettino fucsia verso la pineta.
Io e Puffetta ci guardiamo in faccia un po’ confuse. Ma lui è il bagnino. Si sa che in spiaggia è lui che comanda.
Lo vediamo rispuntare dalla pineta col nostro lettino gonfiato.
Spero tanto che non sia a gas naturale, ma preferisco non codividere con Puffetta tale pensiero.
Lo ringraziamo e ci avviamo verso il nostro ombrellone.
Strada facendo vedrai (diceva la canzone)
Ecco noi abbiamo visto, e visto benissimo, che il nostro bagnino parente di Schiettino doveva essere.
Perchè il lettino l’ha gonfiato sì, ma non ha chiuso le bocchette!!!!
A questo punto ho pregato per non dover aver bisogno di lui.

Per fortuna non posso dire altrettanto del bagnino dell’Elba che, non ho fatto in tempo a dire “Puffetta stanno uscendo delle bolle“,  lui è apparso da nulla con una pietra bollente in mano.
E ha declamato”E’ una medusa. Tenga su la pietra bollente per tre minuti e passa tutto
ed è scomparso.
Tipo apparizione da supereroe della Marvel per intenderci. Mi auguro senza tutte le pippe e le paranoie degli stessi personaggi.

Ultima tappa della vacanza è stato un casale vicino a san Gimignano, giusto per riposarsi dalle ferie prima di ripartire.
Posti meravigliosi. Pace e armonia. Viti e porconi volanti ogni dove.
Devo essere sincera, la cultura in fatto di santi dei proprietari è altamente specializzata. Secondo me hanno studiato dalle suore, si vedono i risultati.

Il rientro è stato tranquillo. Abbiamo deciso di prendere la direttissima per Bologna. Gallerie così lunghe non le avevo viste mai, per un momento ho temuto di spuntare direttamente sulle dolomiti.
La Variante fa Firenze – Bologna per intederci. Definita direttissima, pertanto perchè mettere delle aree di sosta o stazioni di servizio. Che direttissima sarebbe altrimenti?
Bene.
A Firenze mi è scappata la pipì.
Ho attraversato Erebor, incontrato i nani, intravisto Bilbo e schivato il drago.
Ma di fermarmi per fare la pipì niente.
Fino a Bologna ve la dovete tenere. Fatevene una ragione.

Siete curiosi di vedere le foto delle vacanze?
Le trovate qui: https://www.instagram.com/lachan777/

I bagnini però non ci sono. Mi spiace deludervi 😛

Bloody Mary Challenge (terza e ultima) – Zio Tibia

Cara Bloodyivy, termino l’invocazione a Bloody Mary (prima parte qui, seconda qui) con la recensione di … di … un ricordo d’infanzia!

Bloodyivy mia questa non è una recensione standard, spero ti vada bene lo stesso.

Ebbene si, per me la passione dell’horror è nata nella cantina a casa dei miei con una tv vecchissima e due amici che condividevano con me tale ossessione (a quell’età ero in maschiaccio che andava a cercare i fantasmi nei cimiteri, ora non sono più un maschiaccio e sono i fantasmi che vengono a cercare me) . Avevamo si e no dodici anni, ricordo che scendavamo le scale recitando :

Viene la notte, la notte nera.
Con ali di corvo vola leggera….
Viene la notte, la notte scura
arriva l’uomo che fa paura!

e ci mettevamo comodi sul divano in attesa di…

Zio Tibia – si quello nella foto, abitava in una cripta in compagnia del cagnolino Golem e dell’assistente Astragalo. Il personaggio in realtà è ispirato ad un fumetto americano .
Il format possiamo definirlo come la versione horror di Bim Bum Bam, dove si intratteneva il pubblico prima di un episodio.
In questo caso eran brevi sketch prima del vero e proprio film.
Come ad esempio La mummia, o Venerdì 13 oppure degli episodi di ai confini della realtà.

E ora devo nominare gli ultimi sei blogger:

  1. https://goccediesperienza.wordpress.com/
  2. https://umanoalienoblog.wordpress.com/
  3. https://macchiedichina.com/
  4. https://unricordoinunoscatto.wordpress.com/
  5. https://guardandolalunadaunacruna.wordpress.com/
  6. https://endovenablog.wordpress.com/

 

**

Riporto le regole del gioco:

Regole in breve(che si possono copia&incollare  QUI):
  •  Nomina il creatore della Challenge e chi ti ha nominato.
  • Usa per segnalare i post  una di queste immagini (che si possono copia & incollare da qui (fb) o qui (fb).
  • Scrivi tre recensioni (una recensione = una invocazione a Bloody Mary)  a libri o film horror spiegando il perché ti hanno colpito.
  • Avverti Bloody Ivy tramite un commento nel suo blog per la condivisione fb e inserimento link del post nell’indice.
  • Nomina per ognuna delle tre recensioni 6 blogger.
    Divertiti con l’horror!
    qui il post completo con le spiegazioni “in lungo” della Bloody Mary Challenge

dal blog http://bloodyivy.it

 

Bloody Mary Challenge (2) – Carmilla

p_files_carmilla_le_fanu_sized-jpgo0c0f0w1d250ach0Si, quasi – un amore crudele – un amore strano, che avrebbe
preso la mia vita. L’amore richiede i suoi sacrifici.
Nessun sacrificio è senza sangue.

