Archivio | agosto 2014

Luoghi comuni

« L’universalità di un’opinione, parlando seriamente, non costituisce una prova e non è nemmeno una probabilità che l’opinione sia corretta. »
(Arthur Schopenhauer, L’arte di ottenere ragione, stratagemma nº 30)
Un luogo comune è un’opinione (non necessariamente “vera”) o un concetto la cui diffusione, ricorrenza o familiarità ne determinano l’ovvietà o l’immediata riconoscibilità.
– fonte Wikipedia

Quando torno a Milano mi viene la malinconia, VOI del Nord siete così freddi. Anche i negozianti, giù è tutto diverso

Io sono lombarda DOC, ho tanto di timbro sulla chiappa come una forma di Parmigiano Reggiano DOP e sinceramente “fredda” non mi sembra di esserlo. Per niente.
A pensarci su per benino di milanesi a Milano non è che ce ne siano poi tanti. E’ una città multietnica. Cinesi, arabi, rumeni, russi, olandesi, inglesi. Negozianti milanesi milanesi ne saranno rimasti due o tre, gli altri o sono cinesi o guarda caso “vengono da giù” (se si vuol continuare ad utilizzare tale terminologia).
Perciò, se vogliamo ben vedere, forse ma forse non è che qui siamo freddi è che cambia il TUO modo di approcciarti con le persone, perchè pretendi che siano tutti fatti con lo stampino. Tutti uguali.
Beh non lo siamo.

Si è capito che detesto i luoghi comuni?
Magari non sono stata abbastanza chiara.

PS: guai al prossimo che mi dice che sono una persona “fredda” solo perchè sono lombarda…

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Ostrica? Parliamone

Nel corso della sua vita, un’ostrica può cambiare genere diverse volte. Da maschio è sempre pronta a diventare femmina e viceversa. Nomino questa creatura dalla sessualità ambigua il tuo animale simbolo per le prossime settimane. Non c’è mai stato momento migliore di questo per sperimentare i piaceri della fluidità sessuale. Ti invito a sfruttare al massimo la maggiore elasticità e saggezza che potrebbe darti una simile espansione della tua identità.

– Gemelli oroscopo di Rob Brezsny

immagine presa dal web

immagine presa dal web

Rob?? Rooooob? Io non voglio cambiare sesso.  Siamo chiari. Mi piace esser donna. Concordo che bisogna sempre vedere le cose da diversi punti di vista, ma cambiare identità per farlo: NO.

No grazie.

E poi…un’ostrica!?!? No ma ti rendi conto? L’ostrica è quell’esserino che se per caso gli entra un granello di sabbia nel guscio, e non riesce a sputarlo, te lo fa diventare una perla.

Mica roba da poco. Una perla!

E tu mi dirai, perchè lo so che fai così piccolo orchetto malefico di un Rob, che la sabbia è metafora dei dolori della vita che si trasformano. Ok. Nel mio caso la perla sarà grande come il Duomo di Milano con tanto di madonnina sopra.

Ma poi Rob io ti vorrei ricordare che gli esseri umani, per estrarre quel prezioso bene, l’ostrica la ammazzano.

Cioè non è che le fanno un operazione sotto anestesia. No. L’aprono in due, pigliano la perla e se siamo fortunati ci mettono su un po’ di limone e se la magnano l’ostrica!

Tanto per dire. Giusto per esser precisi.

Award – Sei stato nominato? (Altro che GrandeFratello)

the-very-inspiring-blogger-awardBuongiorno!
Stamattina vi saluto con un buon caffè e un award fresco fresco di giornata 🙂
Ringrazio la mia amica Saretta  per avermi nominato, non una ma bensì due volte! Con entrambi i blog! Esagerata!

“The Very Inspiring Blogger Award”, nomination che si attribuisce ai blogger e ai blog che si considerano fonte di ispirazione nell’ambito di riferimento, in questo caso specifico l’ambito Beauty: Nel mio caso, bellezza interiore che si converte e sostiene la bellezza esteriore…
— tratto da NaturaNatura – Blog di Sara

I miei blog di Beauty, inteso come prodotti per la bellezza fisica, non ne trattano.
Scrivo.
Questo faccio. Racconto sogni e spezzoni di vita.
Immagino che sia questo il motivo per cui sono rientrata nella categoria di “bellezza interiore”.
Grazie Sara.

