Archivio | gennaio 2015

Personaggi in cerca di autore

In treno.
Ultimi due posti liberi ai due lati del corridoio.
Una ragazza ferma tra i due sedili che guarda a destra e poi a sinistra. Indecisa.
Io in piedi. Dietro di lei.
Voglio sedermi. Le posso sgusciare accanto e farlo. Non mi sembra carino.
Allora le chiedo:
Si vuole sedere a destra o sinistra?
Non mi metta fretta!
Si figuri. Nervosa?
Io non sono nervosa! La smetta di ridere! Non rida ho detto! La smetta!!!

Bombolo.
Di nuovo lui.
Se sono da sola scappa a gambe levate.
In compagnia di una collega, sfiga vuole, si aggrega.
La moglie-te-lo-lascio lo ha definitivamente scaricato.
Ma lui. Che vuole fare il figo. L’uomo tutto di un pezzo. Esclama:
Continuo a fingere che va tutto bene. Voglio vedere fin dove arriva lei.
Certo. Ottima idea. Complimenti. Hai pensato che a lei, magari, non gliene frega niente? Giusto per dire.
La dovete salutare eh! Ora che la incrociamo
Scusa? Io non sono la tua scimmietta ammaestrata. Il tuo show fallo da solo. Grazie.
Raccontatela. Cantatela. Balla. Applauditi. Tutto da te. Grazie.
Ho la mia vita. La tua non mi interessa.
Ciao.

Il moroso di Tatona.
Nuovo acquisto.
Non sapete chi è Tatona? Avete presente il Conte Dacula?
Ecco lei:

Conte Dacula

Conte Dacula

Lo definisco il moroso perchè sono sempre insieme. Lui non è da meno di stazza.
Non so nemmeno come si chiama.
Ogni tanto lo incrocio al caffè e lo saluto.
Per educazione.
Ecco. Devo imparare ad essere maleducata.
Ho un cioccolato fantastico, la prossima volta che vengo qui te lo porto
Ah. Parli con me?
Oh. Cavolo.
Non avendomi incrociato al caffè, il giorno successivo, il cioccolato me l’ha portato alla mia scrivania.
Kazzo.
E non se ne andava. Parlava dell’insonnia. Di come dorme.
Sempre più rosso in viso.
Aiuto.
All’ingresso del mio ufficio. Sulla porta. Tatona mi lanciava uno sguardo assassino.
Il giorno dopo lo ritrovo alla macchinetta.
Mi metto in un angolo tranquillo. Lontano da loro due.
Lui molla Tatona e si avvicina. Mi tocca il braccio con la mano.
Kazzo. Kazzo. Kazzo.
Tatona mi incendia.
Stamattina cammino verso l’ufficio e un’ombra cala su di me.
E’ sparito il sole?
No. Lui. Col fiato corto. Perchè mi ha visto da lontano e ha corso. Uomo de panza, il fisico non regge.
Se da domani non avete più mie notizie sapete che Tatona mi ha tirato uno sberlone e sono in orbita intorno al pianeta.
Aiuto.

Recensioni nel cassetto

Tanto tanto tempo fa viveva una Paperotta che nuotava felice tra la rete e cercava collaborazioni per una rivista on line. La rana-che-cuoce-in-pentola (sono io se non si era capito) alzò la manina e gridò “Io! Iooo” e così iniziò a scrivere un racconto a puntate (che tra poco verrà pubblicato qui) e una recensione.

Ora ho, nel mio cassetto elettronico, tale documentino. E mi dispiace un po’ che non prenda aria. Che rimanga lì abbandonato e dimenticato.
Perciò oggi ve lo propongo. Così. Giusto per avere qualcosa da leggere nell’ora del the e dei biscotti.

Piccola nota: la recensione era stata scritta nel periodo estivo.