Continuo l’invocazione a Bloody Mary (prima parte qui) con la recensione di un libro piccino picciò:
Carmilla, un racconto del 1872 di Sheridan Le Fanu.
L’immagine che vedete si riferisce all’edizione in mio possesso.
ricordo di aver acquistato un cofanetto che racchiudeva ben 5 racconti in un banchetto di libri usati vicino al Duomo.
Andavo all’università in quel periodo, lavoravo e facevo un corso di programmazione avanzata serale due volte a settimana dopo il lavoro.
Insomma il mio tempo libero era davvero poco eppure il fascino dei libri non mi ha mai abbandonato.
Lessi tutti i volumi in treno.
Ma l’unico che mi ha veramente colpito fu proprio Carmilla.
E’ la prima storia dove il Vampiro è una donna.
E’ un racconto scritto ben prima del famoso Dracula di Bram Stoker e molto dopo il Vampiro di Polidori.
Magari fu proprio quest’ultimo ad affascinare Le Fanu.

La protagonista, nonchè vittima della vampira, si chiama Laura e vive in un castello austriaco isolato.
Attende con impazienza l’arrivo della coetanea nipote del generale Spielsdorf, per trascorrere l’estate con lei.
Purtroppo la ragazza muore per una strana malattia.
Una notte una carrozza esce di strada proprio davanti a casa loro. Viaggiano due donne. Madre e figlia.
La donna chiede ospitalità per la figlia malata e con problemi di nervi, lei deve ripartire subito.
La ragazza si chiama Carmilla ed ha la stessa età di Laura.

Per quanto mi riguardava, ero deliziata.
Non vedevo l’ora di
vederla e parlarle; e aspettavo solo il momento in cui il dottore me ne avrebbe dato il permesso.
Voi, che vivete in città, non
potete avere idea della portata dell’evento che è la
presentazione di una nuova amicizia, in una solitudine quale quella che ci circondava.

E’ una fanciulla di estrema bellezza ma visibilmente sofferente.
“Il suo sorriso si era ammorbidito. Qualsiasi cosa vi avessi intravisto di strano, era scomparso, ed esso e le sue guance con la fossetta erano ora deliziosamente graziose ed intelligenti.

Si istaura un amicizia molto intima tra le due donne.

Devo raccontarti della mia visione su di te; è così strano che tu ed io abbiamo avuto, ognuna dell’altra, un sogno così vivido; che ognuna abbia visto, io te e tu me, con l’aspetto che abbiamo
ora, quando ovviamente entrambe non eravamo che bambine.
Io ero una bambina, di circa sei anni, e mi svegliai da un sogno confuso ed agitato, trovandomi in una stanza, diversa dalla mia nursery, ricoperta goffamente con del legno scuro, e con armadi
e testiere, e sedie, e panche disposte lungo i muri. I letti erano, credo, tutti vuoti, e anche la stanza vuota al di fuori di me; ed io, dopo essermi guardata intorno per del tempo, ammirando
soprattutto un candelabro di ferro a due rami che riconoscerei di certo, scivolai sotto uno dei letti per arrivare alla finestra; ma mentre sgusciavo da sotto il letto, sentii qualcuno che
piangeva; ed alzando lo sguardo, mentre mi trovavo ancora in ginocchio, ti vidi – eri sicuramente tu – come ti vedo ora; una bellissima damigella, con i capelli dorati e grandi occhi azzurri, e labbra – le tue labbra – tu come sei qui ora.
Ora la verità è che i miei sentimenti nei confronti della bella forestiera erano piuttosto indescrivibili. Mi sentivo, come diceva lei, “attratta nei suoi confronti”, ma vi era anche una
certa repulsione. In questo sentimento ambiguo, tuttavia, il senso di attrazione prevaleva immensamente. Mi interessava e mi conquistava; era così bella e così indescrivibilmente
coinvolgente.