Ora passiamo alle regole da rispettare:
1- Ringraziare la persona che ti ha nominato
2- Elencare le regole della nomination
3- Condividere sette fatti su di te
4- Nominare altri 15 blog e lasciar loro un commento per la nomination

Il punto uno e il punto due sono stati fatti.
Occupiamoci allora del punto tre!

Sette fatti su di me:

1 – ciao mi chiamo Laura, ho trentasetteanni e tendo a ripetermelo ogni tanto perchè me lo dimentico. Credo di averne ancora venti. Sono una mammaImperfetta di una Puffetta di cinque anni. Sono felice di essere imperfetta. Sia chiaro. Sono circondata da persone che pretendono la perfezione e passano le loro giornate ad elencare i miei difetti. Beh i miei difetti sono fighi. Almeno sono divertente e la mia vita non è mai noiosa! Le persone perfette sono un mortorio, credete a me.
2 – Adoro scrivere, per anni l’ho tenuto nascosto persino a me stessa. Ma alla fine l’armadio dei miei racconti è scoppiato e tutti i fogli sono volati per la stanza. Ormai non mi ferma più nessuno.
3 – Viaggiare. Amo visitare luoghi. Arte, cultura. Rinascimento e medioevo li intreccio in un’epoca fantastica tutta mia. Il contatto con la natura è essenziale per la mia sopravvivenza. Senza tendo ad ammalarmi.
4 – Adoro le piante grasse. Sarà che siamo compatibili. Ci capiamo. Delicate dietro a tutte quelle spine, o morbide ricoperte di una soffice peluria. Quando ti regalano un fiore te lo donano con tutto il loro IO. Non ne fanno tanti di fiori, sono rari e preziosi.
5 – Detesto la falsa gentilezza dell’apparire. La falsità dei sentimenti. Esser gentili solo per apparenza e il cuore in realtà è arido. Ho imparato sulla mia pelle a riconoscere tali comportamenti. Non li accetto più.
6 – Faccio parte della categoria “Donne che amano troppo” (Nota 1) . Sono arrivata ad autodistruggermi, ad umiliarmi. Non lo farò più. Come dicevo tempo fa nel post sui lucchetti  ” L’amore rende liberi, ci fa volare, ci regala sogni e speranze.”
7 – Mi piace leggere quanto amo scrivere. I libri regalano sogni, speranze, avventure. Certi personaggi mi rimangono nel cuore, tanto da ricordarli come persone reali. Con affetto.

E ora passiamo a voi! I blog che era elenco sono quelli che mi hanno colpito nel profondo, perchè hanno trattato temi che mi riguardavano da vicino. Perchè vi sento complementari. Un bacio.
PS: ordine sparso, non vi piagliate per i capelli (se li avete)

1. http://pinalapeppina.wordpress.com/ vabbe’ ormai collaboriamo pure sulla rivista. Ci manca una vacanza insieme e siamo a posto!
2. http://justagameofroles.wordpress.com/ ci siamo appena incontrati su questa sperduta isola del web ma vedo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda 🙂
3.  http://violetadyliopinionistapercaso.wordpress.com/ le tue immagini trasmettono tutto l’amore che hai. I dettagli fanno la differenza.
4. http://pendolante.wordpress.com/ devo anche specificare un motivo? non basta dire “siamo tutti sullo stesso treno?” ah il detto diceva “barca”?
5. http://mododidire.wordpress.com/ le tue inquietudini mi ricordano le mie notti insonni a pensare
6.  http://vivodasola.wordpress.com/ se iniziamo ad elencare le coincidenze che ci accomunano rimaniamo sveglie fino a notte fonda 🙂
7.  http://fuorilogo.wordpress.com/ perchè la vita va vissuta fino in fondo, coi propri sogni da stringere bene tra le dita per farli volare solo nel momento giusto.
8.  http://vittoriot75ge.wordpress.com/ Poesie che volano come petali mossi dal vento.
9.  http://agoresblog.wordpress.com/ quando una frase ti cambia il modo di vedere le giornata
10. http://chun2013.wordpress.com/ perchè le tue immagini regalano luce in questa Milano grigia
11.  http://ideeacolori.com/ non ho capito bene come ci siamo conosciute, mi ricordo solo di esser inciampata in un guinzaglio e poi di esser finita in una tavolozza di colori
12.  http://statomentale.wordpress.com/ ma il giallo psicologico che mi piaceva tanto quando torni a pubblicarlo? Attendo eh!!! :-*
13.  http://newwhitebear.wordpress.com/ ci sei sempre, un orso fedele 🙂
14.  http://vagoneidiota.wordpress.com/ prima o poi scriverai di me, lo so.
15.  http://robertoemanuelli.com/ ma a Milano l’incontro non lo facciamo? 🙂

e ora tocca a voi!