wicked

Wicked Lovely – Incantevole e pericoloso
Genere: Urban Fantasy

Per l’estate in città mi sono scaricata la serie Wicked Lovely della scrittrice Melissa Marr.
Devo ammettere che nella scelta sono stata attratta dalla copertina.
Sono abituata ad entrare nelle librerie e camminare sfiorando i libri, quando sento il “brivido” mi fermo, prendo il libro tra le dita, annuso il profumo delle pagine e solo allora guardo cosa tengo tra le mani.
Da quando ho l’eBook reader mi risulta difficile camminare tra gli scaffali. Quindi ho affinato altri sensi. Tra cui la vista.
Devo essere sincera, la prefazione del libro prometteva bene. Un amore tormentato, perfetto per l’estate, una ragazza che può vedere le fate e gli intrighi di corte Seelie.
Una lettura piacevole, intrigante e non impegnativa.
C’erano tutte le premesse per una bella storia.
Vi aspettante un “solo che?
Ebbene si, c’è un “solo che“.
Il racconto promette bene, c’è del mistero che però tale non è. Già dalle prime pagine si intuiscono le trame nascoste.
Inoltre, essendo un racconto di fate, e per la precisione della Corte dell’Estate, mi aspettavo molto più ardore. Invece quando finalmente l’aria ribolle, l’ambiente si scalda…si rimane a bocca asciutta perchè l’autrice non entra nel dettaglio.
Chiariamoci, non mi aspetto di leggere Laurell K Hamilton, ma amore mio di mamma non mi puoi dire “siamo entrati in camera” e dopo due righe “sono uscita da quella camera” eh no eh! Così non va bene! Almeno descrivi che sapore aveva la sua pelle. Eh insomma!
E il Re dell’Estate? Sicuri che è dell’Estate? Magari sarà dell’autunno.
Doti seduttive: zero. Capacità di comando: nessuna. Un Re dell’Estate me lo aspetterei travolgente, passionale, determinato, coraggioso.
Sembra una razzino di quindici anni, inquieto, dubbioso, pieno di insicurezze.
La protagonista, Aislinn, invece mi piace.
All’inizio del libro era un’adolescente spaventata e bloccata in una vita non sua, mentre si prosegue la lettura la ragazza cresce. Prende decisioni che vanno contro l’educazione ricevuta. Fa le sue scelte e non incolpa mai nessun altro per ciò che le sta accadendo.
Devo esser sincera, a parte alcuni inconvenienti, il personaggio di Aislinn mi affascina così tanto che continuerò a leggere tutta la serie. Credo che possa stupirmi.

Consiglio: da leggere senza pretese
Curiosità: il libro ha vinto il Rita Award 2008, è previsto un film tratto da questa serie. I diritti sono stati acquistati da Universal Pictures
BookTrailer: Disponibile
Altri libri della serie in breve:
Ink Exchange – Sortilegi sulla pelle: Il secondo libro della serie è incentrato sulla Corte del Buio e in particolar modo sul legame che l’amica di Aislinn, Leslie, istaura con Re Irial. Ho rivalutato completamente il personaggio di Leslie.

Fragile Eternity – Immortale tentazione: il terzo libro della serie riporta al centro della storia Aislinn e il suo legame col Re dell’Estate e Seth…. non dico di più!

Radiant Shadows – Sublime oscurità: Non è il seguito di Fragile Eternity, tratta le vicissitudini dei personaggi secondari dei precedenti libri. Un po’ di gossip fatato insomma.

Darkest Mercy – Discordi armonie: Ultimo libro della serie Wicked Lovely, come andrà a finire? Non ve lo dico!!

Lettera aperta alle #Principesse

Donne ecco io ve lo voglio dire.
Principessine mie, ascoltatemi.
Non cercate il Principe Azzurro. Datemi retta.
Il suddetto uomo, che passa da una principessa all’altra a seconda della fiaba, non è sto gran acquisto.
No.
Pensate a Biancaneve.
No. Non quella che canta nel bosco della Disney.
Quella vera.
Quella che è scappata nel bosco, dai nani.
Quella che ha mangiato la mela ed è entrata in coma.
Quella che dopo anni è stata scovata dal Principe nel bosco.
In una teca.
E lui ha deciso di portarsela a casa.
“Avviene però che uno dei servitori del principe, arrivati per trasportare la bara al castello, inciampi su di una radice sporgente, facendo cadere la bara giù per il fianco della collina. Durante la caduta esce dalla bocca di Biancaneve il boccone di mela avvelenato e così la ragazza si risveglia.”
Capite?
Principe necrofago.
Poi nel trasportarla, le cade.
Biancaneve sputa il torsolo e si risveglia. Manco un bacio.
Piccolo appunto: fare un corso di pronto intervento ai nani. Servirà per il futuro.

Siccome Biancaneve viva non è più di suo gradimento, si sposta in un altra favola.
Evvai la bella addormentata (vedere Zellandine).
Perfetta.
E sapete cosa fa?
La mette incinta nel sonno.
Si. Non sto scherzando.
Proprio un bell’uomo non trovate?
“Quando il bambino nasce, è lui a risvegliare la madre, rimuovendo il filo di lino che causava il suo sonno”
Anche qui, al risveglio la fanciulla perde di ogni interesse. E quindi cambia fiaba.