Carmilla dimostra di avere abitudini eccentriche. Dorme fino a tardi, di notte scompare.
Laura inizia ad ammalarsi e a fare strani sogni dove la vede comparire ai piedi del letto.
Giunge il generale Spielsdorf per sistemare delle questioni urgenti col padre di Laura.
Il generale racconta la strana morte della nipote causata da un vampiro donna che avevano conosciuto ad un ballo.
Laura e il padre riconoscono nella descrizione Carmilla.
Decidono dunque di chiedere aiuto ad un esperto di vampiri, che come da copione, trova la bara di Carmilla proprio a Karnstein, impala la fanciulla, la decapita e brucia le spoglie.

L’ho trovato affascinante perchè oltre ad essere il primo racconto di vampiri femminili, è rivoluzionario per l’epoca visto che tratta dell’amore, romantico e languido, tra due donne.

La primavera seguente mio padre mi portò in viaggio in Italia.
Restammo fuori più di un anno. Ci volle molto tempo prima che il terrore dei recenti eventi venisse meno; e ancora oggi l’immagine di Carmilla torna alla mia memoria con alternanza
ambigua – a volte la bellissima ragazza giocosa, languida; altre volte il demone che vidi contorcersi nella chiesa in rovina; e spesso mi sono riscossa da una fantasticheria, immaginando di aver sentito il passo leggero di Carmilla alla porta del soggiorno.

**

Riporto le regole del gioco:

Regole in breve(che si possono copia&incollare  QUI):
  •  Nomina il creatore della Challenge e chi ti ha nominato.
  • Usa per segnalare i post  una di queste immagini (che si possono copia & incollare da qui (fb) o qui (fb).
  • Scrivi tre recensioni (una recensione = una invocazione a Bloody Mary)  a libri o film horror spiegando il perché ti hanno colpito.
  • Avverti Bloody Ivy tramite un commento nel suo blog per la condivisione fb e inserimento link del post nell’indice.
  • Nomina per ognuna delle tre recensioni 6 blogger.
    Divertiti con l’horror!
    qui il post completo con le spiegazioni “in lungo” della Bloody Mary Challenge

dal blog http://bloodyivy.it

Ed ora ecco i miei nuovi sei blog:

  1. http://quilodicoequilonegoblog.wordpress.com/
  2. http://nuvoleditrucco.wordpress.com/
  3. http://thebumtrotters.com/
  4. https://sexandlove.wordpress.com/
  5. http://mgshootication.wordpress.com/
  6. http://atouristabroad.wordpress.com/

I Goonies – bimbo anni 80 vs bimbo anni duemila

goonies-headerSe c’è una cosa che ti riempie di gioia (e si anche aspettativa) è condividere con tua figlia i film che hanno segnato la tua infanzia/adolescenza.
Glieli presenti un po’ con timore. Perchè riguardano un epoca storica che per loro è lontanissima anni luce, perchè rappresentano un pezzo della bambina che sei stata, perchè racchiudono i sogni di allora, le paure, i desideri.
Clicchi sul tasto play e ritorni quella bambina,
finchè tua figlia non ti fa una domanda.
E lì ci rimani di sasso perchè tu, alla sua età, manco avevi notato quel particolare.
Bhe a dire il vero nemmeno ora, all’attuale veneranda età, noti quel particolare.
Perchè la mamma di Sloth non gli vuole bene? E’ suo figlio. Una mamma vuole sempre bene ai suoi figli anche se hanno la faccia scombinata
eh?
In tutti questi anni mai mi ero posta una simile domanda. E a dire il vero non avevo nemmeno notato questo particolare nel film, presa com’ero da tutta la storia.

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Mi sono rivista alla sua età.
Base culturale: Candy Candy, Georgie, Lady Oscar, Remì, …
Insomma i cartoni animati giapponesi ci hanno plasmato così tanto con bimbi orfani, o venduti dai genitori, che alla fine la nostra mente era talmente abituata a ciò da prenderlo per normale.
Da rimuoverlo.

Anche oggi che siamo adulti.

no ma… ci sono eh!

b34419a62c9bf1ca6e63f9e5815cb376Nel caso ve lo siato chiesto.
Ve lo siete chiesto vero??
Si sono ancora viva.
Beh più o meno.
Diciamo che le bufere della vita non passano mai, ma se ogni tanto ci fosse un po’ di quiete non che si starebbe male eh! No così. Giusto per precisare che magari qualcuno lassù sente.

Diciamo che in questo periodo non mi sono fatta mancare nulla.