 

***

Nota 1:  Donne che amano troppo è un libro scritto, negli anni ’70, dalla Psicologa americana R. Norwood che ha fatto da apripista alla discussione sulle dipendenze affettive.

Quando essere innamorate significa soffrire, stiamo amando troppo. Quando nella maggior parte delle nostre conversazioni con le amiche intime parliamo di lui, dei suoi problemi, di quello che pensa, dei suoi sentimenti, stiamo amando troppo.

Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza, o li consideriamo conseguenze di un’infanzia infelice e cerchiamo di diventare la sua terapista, stiamo amando troppo.

Quando non ci piacciono il suo carattere, il suo modo di pensare e il suo comportamento, ma ci adattiamo pensando che se noi saremo abbastanza attraenti e affettuosi lui vorrà cambiar per amor nostro, stiamo amando troppo.

Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, e forse anche la nostra salute e la nostra sicurezza, stiamo decisamente amando troppo.

Amare troppo è calpestare, annullare se stesse per dedicarsi completamente a cambiare un uomo “sbagliato” per noi che ci ossessiona, naturalmente senza riuscirci.

Amare in modo sano è imparare ad accettare e amare prima di tutto se stesse, per poter poi costruire un rapporto gratificante e sereno con un uomo “giusto” per noi.

Donne che amano troppo sono molto responsabili, impegante molto seriamente e con successo ma con poca stima di sé; hanno poco riguardo per la propria integrità personale e riversano tutte le loro energie in tentativi disperati di influenzare e controllare gli altri per farli diventare come loro desiderano.

Hanno un profondo timore dell’abbandono; pensano che è meglio stare con qualcuno che non soddisfi del tutto i loro bisogni ma che non le abbandoni, piuttosto che un’uomo più affettuoso e attraente che potrebbe anche lasciarle per un’altra donna.

Molte donne commettono l’errore di cercare un uomo con cui sviluppare una relazione senza aver sviluppato prima una relazione con se stesse; corrono da un uomo all’altro, alla ricerca di ciò che manca dentro di loro; la ricerca deve cominciare all’interno di sé. Nessuno può amarci abbastanza da renderci felici se non amiamo davvero noi stesse, perchè quando nel nostro vuoto andiamo cercando l’amore, possiamo trovare solo altro vuoto.

Dobbiamo guarire dal bisogno di dare più amore di quanto se ne riceva; guarire dal continuare a estrarre amore dal buco vuoto che c’è dentro di noi.

Finchè continuiamo a comportarci così, cercando di sfuggire a noi stesse e al nostro dolore, non possiamo guarire.Più ci dibattiamo e cerchiamo altre vie di scampo, più peggioriamo , mentre cerchiamo di risolvere la dipendenza con l’ossessione. Alla fine, scopriamo che le nostre soluzioni sono diventate i nostri problemi più gravi. Cercando disperatamente un sollievo e non trovandone alcuno, a volte arriviamo sull’orlo della follia.

Ciò che manifestiamo esternamente è un riflesso di ciò che c’è nel più profondo di noi: ciò che pensiamo del nostro valore, del nostro diritto alla felicità, ciò che crediamo di meritare dalla vita.

Quando cambiano queste convinzioni, cambia anche la nostra vita.

 

Eccomi qui

Ciao.
Non sono ancora andata in vacanza e non ero al lavoro.
Diciamo che nella vita del consulente esiste quella cosa chiamata “ferie forzate” dove risulti troppo costoso per il cliente dove lavori e in sede non ti vogliono.
Non che mi dispiaccia stare a casa, mi scoccia un po’ di non esser padrona del mio tempo. Questo si. Poi penso che un lavoro ce l’ho e sono superfortunata. E in questi tempi non è cosa da poco.

Avevo programmato di fare grandi gite con Puffetta, di andare in piscina all’aperto ma ecco… il tempo qui al nord non è stato clemente. Nemmeno un poco.
Però qualcosina l’abbiamo fatta. Questo si.

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Prima di tutto siamo riusciti a perdere Puffetta allo ZooM di Torino, bel posto ve lo consiglio.

