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Horror drama – Cose che accadono quando prendi mezzagiornata di ferie

Con ben una settimana di anticipo, ti sei permessa di avvisare che ti saresti presa il martedì pomeriggio di ferie per incastrare quei 5000 appuntamenti che avevi assolutamente bisogno di depennare dall’agenda da circa tre mesi.
Questo comporta che:
Appena timbri l’uscita dall’ufficio arriva una mail URGENTE che doveva essere pronta ieri. Eh peccato. Non ci sono. L’ho letta stamattina e sono saltata nello Stargate.
Torni a casa , scopri di essere in anticipo dieci minuti sulla tua tabella di marcia immaginaria, e ti metti a sistemare il box (senza ricordarti che il giorno prima avevi fatto addominali e glutei …ahi…ohi…’azz)
Ti tuffi in doccia e ne esci profumata, rilassata, estasiata e prendi un bel respiro di sollievo pensando che la giornata è terminata e ti cade l’occhio sulla vaschetta della tartaruga in letargo che… è scappata!!
NOOO DI NUOVO!!!!
E adesso come lo spiego a mia figlia!!
Inizia a cercare sotto la libreria. Niente.
Sotto il divano.
Sposti il mobile della tv.
Dietro lavatrice in bagno? Niente.
Panico.
Panico.
La casa diventa il set di un campo di battaglia di uno scontro tra orchi giganti e lupi mannari.
In camera mia?
Niente.
Eccola. Infilata a tetris tra il mobile della camera di Puffetta e il suo letto.
Spiaccicata sotto il letto che manco Houdini potrebbe batterla. Col mignolo a cercare di riprenderla, piegata in una posizione che il mio massaggiatore è meglio che non sappia mai.
Fatto!
Oddio.
Respiro.
Torni in cucina e …
Dove sono le chiavi della macchina!?
In borsa?
No.
Torniamo nel box.
Niente.
In cantina?
Niente.
Ho fatto due bidoni di spazzatura.
Rivoltiamoli.
Niente.
Ho già perso quelle di scorta.
Come faccio ora!?!?!

Eh niente. Le chiavi erano cadute in una borsa coi vestiti che non avevo ancora sistemato.

Ho bisogno di ferie dalle ferie.

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#Case #Parte4

home-sweet-home-white-shot2Quella mattina ti svegli un po’ agitata.
Non ti sai speigare il perchè.
E’ sabato.
Sei in ritardo.
Chissenefrega. Ti vesti a caso.
Tanto sarà l’ennesima casa delusione.
E poi perchè ho questa fissa di farmi vedere decente da una casa?
E’ una casa!
E vado all’appuntamento.
Al punto di incontro mi si avvicina un ragazzo lampadato fighissimo.
Minkia” penso “L’unica volta che sono vestita alla kazzo mi becco il fighetto. Pazienza. Penserà che sono una barbona e mi farà il mega sconto
La casa è qui dietro
Bene. La zona mi piace.
E poi appare lei. Ed è proprio LEI LEI, la casa che volevo.
Come la volevo io.
E’ perfetta.
E’ mia.

E lo sarà per davvero al rogito 🙂

#Case #Parte3

Sono in coda alla cassa del supermercato.
Pronto?
Mi risponde la ragazza appena uscita dalle superiori mascotte dell’agenzia.
Buongiorno, non riesco a trovare la sua mail. Potrebbe per cortesia ridarmela?
Certo. Le faccio lo spelling perchè è complicata. Dunque: Livorno Ancona…. at hotmail.com
Perfetto. Gliela rileggo per vedere se è corretta: Livorno Ancona… Ancona Trapani hotmail.com
Eeeeh….facciamo così. Vi scrivo io domani mattina così siete certi di avere la mail giusta. Ok??

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#Case #Parte2

Per le puntate precedenti leggere qui –> HomeSweetHome
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immagine presa dal web

immagine presa dal web

3° visita. “Questo è un appartamento del 1960 completamente ristrutturato
Ristrutturato benissimo. Mosaici nel pavimento. Una vera chiccha. Rimango estasiata ad osservarli. Rapita. Immagino dame che passeggiano su quelle piastrelle sorseggiando un the.