Cadute ne abbiamo fatte?
Si si certo. Ho tentato di giocare a mosca cieca con le scale del parcheggio della stazione e niente…hanno vinto loro con un bel stampo sulla chiappa di un violetto intenso (sarà per questo DNA bacato che la scuola ogni tre per due mi telefona per avvisarmi che Puffetta è cascata in bagno? Mah…)

Maniaci?
Si si. No me li sono fatta mancare. Figuriamoci. Dal treno a quelli che sbucano su whatsapp perchè ti hanno preso il numero di telefono da un ordine effettuato. Ehhhh…
Toglietemi una curiosità. Ma capita solo a me? I corrieri che mi scrivono dopo aver consegnato un pacco e così via? Per cortesia ditemi che queste cose capitano anche a voi va… rilassatemi un po’.

Insomma la vita continua.
Non sono scomparsa.
Solo un po’ in letargo.
A presto!

Orgoglio e malattie #Chron

Parlando con un’amica, che mi conosce fin da ragazzina, mi sono sentita dire
Eh ma non capisci, la sua è una malattia autoimmune. Non sta come te
Non ho saputo rispondere. In quel momento sono rimasta senza parole.
E ho pensato all’articolo uscito qualche tempo fa su huffingtonpost.

Io ho il morbo di Chron. Ci convivo ormai da 18 anni.
Non sono stata sfortunata come questa ragazza. Sono riuscita a domare il mio male.
Non ho subito interventi. Con una cura speciale che proviene dalla Svizzera, perchè in italia costava troppo produrla e l’hanno tolta dal mercato, sto bene.
Il mio stare bene significa avere ogni tanto dei crolli, in cui fatico a stare in piedi. Ho dolori. Non riesco più a ragionare perchè la mente si ferma, mi si impasta la lingua e l’unica cosa che posso fare è dormire.
Eppure non prendo malattia. Vado al lavoro come tutti i giorni.
Prendo il treno.
Faccio colazione.
Vi farà ridere questo “faccio colazione” . Ma capite, per chi soffre di questa malattia, ha un enorme significato.
Perchè quando stai male la prima cosa che rifiuti è il cibo. Qualsiasi cosa ingoi, anche l’acqua, finisce per recare dolore ed essere rifiutata dal tuo organismo.
Creando spasmi dolorosissimi.
Quindi “fare colazione” quando non si sta bene non è cosa da poco.
Non dico a nessuno quando sto male. Non lo faccio perchè temo di crollare psicologicamente. Il chron ti mangia anche la mente, crea depressione.
Il Chron è lì, nascosto, pronto a ferire. E se gli do troppa importanza lui cresce e si fa forte.
Così lo ignoro. Sorrido e faccio la mia vita come se nulla fosse.
Non mi lamento mai.
Ne parlo raramente.
Ma oggi. Dopo questa uscita infelice ho detto basta.
Non è vero che solo le persone che si lamentano, o quelle che hanno segni visibili, sono ammalate.
Come dice questa ragazza:
Ho deciso di pubblicare questo post perché quelli sul peso sono molto frequenti e invece non ce ne sono sulla disabilità, soprattutto se non è manifesta. Ho il morbo di Crohn, una malattia grave e incurabile che mi ha quasi uccisa. Non è un banale mal di stomaco, come pensano la maggior parte delle persone. Una persona con questa malattia affronterà moltissime cure e alla fine arriverà alla chirurgia.

Pesavo meno di 50 kili quando ho iniziato la cura, e non stavo in piedi.
Avevo la febbre costantemente. Spesso crollavo a terra con spasmi dolorossissimi e molto spesso finivo al pronto soccorso.
Eppure andavo a lavorare tutti i giorni.
Ora sto bene.
Ho messo su peso, molto.
E noto che la cosa che preoccupa tutti è proprio che sono ingrassata.
Forse stavo meglio prima quando ero l’ombra di me stessa? Quando il morbo aveva mangiato anche la mia personalità?
Non ho chili in più perchè di notte apro il frigo e mi strafogo di bignè.
La cura che sto facendo mi permette di assimilare il cibo che mangio, cosa che prima non succedeva.
Avete idea di che significa mangiare e non assimilare nulla? Ne vitamine, ne proteine, ne calcio. Niente?
Ora il mio organismo assimila il doppio. Ops! piccola controindicazione per stare bene.
Vado in piscina. Esco a camminare.
Adoro la vita all’aria aperta.
Vista dall’esterno sono una persona sana, in piena salute e non magra.
Che a quanto pare, in questa società, sembra l’unica cosa che conti.
Beh vi dirò un segreto:
Se continuate a giudicare le persone solo dall’apparenza, senza guardarle dentro,
senza conoscerle e scoprirle pian piano, vi circonderete solamente di tante piccole Barbie o Ken a grandezza naturale.
Plasticosi e vuoti.

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Ps: siccome sono anche molto monella vorrei farvi notare che a Ken manca qualcosa di importante proprio lì 😛