Ecco a questo punto.
Principessine mie.
Possiamo distogliere lo sguardo dai principi e guardare altrove?
Per esempio io ricordo un bel cacciatore, molto virile, due spalle così.
Che accetta di uccidere una principessa, ma poi sfida la Regina proteggendola e consegnando il cuore di un cerbiatto.
Ecco. Giusto per citarne uno.

Con affetto
La vostra Malefica

Maleficent

Maleficent

 

Sport estremi #DonneAvventura

Probabile allergia agli acari di Puffetta.
Bisogna mettere il materasso e il cuscino fuori al mattino e ritirarli alla sera
Ovviamente questo alle 6 di mattina. Prima di andare al lavoro.

Arrivare in stazione e scoprire un guasto.
Treni cancellati e con un ritardo di circa 1 ora.
Riuscire a salire su un treno.
Mi scusi” una signora con sguardo implorante “mi potreste togliere il guanto che non riesco?
Le sta suonando il telefono, vuole che glielo passi? Non rubo nulla dalla sua borsa
Respira? Si sente male?

Ma come ti sei conciata la schiena? E questa spalla?” mi sgrida il massaggiatore “Ma cosa fai nella vita?
Yuri Chechi

Yuri Chechi

Yuri Chechi

L’esorcista #Libri #Paura

fazi_-_l_esorcistaNon hai mai letto l’esorcista? Non è possibile. Ti porto il libro
E così mi ritrovo a passare le mie notti tra i demoni.
Con un crescendo di ansia e aspettativa.
Sempre più.
Finchè sul più bello. Nel momento massimo di tensione. Appare lui.
Il tenente Kinderman. E tu lo immagini. Impermeabile sgualcito. Spettinato. Passo lento. Occhio attento. Inizia a parlarti della moglie e intanto snocciola perle degne di Sherlock.
E che cavolo.
Che ci fa il tenente Colombo nell’esorcista?

lieutenant-columbo-tenente-colombo

Il labirinto degli specchi

11396e8b33dCammini ridendo, vedendo la tua immagine deformata.
Lunga. Bassa. Grossa. Magra.
Ma sei sempre tu.
Poi guardi i riflessi dei tuoi compagni di viaggio.
Alti. Bassi. Grossi. Magri.
E ti accorgi che non ridono.
Che si spaventano nel vedersi rispecchiati.
Allora ti fermi e li guardi.
Li guardi per davvero.
Non il riflesso.
Loro.
E ti confronti.
Perchè, ahimè, il confronto per te è tutto.
Più dell’ossigeno che respiri.
Più del cibo che ingoi.
Più dell’acqua che bevi.
E ti soffermi a pensare.
A guardare.
A studiare quei lineamenti.
Il muovere delle mani.
Il luccichio negli occhi abbassati.
E li vedi.
Poi scorgi le loro paure.
E le confronti con le tue.
Per vedere se si incastrano.
Se si fa un puzzle.
Se si forma una figura che possa dare un senso a questo camminare nel labirinto.
E rimani lì, con in mano quel pezzo in particolare.
Quello che ha mosso tutto il tuo universo.
Quel pezzo lì.
Che ti ha fatto mettere in gioco tutta la tua vita.
Quello che ti fa così tanta paura.
Paura da non dormire la notte.
Paura da farti raggomitolare nel letto.
Lo sterno schiacciato da un peso invisibile. Il respiro corto.
Lacrime che rigano le guance.
E scopri che le stesse emozioni loro le provano per un diverso tipo di pezzo.
E tu lo guardi stupita.
E riguardi il tuo.
Riguardi il loro.
E fai quasi fatica a credere a ciò che vedi.
E improvvisamente la tua più grande paura si sgretola al confronto.

immagine presa dal web

immagine presa dal web

Quale era la loro più grande paura?
Restare soli.

La tua?
Perdere te stessa.
La solitudine non mi fa paura.
Ci sto bene con me.

Riguardo il mio pezzo.
Sorrido.
Non posso perdermi se so chi sono.
Completo il puzzle.
Esco dalla sala degli specchi.

Dialoghi

Supermercato pieno di persone.
Cammino tra gli scaffali. Si avvicina uno.
Piumino nero. Cappellino nero. Altro. Magro magro.
Mi guarda.
“E’ un bel supermercato”
E mi cammina accanto.
“E’ un bel supermercato”

“E’ un bel supermercato”

“E’ un bel supermercato”
Mi fermo. Mi metto davanti a lui.
“Perché IO? Supermercato pieno, perché hai scelto ME?”
Lui mi guarda. Per un secondo i suoi occhi da triglia morta acquistano vivacità.
Poi.
“E’ un bel supermercato”

E io inizio a dialogare coi pazzi.
E’ grave.