A passeggio con Masha – il Parco Ticino e la Diga del Panperduto

Lupin morì che avevo 13 anni, da allora ho convissuto con gatti, porcellini,d’india, tartarughe… ma mai più con un altro battuffolo abbaiante.
Poi l’anno scorso i miei genitori decisero che nella loro vita mancava la presenza di un nipotino peloso, certo un po’ incalzati da Puffetta (ma questo ce lo teniamo per noi)
Così una domenica mattina li caricai tutti in macchina e ci dirigemmo verso il PAL e Puffetta si innamorò perdutamente di Masha, che cucciolo lo è di carattere ma non di età.

Da quando Masha è con noi mi sono posta il problema di come organizzare le gite domenicali con Puffetta, perchè non sempre i cani sono graditi.
Da qui nasce il mio desiderio di condividere con voi i luoghi che abbiamo trovato adatti ai nostri cuccioli (umani e non)  e che ci sono piaciuti.

Il Parco Ticino – Lombardia

Facilmente raggiungibile da Milano e provincia il Parco Ticino si estende lungo tutto il fiume che porta il suo nome, in un’area compresa tra Lago Maggiore e il Po.
Esistono diversi sentieri per muoversi nel parco, accessibili facilmente, curati e sicuri. Nel link sopra riportato potete scorgerne alcuni.
Noi in questa zona ci siamo nati e cresciuti. Al Ticino si andava in bici per giocare sulle spiagge (si avete letto bene) ma è assai pericoloso fare il bagno.  Molta attenzione, anche per i vostri cani, le correnti sono pericolose.
Se avete voglia di un percorso semplice anche per i bimbi con un bar a portata di mano vi consiglio questi due itinerari:

Percorso zona bar Oasi (Cuggiono):

 

Percorso zona Cabotina (Turbigo), dove se il vostro cane non è un fifone potete sperimentare un piccolo ponte tibetano.

 

In entrambi i casi si raggiunge una piccola spiaggetta.

Curiosità: lo sapevate che il Parco Ticino è il più antico parco regionale d’italia?

 

Diga del PanPerduto (Somma Lombardo)

Diga del PanPerduto è una delle dighe più importanti della lombardia, da origine ai Navigli e al canale Villoresi.
Si parcheggia sulla statale e si segue il percorso ciclo pedonale per raggiungere la diga.
La piccola spiaggia non è accessibile coi cani nel periodo estivo, ma vi sono tanti piccoli sentieri per raggiungere l’acqua passando tra il boschetto.

 

Curiosità: lo sapevate che il suo nome deriva da “pane perduto” perchè i mercanti raggiungevano Milano attraverso quelle acque e in quel punto preciso, a causa delle correnti e del basso fondale, spesso le imbracazioni si rovesciavano e si perdeva la merce.

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Con l’età ho imparato

I complimenti non valgono nulla se non sono seguiti dalle azioni.
Con l’orgoglio non ci pago né il mutuo né da mangiare.
Non è necessario dimostrare di aver ragione creando conflitti, stare bene con me stessa è più che sufficiente.
Chi mi tratta male non lo fa per ferire me, ma per attaccare qualcun’altro che vede riflesso nella mia essenza.
Chi ruba, imbroglia e ferisce non cambia atteggiamento se lo tratti bene, la sua natura resterà immutata.
Ci sono persone che vivono in un mondo ovattato e d’orato, non conoscono il dolore con le sue più tenue sfumature, pertanto non son in grado di comprendere le infinite trame delle vite altrui.
Che i rapporti umani sono sempre più complicati, complessi e distruttivi, perchè poco vediamo di noi stessi e ancor meno del prossimo. Tutto vive nella nostra mente e nulla nella realtà.

Tante cose ho ancora da imparare, per il momento: Tanti auguri a me!

Famiglie orripilanti

Quasi un anno fa qualcuno gettò uno scricciolo peloso e miagolante, magro magro maaaagro, nel mio giardino.
Io e Puffetta decidemmo di tenerla, si perchè lo scricciolo si scoprì essere una femminuccia.
Avvisammo i vicini di casa di non preoccuparsi se vedevano il gattino perchè lo adottavamo.
Nel condominio, a parte due famiglie, tutti hanno un gatto per cui furono entusiasti.
Tranne lei.
La mia dirimpettaia, anche di giardino.
Non voleva che il gatto si avvicinasse a casa sua perchè il marito è allergico.
La cosa poteva essere anche accettabile se non fosse che anche la sua amica, nonché condomina, possiede un gatto che passeggia bellamente per i corridoi e per i giardini.
Ma si sa i gatti delle amiche sono diversi, e il marito avrà un’allergia selettiva.
Per non fare questioni, e per esser sicura che non fanno del male al gatto, decido di non farla uscire.
Provvedo a creare una zona sicura, comprando l’apposita rete, e sistemo la terrazza.
Tutti i vicini contenti. Ho avuto anche un paio di visite dalla palazzina accanto che volevano copiare l’idea. Potevo far pagare il biglietto e recuperare i costi.