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Ah…siete svenuti sul “perdere Puffetta?”, “come ho fatto” mi chiedete?
Beh dunque…ecco… eravamo satolli dal pranzo, ci siamo seduti su un prato mentre Puffetta giocava nel parco su una di quelle costruzioni che fanno tanto Uanathan dimensione avventura (Nota 1).
Tanto da qui la vedo benissimo. Ecco che corre sul ponte di corda. Ora entra nella casetta. Aaaah possiamo stare tranquilli.
Fu così che scomparve.
Nell’unico giorno di caldo in questa estate stranissima ho provato il gelo assoluto. Altro che Eliza di Frozen.
Per fortuna poco dopo l’ho ritrovata in coda per il lancio con la fune.

lancio fune @ZooM

lancio fune @ZooM

Lei serafica che mi dice “Mamma vi ho cercato tanto e non vi trovavo, mi sono spaventata un po’ ma tanto so che mi trovi sempre”
E io “Ma come hai fatto a scendere? Non ti ho visto”
“Sono scesa da dietro la casa, da un tronco usando una corda”
Ah…ecco…
Basta i Dalton (Nota 2) in tv non glieli faccio vedere più.

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E dopo questo episodio ci siamo rilassati godendoci i Lemuri e la sgridata dell’addetta alla loro protezione. No, non ha sgridato Puffetta. No. Ha sgridato ME.
Ma insomma !
Ha specificato “non bisogna toccare i Lemuri” ma se il Lemure prima mi salta sulla panza e poi si sdraia sul mio piedino mica è colpa mia!!!!!
Ecco.

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La seconda gita è stata molto più tranquilla. Abbiamo portato il Lemure adottato a vedere la Cascata del Toce.

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Infine io e Puffetta, donne avventura, siamo andate a Stresa e abbiamo preso il traghetto per l‘Isola Bella.

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Una gita contrassegnata da regali inaspettati:
1 – la tipa davanti a noi in autostrada, totalmente in panico al casello automatico, ha sbagliato a mettere le monetine e mi ha pagato metà pedaggio! Grazie!!!
2 – il tipo del traghetto ci ha fatto lo sconto perchè eravamo simpatiche. Evvai!

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Ah dimenticavo. Domenica ho conosciuto un cucciolo davvero unico. Passeggiando per il Parco del Ticino abbiamo incontrato un signore che portava a passeggio…. una pecora! Con tanto di guinzaglio. Beh insomma…ero curiosa… così… ho attaccato bottone. Ho scoperto che aveva trovato questo agnellino nei boschi, sperduto e solo. L’ha allattato col biberon ed educato come se fosse un cane. Beh il risultato è unico!
***
Nota 1 : per i bimbi che sono cresciuti con Bim Bum Bam e Pioooolo (Paolo Bonolis)

Nota 2: cartoni animati ispirati ai banditi del cartone Lucky Luke

Social network – Social Utility

Ora che il peggio è passato, posso dirlo: grazie a Facebook.
Per la prima volta ho trovato realmente utile tale piattaforma.
No non l’ho usata per fare pubblicità, no non l’ho usata per ritrovare il mio vicino di culla nella  nursery. No.
E’ stato male un collega, un amico. Non riuscivo a rintracciarlo in nessun modo. Abita da solo a Milano e non conoscevo la sua famiglia.
Grazie a FB sono riuscita a scoprire cosa è successo. Non solo, sono riuscita ad entrare in contatto con la sua famiglia e a monitorare i suoi progressi.
Ora che il peggio è passato posso dirlo: grazie anche a te Facebook.

Ricordati solo che quello che importa non è come le cose sembrano. E’ quello che c’è dentro. Il Cuore.
– Joanne Harris

Freedom & serenity

  1. il sapore amaro e forte del caffè sulla lingua.
  2. la vescica che si svuota dopo che hai tenuto la pipì per più di un ora.
  3. il profumo di casa che ti solletica il naso mentre abbracci un’amica.
  4. il profumo della torta di mele che cuoce  in forno.
  5. il sole sulla pelle dopo il temporale.
  6. il profumo delle tende appena lavate che si espande per casa.
  7. l’acqua calda della doccia sulla testa.
  8. i piedi nudi nell’erba.
  9. sdraiarti su un prato dopo aver camminato in montagna.
  10.  la tua canzone preferita ascoltata al buio nel silenzio della notte.

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