Archivio | maggio 2014

Telefonate

Chiamo l’utente.

“Buongiorno Sig. X sono Laura, la contatto per via della problematica da lei segnalata in quanto…”

Parlo per ben 10 minuti e lui in silenzio. Poi di colpo si risveglia, il Lazzaro:

“Scusi ma sta parlando con me?”

No.Guardi io di solito telefono e invece che parlare con la persona dall’altro capo dell’apparecchio mi rivolgo ai passanti sotto la mia finestra.
“Signora? Mi sente? Si lei che sta portando a passeggio il cane proprio qui sotto, ha sentito quello che ho detto al telefono a questo tizio? Si?!? Bene venga su che glielo ripete lei. Grazie. Oltretutto carino il cane. E’ un rottweiler? F-A-N-T-A-S-T-I-C-O. Me lo presta?”

miss-bone-159

Qui abita un bambino

Dopo aver letto questo articolo , e aver perso la testa per le foto della mostra, ho deciso che dovevo assolutamente farlo anch’io.

Così come un bravo cacciatore Sioux segue le impronte dei bisonti, io mi son messa a cercare gli indizi del passaggio di mia figlia per casa. Ecco il risultato:

 

strani oggetti sul pavimento

strani oggetti sul pavimento

mucche impiccate

mucche impiccate

decoder e non solo

decoder e non solo

In bagno una volta si usava mettere il sapone nel porta sapone e le spazzole nel porta spazzole

In bagno una volta si usava mettere il sapone nel porta sapone e le spazzole nel porta spazzole

Doppio indizio: indovinate quale è riferito al marito e quale alla figlia

Doppio indizio: indovinate quale è riferito al marito e quale alla figlia

Programmatori Vs Sistemisti

Improvvisamente, dopo gli ultimi aggiornamenti…non funziona più nulla.

E TU, misero programmatore non amministratore della tua macchina (si lo so è molto deprimente e seccante), contatti il Tecnico.

L’uomo del mistero. Colui che dovrebbe risolvere tutti i tuoi problemi con la sola imposizione delle magiche manine. L’essere fantastico e mitologico che si connette in remoto alla tua macchina e fa fare al puntatore del mouse tutto quello che vuole lui. Lo fa girare per lo schermo del tuo pc come una trottola (tu mi fai girar tu mi fai giraaar come fossi una bambola – Cit Patty Bravo) e tu sei lì a seguire il puntatore bianco sullo schermo come un gatto insegue la lucina delle penne laser.

Poi ti contatta telefonicamente, e li capisci che c’è qualcosa che non va.

“Credo che il suo sia un problema di incompatibilità del browser”

@Il mio amico Arnold immagine da me rielaborata

@Il mio amico Arnold
immagine da me rielaborata

Cambia strategia, il furbo.

“Credo sia colpa della tua utenza”

@Il mio amico Arnold immagine da me rielaborata

@Il mio amico Arnold
immagine da me rielaborata

Stremato, con le mani sudate, senti che gli trema la voce e sicuramente gli scivola il telefono tra le dita, si gioca l’ultima carta: il Jolly.

“Ci sono! E’ colpa del tuo monitor!”

miss-bone-64

Terra di Mezzo #Puffetta moment

Passeggiata serale per il nostro piccolo paesino sperduto nelle vaste lande della provincia milanese.

Passiamo davanti ad un banchetto dove raccolgono le statistiche delle votazioni. A presidiarlo un ragazzo alto come mia figlia e un uomo grande, grosso, capellone, barbuto, con una maglietta verde.

Puffetta si ferma a bocca spalancata. Li guarda attentamente.
Riparte con me, mano nella mano, a camminare.
Poi mi tira la mano e mi chiede di abbassarmi, appoggia la sua bocca al mio orecchio.
“Mamma” dice a bassa voce “Ma erano un uomo del piccolo popolo e un orco!”

@Il piccolo regno di Ben e Holly

@Il piccolo regno di Ben e Holly

 

Senso d’orientamento

orientamento[o-rien-ta-mén-to] s.m.
Determinazione del luogo in cui ci si trova rispetto ai punti cardinali o a un altro sistema di riferimento || senso dell’o., facoltà istintiva di orientarsi, di trovare la giusta direzione.

Partendo dal presupposto che io sono nata sprovvista del senso d’orientamento, son riuscita a perdermi in casa della mia amica Fla nel cercare il bagno di notte, mi spiegate perchè tutti chiedono indicazioni a me!?!?

