Archivio | dicembre 2017

Ops!

Ma che forse,  forse, mi sono scordata di fare un post sul Natale?
Oh mannaggia…facciamo così: fingiamo che gli auguri ve li ho fatti e voi avete letto un bellissimo post pieno di glassa, cannella e omini di pan di zenzero.
Ci state?
Bene.
Ecco.
Ora posso tornare me stessa.
La settimana di Natale, siccome ci sono così pochi impegni, la scuola ha messo anche il ricevimento con gli insegnanti.
Mi ha colpito moltissimo la descrizione di Puffetta fatta da un insegnante quando le ho riportato una problematica segnalata da un altra mestra che, ecco, mi ha lasciato un po’ perplessa.
Costei ha evidenziato che mia figlia socializza poco coi compagni, ne predilige pochissimi.
Dire che sono caduta dal pero, dal melo e dall’ippocastano è minimizzare la cosa. Puffetta asociale?
Ma se tampina chiunque incontra in giro?
Riporto la segnalazione ad un altra maestra che mi guarda ed afferma:
Puffetta è una bambina che ha un mondo interiore molto ricco, lei basta a se stessa. Sono sempre gli altri a cercarla perchè lei non ne ha necessità.
Credo che cerchi solamente pochi bambini che la stimolano, perchè tutti i giorni vede sempre le stesse persone e alla fine si annoia. Non tutti sono ricchi come lei.”
Ah…
In pratica mia figlia di otto anni è riuscita ad essere ciò che io sono diventata a quarantanni, lavorando molto sulla mia crescita personale.
Ottimo direi.
Per alcuni è un problema?
Ehhhh pazienza.
Andate dallo psicologo che vi spiega il percorso per giungere a tale consapevolezza.

La noia delle persone.
Come la capisco!
Stamattina sono rientrata in ufficio e appena ho visto lo stesso teatrino, le stesse vittime incomprese del mondo, le stesse frasi che si ripetono sempre uguali, ho preso e mi sono seduta alla mia scrivania.
Il silenzio è una grande virtù. Starmene per i kazzi miei ancora di più!

Ieri, verso sera, guardo il cellulare e mi ritrovo 29 messaggi sulla chat del condominio. Madonna cos’è successo?
Eh niente. Un vicino di casa ha visto le finestre aperte di un altro vicino, che essendo appena arrivato in chat non era ancora stato inserito, preoccupandosi dei ladri.
Interessante.
Una merea di botta e risposta.
Una che dice: fammi sapere che chiamo l’amministratore per recuperare il suo numero. A santo Stefano? Povero amministratore….
Leggo tutto e penso: ma invece che scrivere sulla chat, suonare il campanello e chiedere “tutto bene?
Come al solito: mi sono fatta i kazzi miei.
Un vicino, che identifico con sano di mente, scrive invece: “questo è il numero di telefono di X. Aggiungetelo nella chat. Comunque è in casa e ha solo bruciato da mangiare e ha aperto le finestre per far uscire il fumo”.

Capisco che il mio modo di essere, e quello di Puffetta, crea scompiglio.
Noi siamo nate solo il segno dell’agire. Si fa ma non si dice.
Mentre la gran parte delle persone esaurisce le energie vitali parlando.

Oh prima che mi dimentico!
Buon anno!

Stavolta mi sono ricordata eh!

Il tempo è relativo….

Oggi abbiamo il classico spettacolo di Natale scolastico di Puffetta,  mentre ancora non ho ben inquadrato che siamo a Natale e che purtroppo lavorerò praticamente SEMPRE.
Oggi ho osato chiedere il 29 di ferie e mi hanno risposto “perchè cosa hai da fare a casa?“.
Mah..una vita… magari…
Comunque mentre io cerco di guadagnare qualche ora di permesso, la rappresentante di classe inonda la chat di richieste di adesione per la sfilata di carnevale.
CARNEVALE!?!?!?
Amore, tesoro di mamma, come ti invidio.
Avere la possibilità di vedere così lontano nel tuo futuro, tanto da pensare già alla primavera.
Io l’unica cosa che sono riuscita a pensare oggi è che mi sono scordata di togliere dal surgelatore la cena….

Subconscio creativo

Il mio castello è sotto assedio.
Lo osservo. E’ tutto bianco, le vie del paese ricordano Santorini e si affaccia sul mare.
Devo dire che è proprio un bel castello. Mi piace molto.
Ma è sotto assedio.
Decido di chiedere aiuto ai draghi.
Ne giungono quattro: uno d’oro, uno verde, uno blu e uno rosso.
Assumono sembianze umane.
Il drago d’oro mi ricorda un po’ Mastro Lindo.

Caro il mio subconscio bello, che in tempo di crisi ricordi che dentro di me ho la forza per fronteggiare tutto.
Pure con Mastro Lindo al profumo di limone.
E non si scherza mica, con tutte quelle case bianche, bisogna tener pulito eh.
Il mio bel castello, marcondirondirondello, mica si può sporcare!

Io beh ma anche voi mah!

Una bella mattina di fine autunno la società che ci  subappalta presso il cliente ti avvisa che la tua società ha deciso lo smartworking per tutti, a tua insaputa ovviamente.
Ma non dovrebbe essere volontario? Non dovrei firmare qualcosa?
Nel mondo perfetto sarebbe così.
Confrontandomi coi pendolari miei compagni di sventure scopro che la moda di molte grandi società è questa: fingere che sia volontario e farti firmare con la pistola puntata alla tempia.
Ahhh il meraviglioso mondo.
Che diciamolo, lavorare da casa non sarebbe male se non scomparisse la trasferta. E poi la DSL me la pago io? La corrente?
Il telefono?
Mah chissà… qualcuno ha detto qualcosa?
Ovviamente no.

La cosa più triste è la guerra tra poveri.
Vedi colleghi rinfacciarti “a te toglieranno meno che a me
e perbacco che novità! Ma per ventanni bello mio hai avuto un sacco di privilegi che noi nuovi arrivati non abbiamo mai visto.
Tipo supermercato pagato, rimborso pranzo e cena, rimborso del viaggio più i soldi della trasferta…
E ovvio che perdo meno di te, non le ho mai avute queste cose!
Ma lasciamo perdere, tanto con i punti esperienza accumulati nel corso degli anni si acquisisce la capacità ignorare certi commenti inutili e poco intelligenti.

Per rilassarmi in pausa pranzo decido di andare a fare un giro ai mercatini di piazza Gae Aulenti, ma scopro che non ci sono. Il proprietario della pista di pattinaggio si sfoga con me per i soldi persi a causa del comune che non ha preparato nulla.
I commercianti che hanno pagato, cara vista la zona, un posto per vendere nelle casette di legno si sono ritrovati spiazzati.
E ora? Inizieranno le pratiche di richiesta di rimborso…

Insomma vedo che in ogni ambito lavorativo la situazione è la stessa.
Un grosso ed enorme BAH! Decorato con tanta incompentenza e prepotenza.