Il 25 aprile sono in giardino a fare due lavori e spunta la vicina no gatti no party che mi chiede come mai tengo il gatto in casa, “hai paura che te lo rubano?
La mia risposta sarebbe stata un pugno sul naso, ma poi ho pensato che forse è bipolare e che magari poverina è solamente malata. Percui non ho risposto e ho fatto finta di non vederla.

Sabato mattina torniamo da piscina e com’è , come non è, nell’entrare in casa mi ritrovo due figlie.
Ma com???
E’ la bimba della suddetta vicina.
Mi volto e nel corridoio vedo il padre, con l’altra figlia, e gli faccio notare che io avrei anche da pulire casa.
Lui fugge in casa lasciandomi lì l’essere pigolante di sei anni, di cervello 3.
Del resto il buon DNA non mente.
Guardo Puffetta e le dico “state in giardino per favore” lei gesticola un ok e se la porta via.
A mezzogiorno il suddetto padre suona il campanello.
Senza un grazie, un buongiorno, un vaffanculo, si recupera la figlia.
Almento tenta.
Perchè lei inizia a sbraitare, piangere, a buttarsi per terra perchè a casa sua non vuol tornare.
Eh beh anch’io lo farei al suo posto.
In mezzo a questa sceneggiata scorgo il gatto che punta la porta aperta.
Parlando, con tono normale, le dico: “No, tu non esci. Seduta
E il gatto si siede.
E il padre snaturato muto.

Ieri sera avevo gente a cena. Puffetta e la sua amica in cameretta a giocare.
Ore 21. Suona il campanello.
Corridoio buio.
La bimba, tipo la piccola fiammiferaia.
Avrei ospiti” accenno.
Lei fa per piangere.
I genitori non si vedono.
La faccio entrare e chiamo Puffetta.
La bimba sparisce in cameretta.
Si accorge di non essere al centro dell’attenzione e, grazie al cielo, se ne va per conto suo.

Adesso si accettano consigli fantasiosi ed estremamente ironici su come tener lontana certa gente senza ferire una bimba che ha avuto la sventura di nascere in quella famiglia orripilante.

L’arte di fallire ed essere felici

In questo periodo dove il fallimento, i “no”, e le difficoltà sono concepiti come disgrazie che portano l’essere umano alla distruzione, di se stesso o altrui, una leggera farfalla attraversa la Vita.

Puffetta. 9 anni.
Campionato di pallavolo.
Perdita schiacciante.
L’allenatore rimprovera tutti i bambini.
Severamente.
Chi torna dalla mamma piangendo.
Chi arrabbiato se la prende con istruttore, compagni, nazione, universo.
Chi zitto zitto, mogio mogio si avvicina alle tribune.
Mia figlia arriva saltellando tutta contenta.
Mamma mi dai l’acqua?
Ma Puffetta, G. vi ha sgridato?
Si mamma, ma non è un problema. Una volta si vince, una si perde. Oggi era una giornata no
ah

La sera la chiama il babbo.
Puffetta come è andata la partita?
Bene. Abbiamo vinto ZERO partite

Puffetta sarà un santone da grande. Sicuro.

Non appartengo a questa società Trump-ista

Non ce la faccio, più il tempo passa e più mi accorgo di alienarmi  da questa società.
A scuola hanno spiegato ai nostri bimbi che sul terreno argilloso crescono facilmente le piante (sarei interessata a confrontarmi su come coltiva la cannabis l’insegnante)
Che i mirtilli crescono a tremila metri e non vi tedio sull’oscenità che ho letto sulla pangea.
Quando questi piccoli dettagli, insignificanti ovvio, sono stati fatti notare alle insegnanti hanno risposto con un “oh ma l’ho scaricato da internet e non ci ho fatto caso, dite ai vostri bimbi di studiare sui libri”
Grazie. Lo dico già da sola a mia figlia di studiare sui libri. Ho ancora gli incubi per ciò che ho letto, figuriamoci se lo sento ripetere dalla sua vocina. Potrei avere l’orticaria.
Ma vi rendete conto che siete educatrici? Non occupate quella sedia solo per lo stipendio, avete in mano le basi culturali di molti bambini che purtroppo a casa non hanno la possibilità di espandere i propri orizzonti.
Ho sempre creduto di avere una base culturale bassa, quasi mi vergognavo a confrontarmi con le persone.
Io che invece delle favole disney a mia figlia racconto dell’amore di Ulisse per la sua Itaca (perchè lui aveva sposato la sua terra mica Penelope)
La storia di Atena nata dalla testa di Zeus e dell’amore complicato di Eros con Psiche.
Sto iniziando a pensare di non essere così culturalmente ignorante …