Come è possibile che io vi ispiri fiducia? Non notate gli occhi spalancanti e il senso di smarrimento quando proferite le magiche paroline “Mi scusi…”?
Lo vedete che mi sudano le mani e mi viene la tachicardia?
Non so nemmeno i nomi delle vie di dove abitano le mie amiche, io mi oriento solo attraverso i negozi.
Le mie indicazioni stradali di solito sono del tipo:
“Si, dunque alla rotonda volti nella via che ha un negozio di scarpe all’angolo e poi all’incrocio col negozio di abiti sportivi devi andare dritto”
Santa polenta hanno inventato i navigatori proprio per salvare le persone a cui IO HO INDICATO LA STRADA!
Non l’avete mai letto il libretto di istruzioni del vostro navigatore?
C’è scritto a chiare lettere
“La polizia ringrazia l’inventore del navigatore per aver finalmente risolto il famoso caso di Lauraindicalastradaetiperdinelfosso
Il programma “Chi la visto?” è nato dopo che un vecchietto mi ha chiesto dove si trovava la metro nella stazione di Garibaldi.
“Senza Traccia” ha deciso di dedicare un paio di puntate a quella signora svanita nel nulla dopo avermi chiesto come giungere in Centrale.
E dopo tutti ciò, TU madre con figli mi fermi in un BOSCO e mi chiedi qual’è il percorso per tornare indietro?
A ME!?!?!?!?
Spero che siano tornati tutti a casa sani e salvi, noi ce l’abbiamo fatta.

miss-bone-168

 

Quanto sono rana?

Immaginate una pentola piena d’acqua fredda e dentro una rana che nuota tranquillamente. Si accende il fuoco sotto la pentola. L’acqua si riscalda pian piano. Presto diventerà tiepida. La rana trova la situazione piacevole e continua a nuotare.
La temperatura comincia a salire. L’acqua è calda, un po’ più calda di quanto piaccia alla rana ma per il momento non se ne preoccupa più di tanto, soprattutto perché il calore tende a stancarla e stordirla.
L’acqua ora è davvero calda. La rana comincia a trovarlo sgradevole ma è talmente indebolita che sopporta, si sforza di adattarsi e non fa nulla.
La temperatura dell’acqua continua a salire progressivamente, senza bruschi cambiamenti, fino al momento in cui la rana finisce per cuocere e morire senza mai essersi tirata fuori dalla pentola.
La stessa rana, immersa di colpo in una pentola d’acqua a 50°, salterebbe fuori con un salutare colpo di zampa.
(Metafora attribuibile a Marty Rubin)

 

Tratto da "La Rana che finì cotta senza accorgersene" di Olivier Clerc

Tratto da “La Rana che finì cotta senza accorgersene” di Olivier Clerc

Ci sono giorni in cui raccolgo pezzettini di cristallo cercando di combaciarli insieme per formare il cuore che ho perso, mi sento un po’ come l’Uomo di Latta .

“Pretendo molto da me stessa pertanto mi aspetto altrettanto dagli altri”  è questo che ci dicono gli esperti della psiche, no?

Sono quella che se gli dici “siamo già andati a prendere il caffè perchè ho visto che non arrivavi più”, e il tuo ritardo consiste di 5 minuti (invece che alle 8.30 hai timbrato alle 8.35), ci rimane male. Molto male.
Poi ne parli con un’amica e scopri un punto di vista che non avevi considerato:
“Guarda Laura io su questo punto ho già discusso con i colleghi, per me il caffè del mattino è di importanza vitale e ci sono giorni in cui non riesco proprio ad aspettare”
Per me di importanza vitale ci sono le persone. La mia voglia di caffè può aspettare ben 5 minuti, anche mezzora. Se proprio non ti vedo arrivare ti mando un sms, un messaggino su whatsapp. Mi informo di dove sei, dopotutto ci muoviamo con i mezzi pubblici. Il ritardo è cronico.
Son nata sbagliata. Non ce n’è. L’unica soluzione è vedere se per caso sono ancora in garanzia e sperare che mi sostituiscano. Ora provo a chiamare il numero verde. Vediamo che dicono.

miss-bone-180

Citazioni #Clare

Aveva ricevuto tante lezioni sul fatto che sperare fosse da stupidi, ma non poteva farne a meno, era sbandato come un bambino che camminava vicino al fuoco e  rifiutava testardamente di imparare dell’esperienza. Forse quella volta sarebbe stata diversa; forse quell’amore sarebbe stato diverso.
Così gli sembrava, e doveva per forza significare qualcosa
Cassandra Clare

 

immagine presa dal blog di @Cassandra Clare e rielaborata da me

immagine presa dal blog di @Cassandra Clare e rielaborata da me

capita…

Capita di svegliarsi e pensare che è una giornata no.

Capita anche di svegliarsi e di scoprire che il dolore del Morbo si è risvegliato e il tuo umore diventa pessimo.

Capita di vestirsi in tema con l’umore, unghie comprese.

Capita di arrivare in ufficio e saper di esser invitata ad una riunione a sorpresa.

Capita anche di andarci con le unghie color petrolio e la maglietta di Jack Skeletron.

@Tim Burton

@Tim Burton