Peccato. Si, proprio “peccato“. Perchè la chicca in questione è al terzo piano, senza ascensore, di una palazzina con scalinata di marmo del 1900. Avete presenti gradini altissimi che non hanno mai visto una livella a bolla?
Già mi vedevo.
Tre piani di scale. Bambina semiaddormentata sulla schiena, borse della spesa per mano. Arrivo su. Entro in casa e mi accorgo di aver dimenticato il cellulare in macchina, come al solito.
Scendo. Tre piani di scale. Di corsa prima che il gelato si sciolga o la bimba si svegli e non trovandomi in casa inizi a chiamarmi tipo sirena d’allarme. Prendo il cellulare e mentre salgo controllo le 200 chiamate perse e il cellulare mi cade di mano, come al solito, e si fa tutte le scale rimbalzando.
Sicuramente ci guadagnerei due glutei marmorici , ma non so se giungerei ai 40anni intatta e sana di mente. No direi che non è la casa che fa per me.
4° appartamento. Il proprietario è in ritardo di 15 minuti. Nel frattempo l’agente immobiliare in gonnella mi ha abbassato il costo di 20mila euro. Se raggiunge l’ora di ritardo me lo regalano?
Non ho potuto sperimentare la mia teoria. Il proprietario è arrivato. L’appartamento era come lui. Un disastro kitsch uscito da film trash degli anno 80. Un incorcio tra Carlo Conti, per l’abbronzatura, e il geometra Calboni per atteggiamenti.
Direi che l’appartamento non lo voglio nemmeno se me lo regalano.

 

#Case #Parte1

immagine presa dal web

immagine presa dal web

 

Eccomi, in questo periodo sono un po’ assente sui miei blog a causa di vari imprevisti. Essendo una persona tranquilla e abitudinaria, ovviamente sono ironica, ho deciso di stravolgere completamente la mia vita. Sono così finita nel turbine del tornado che portò Dorothea ad OZ e sto cercando la casa adatta per piombare sulla strega dell’Ovest e rubarle le scarpette rosse.

Devo essere sincera. Questa è un impresa davvero difficile. Voi dite di no? Beh allora da oggi seguite la rubrica Home Sweet home.

 

 

 

1° Appuntamento in un parcheggio scuole. Ore 20. Lampioni inesistenti. Persone: nessuna. Ho beccato l’agente immobiliare serial killer. Ecco. Lo sapevo.

Mansarda: “No guardi com’è luminosa, ariosa.” Iniziano a venirmi problemi respiratori. “Guardi ha anche il balcone.” Sbircio. Potrei rimanere incastrata tra la ringhiera e il muro coi miei fianchi. “Venga venga le faccio vedere la cantina/box.” L’ascensore non parte. “Eh ci vuole pazienza. Sa il figlio dei vicini incastra i pulsanti e…” incastra i pulsanti?? Guardo bene. I pulsanti dell’ascensore sono fatti con la plastilina. Forse è la casa della Barbie. Da qualche parte c’è il filo da tirare per far salire o scendere l’ascensore.

2° appartamento. Preparata chiedo appuntamento davanti alla casa.

Guardi è stato appena ristrutturato.” Intonaco che salta sperando in un domani migliore. Infissi delle finestre scheggiati. Centralina elettrica fatta col kit del piccolo elettricista e un po’ di meccano.
La cantina. Si degli orrori. “Questo è lo spazio comune dove possiamo appoggiare tutte le cose.” E io credevo di essere disordinata.
Abbassi la testa. Attenzione allo scalino. Si schiacci contro quel muro.”  Faccia una giravolta. Falla un altra volta. Dai un bacio a chi vuoi tu.
Orrore. La cantina è la casa vacanze delle nutrie. Stavo per scappare urlando. Non per le nutrie, che mi stanno simpatiche, ma perchè non era conforme ai parametri di igiene, decretati dall’unione europea, neppure per loro. Povere nutrie.

Restate sintonizzati, non è finita.

To be continued …