Oltre a questa oscenità culturale, che già di per sè è veramente penosa, vengo a sapere che un insegnante ha strappato il disegno di un bimbo solo perchè aveva scritto al compagno “da grande vengo a vivere con te”.
Qui la mia alienazione alla società ha raggiunto i massimi livelli.
La situazione, grazie al cielo, è stata presa in mano da psicologi e genitori e non so come è finita.
Ma resta il segno. Forte. Indelebile. Inacettabile.
Mi rifiuto di appartenere a questa società Trumpista.
Voglio l’amore per la cultura, le belle arti, l’accettazione e la tolleranza.

Se i nostri figli devono essere educati da tanti Trump allora non ci sto.
Continuerò la mia lotta solitaria, ma non accetterò mai che mia figlia venga plagiata da tanta ignoranza.
Ma temo per un futuro di Trumpisti.

Zia Assunta e i miei pericolosi cuccicoli

Pronto?
Mi risponde una voce maschile.
Salve è l’albergo XX di Varazze?
Si certo
Salve ho appena fatto una prenotazione su booking e nel profilo specificate che accettate animali domestici, avrei un gatto e due cavie (che però stanno nella loro gabbietta). E’ un problema?
No signora, si figuri. Attendiamo lei e i suoi cuccioli

Così partiamo destinazione mare.
Sabato all’arrivo trovo il signore con cui ho parlato al telefono. Ci registriamo. Ci sistemiamo. Tutto ok.
Domenica mattina a colazione trovo la madre.
Avete presente zia Assunta di tata Francesca?
Uguale. identica.

Ci chiede se vogliamo la pulizia della camera.
Le rispondo: “Guardi, partiamo domani mattina. Preferirei di no perchè temo che il gatto si spaventi e scappi
Avete un gatto? Io odio i gatti. Se lo sapevo non vi facevo venire
A dire il vero ho parlato con, credo suo figlio, e ha detto che non c’erano problemi
Ci credo. Loro hanno un gatto in casa.
Nel frattempo guardo Puffetta e prego in aramaico che non salti fuori a dire che abbiamo pure le cavie in camera.
Mi vedo già lei, nella sua innocenza, dire “abbiamo anche due porcellini d’india” e la sciura che sviene pensando che teniamo due maiali in camera.

Non so quale divinità sia intervenuta, ma incredibilmente Puffetta è stata zitta.
E noi abbiamo segretamente tenuto in camera dei terribili roditori….

Il mio terribile gatto seduto sulla Gabbia di Greta e Oscar.

La prossima volta telefonerò chiedendo se posso portare il mio dolce e tenero Diavolo della Tazmania

Candid Camera

Stamattina in ufficio. Persone presenti: io, una mia collega e un mio collega.
Open space ancora deserto.
Sistemo un paio di documenti e prima di andare in riunione dico alla mia collega:
Guarda stamattina sarò in riunione tutto il tempo, se per caso …
lei inizia ad urlare: “Io non sono tenuta a sapere quello che fai o non fai , per le prossime volte fammi la cortesia di non riferirmelo più
E continua a parlare alzando il tono di voce.
Il mio collega ad un certo punto interviene facendole notare la mancanza di educazione.
Niente imperterrita continua il suo show.
Io nel frattempo mi sono messa a guardare il cellulare ignorandola.

Un paio di sere fa passa un vicino di casa a ritirare dei documenti.
Un ragazzo sempre garbato ed educato.
Mi chiede “Ma tu col nuovo vicino ci parli?
Oddio. E’ qui da un anno (e il termine nuovo mi sembra un po’ fuori luogo) e sinceramente non ricordo nemmeno il nome.
Guarda, solite conversazioni di cortesia se ci incrociamo sulla scala. Perchè?
Perchè ho litigato con lui. Voleva rubarmi il gatto. L’altro giorno è saltato sul suo balcone e lui e la figlia hanno iniziato a coccolarlo e lui mi ha detto << adesso vedrai che non vuole più tornare e rimane con noi>>. Gli ho detto di lasciare stare il mio gatto che altrimenti gli spacco la faccia
Laura zitta…stai zitta… non fare nessuna espressione..rimani impassibile..se si inkazza per una battuta figuriamoci se gli fai notare che è un deficiente….
Lui continua “E poi ha delle ciotoline piene di briciole sul balcone.
Eh si, quello lo so. Ha visto la pallina di semi sul mio albero e mi ha detto che lo fa anche lui per gli uccellini
Non è vero! Io lo so che lo fa per catturare i gatti dei vicini
Su un balcone. Al terzo piano.
Certo.

Vi prego dite che mi state riprendendo. Che tutto questo non è reale. E’ una candid camera. Vero?