Archivio | ottobre 2017

Succede

Succede.
Succede che torni a casa un po’ trafelata il venerdì sera.
Con le borse della spesa.
Stanca della settimana appena passata.
Stressata dalla convivenza forzata di otto ore in un open space urlante e nevrotico.
Succede che appoggi la borsa della spesa e le due poltrone culone (i nostri porcellini d’india) capiscono subito che lì c’è l’amata insalata e iniziano a pigolare, saltellare e fare le fusa (si fanno le fusa come i gatti, anzi un po’ più rumorose).
Succede che apri le persiane prima di toglierti la giacca e lo senti.
Un miagolio.
Il primo pensiero va alla gatta della vicina. Magari si è fatta male.
La chiami e non arriva.
Allora senti la vicina e niente: la miciona in questione è in casa che ronfa.
Il miagolio continua e non puoi rimanere indifferente.
Inizi ad indagare e trovi un soldo di cacio grande quanto il tuo pugno chiuso che piange terrorizzato.
Oddio hanno abbandonato un gattino nel mio giardino.
Dopo vari tentativi, e un etto di prosciutto cotto appena comprato, riesco a chiudere in casa il gattino e gli faccio un paio di foto.
Giro tra tutti i miei contatti per capire di chi sia.
Alla fine si scopre che è di una signora che ha dei gatti, in stato di abbandono , nel suo giardino.
A quanto pare il sabato mattina, mentre sono in piscina, la suddetta signora viene a recuperare il gattino sperduto.
Ma….
La sera il gattino magicamente ricompare nel mio giardino.
Eh niente…
Che fare?
Vuoi avreste mandato in un gattile un piccolo soldo di cacio con questi occhioni?


Ecco appunto….
Vi presento Selvaggetto.

La mia casa sta diventando una riserva faunistica.

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La mia super autostima

Normalmente le donne hanno seri problemi con la propria autostima.
Ci svegliamo convinte di essere super belle e durante il tragitto dal letto al bagno passiamo in diversi stati:
Oddio sono orribile come posso uscire così.
Dai oggi sono accettabile.
Madonna che faccia! E i capelli!!
Devastante, non si vede nemmeno il giro vita. Sono obesa
Non mi ama nessuno perchè sono cessa.
Però ieri un tizio mi ha fatto i complimenti per strada, quindi non sono così male.
E così via in eterno.

Ecco, ora vi presento la mia autostima.

Sabato mattina al rientro da piscina parlando con un mio amico:
Ero talmente intontita dalla cervicale che sono andata in piscina, con pargoletta al seguito, senza nemmeno guardare cosa indossavo. Uscita dagli spogiatoi, coi capelli a criniera di leone ( il magico phon delle piscine ) mi sono ritrovata al centro dell’attenzione di due padri
Avranno apprezzato
Ma vaaaa… ho notato che indossavo la maglietta con la tigre. Non capisco che ormoni vi scatenino in voi i grandi felini
Secondo me non guardavano la maglietta. Hai mai pensato che potessi piacere tu?
Ahahahahahahahahahaha hai fatto la battuta? Su dai siamo seri
La tua autostima andrebbe brevettata, poi prodotta industrialmente e distribuita ad un sacco di donne che conosco e che ne avrebbero bisogno

Ieri arrivo in ufficio, la mia collega:
Che merda di pantaloni indossi oggi
Per la cronaca ero vestita così:

 

Tranne la maglietta ovviamente, il rosso mi fa sentire troppo Gabibbo.
Non potendo rispondere a tono, essendo mio superiore, incasso.
La mia super autostima ovviamente fa scintille.

 

Fino a stamattina.
La suddetta collega mi confida che il suo comportamento aggressivo e distruttivo, che si evidenzia ogni tanto, è dovuto ad una sua insicurezza.
E’ un meccanismo di autodifesa che si scatena nel momento in cui mi sento insicura. Ne sono consapevole ma non riesco a controllarlo.

Mai mi sarei aspettata una tale confidenza.
Sappiate ora che la mia autostima è un po’ confusa, ma nel frattempo sta mettendo i cerottini perchè si è convinta che forse, ma forse forse, ha ancora una speranza con me.

Maison Ikkoku

Rientri a casa un po’ triste perchè al lavoro un collega consulente (di un altra azienda) verrà sostituito per colpa del taglio budget.
E’ il terzo quest’anno che si vede andare via.
Quindi un po’ mogia sali le scale per andare a casa tua, dove comunque ti aspetta Puffetta in rientro da pallavolo coi nonni.
Metti il primo gradino sulle scale e vieni travolta da una vicina.
Laura Laura si sono rotte le acque!
L’altra vicina sta finalmente partorendo. Già.
Peccato che è in pieno di una delle sue crisi di panico.
Recupera l’altra figlia e mandala a giocare con Puffetta.
Cerca di asciugare l’inondazione che ha per casa e aiutala a vestirsi, mentre l’altra vicina cerca disperatamente di rintracciare il marito che, facendo il cuoco, il telefono non lo sentiva.
Alla fine l’accompagna in ospedale l’altra vicina, mentre io sistemo il disastro in casa.
Mentre si dirigono in macchina  la partoriente, tutta agitata, parla a se stessa:
Bene, oggi partorisco e giovedì sono a casa. Perfetto così sabato riesco ad essere in negozio che ho due clienti
Delle vicine così le potevo trovare solo io…

Passato l’uragano io e Puffetta torniamo al nostro tran tran un po’ confuse.
Stamattina ci svegliamo, corsa per prepararci. Prendi la cartella, chiuso tutto. Prendi le chiavi dell’auto…
le chiavi dell’auto….


oddio sono rimaste sul tavolo della mia vicina ieri sera!
E adesso? Le chiavi di scorta dove sono?

niente lanciamo in aria il Bat Segnale e suoniamo il campanello al vicino pensionato.
Lui il detentore delle chiavi di scorta degli appartamenti. Il nostro portinaio insomma.
L’uomo a cui chiedere sempre !

E siamo solo a martedì… si prospetta una settimana interessante