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Stanco? No oggi no (cit.)

Ore 7.30 del mattino. Nella casa di Frettolandia.
Puffetta vuoi la mela di merenda?”
No mamma
la banana?
No
lo yogurt?
No mamma
e le ficchi in cartella il succo con un tronky. Oggi niente bio. Oggi nessun prodotto certificato dalle mamme di Perfettolandia. La sacra inquisizione-vegan mi verrà a cercare.
Ore 7.45 raggiungi la scuola per lasciarla al pre.
Arriva messaggio sulla chat di classe:
Le maestre chiedono di portare solo frutta a merenda fino alla fine della scuola
Lo sapevo. Lo sapevo, che hanno messo le videocamere in ogni casa per controllarci quando sgarriamo!
Lasci Puffetta a scuola, corri dal meccanico.
Parcheggi l’auto ed entri in modalità maratoneta, una delle quindicimila personalità che convivono con te nel tuo corpo, per riuscire ad arrivare in stazione.
Non collassi per il caldo e riesci addirittura a prendere il solito treno.
Ti auto applaudi per mezz’ora, nel frattempo speri di recuperare un colorito sano che non ricordi una fetta di melone.
Ovviamente non c’è posto a sedere.

Arrivi pimpante e fresca come una rosa, afflitta dai delicati temporali di questo periodo, in ufficio.
Entri dalla porta.
Appoggi la borsa.
Ti chiamano per una call urgente.

Non so perchè, ma mi sento particolarmente stanca.

No stress. No party

Esci di casa all’alba perchè devi arrivare presto in ufficio per una riunione e, causa lavori in corso, il traffico verso la stazione è diventato estremamente esuberante.
Prendi il treno al volo mentre sorseggi un caffè d’asporto. Festeggi perchè riesci a sederti.
Arrivi in ufficio e un due tre Stella! Inizi subito la tua giornata di riunioni, ti viene concessa una pausa di circa mezzora alle 14 nella quale cerchi di far rientrare i tuoi bisogni fisiologici tra cui ingurgitare del cibo.
Esageri. Ti dai alla bella vita, e ti permetti di uscire al bar a prendere un caffè.
Chiedi la delega per una riunione, in quanto dovresti anche scrivere del sofware per un altro progetto in scadenza (ovviamente togliendo il cappellino da analista per indossare quello di sviluppatore, perchè assumere personale se hai consulenti multitasking?)
Ottieni di poter seguire la riunione al telefono, alla tua scrivania.
Così mentre un lato di te ascolta il bla bla bla l’altra te digita freneticamente sulla tastiera una marea di if then else cercando di stare nei tempi di consegna.
Alle 17.50 termina la riunione.
Saluti tutti e corri sperando di riuscire a prendere il treno.
Ti lanci al volo sul vagone. Prendi fiato.
Corri casa. Traffico bloccato.
Arrivi più o meno in concomitanza con tua figlia.
Cerchi di preparare una cena mentre lei ti inonda di parole raccontandoti la sua giornata (intanto ti ripeti di goderti questi momenti di non silenzio, perchè tra qualche anno entrerà nel terribile e temuto periodo adolescenziale)
Sgombri al volo lo stendino, avvii la lavatrice.
Ti siedi a cenare.
Finisce la lavatrice.
Stendi.
Pulisci la cucina.
Arriva l’ora per spedire a nanna Puffetta e ti accorgi che il suo letto è ancora invaso dai vestiti che hai tolto dallo stendino.
Nooo.
Non ce la posso fare.
Puffetta dai, stanotte dormi nel lettone. I vestiti li sistemerò domani
Lei ti guarda, ovviamente felice, e ti spara così a bruciapelo:
Certo che mamma, sei proprio una scansafatiche. Non hai nemmeno piegato la biancheria

cose da Donna Laura

Stamattina, causa la congiunzione astrale straordinaria di giove-venere-luna-marte-plutone, mia figlia si è svegliata da sola, fatto colazione-lavato-e-vestito in tempo record.
Ho avuto uno shock così grande che mi sono ritrovata a dovermi mettere ancora le scarpe e lei già aveva su la giacca. Un evento cosmico.
Usciamo, per la prima volta da… da… non so quando, serene, senza correre giù dalle scale.
Con calma tiro fuori la macchina dal box.
Non sgommo sullo scivolo di uscita e riesco persino a canticchiare sulla strada verso scuola.
Arriviamo, serenamente, al pre scuola in orario perfetto.
Da piangere dalla gioia.
Le dico “Che bello Puffetta oggi riesco a prendere il solito treno nonostante debba lasciare la macchina dal meccanico” (e ovviamente andare a piedi fino in stazione).
Momenti di gioia estrema. Uccellini che cantano. Cielo..si vabbe’ non esageriamo, la nebbia c’era eh.
Insomma felice e sorridente scendo dalla macchina e…


mi si rompe il tacco.


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Ps: il titolo del post “Cose da Donna Laura” deriva da un mio ex capo che etichettava così questi miei “inciampi di vita” .

no ma… ci sono eh!

b34419a62c9bf1ca6e63f9e5815cb376Nel caso ve lo siato chiesto.
Ve lo siete chiesto vero??
Si sono ancora viva.
Beh più o meno.
Diciamo che le bufere della vita non passano mai, ma se ogni tanto ci fosse un po’ di quiete non che si starebbe male eh! No così. Giusto per precisare che magari qualcuno lassù sente.

Diciamo che in questo periodo non mi sono fatta mancare nulla.

Cadute ne abbiamo fatte?
Si si certo. Ho tentato di giocare a mosca cieca con le scale del parcheggio della stazione e niente…hanno vinto loro con un bel stampo sulla chiappa di un violetto intenso (sarà per questo DNA bacato che la scuola ogni tre per due mi telefona per avvisarmi che Puffetta è cascata in bagno? Mah…)

Maniaci?
Si si. No me li sono fatta mancare. Figuriamoci. Dal treno a quelli che sbucano su whatsapp perchè ti hanno preso il numero di telefono da un ordine effettuato. Ehhhh…
Toglietemi una curiosità. Ma capita solo a me? I corrieri che mi scrivono dopo aver consegnato un pacco e così via? Per cortesia ditemi che queste cose capitano anche a voi va… rilassatemi un po’.

Insomma la vita continua.
Non sono scomparsa.
Solo un po’ in letargo.
A presto!

Horror drama – Cose che accadono quando prendi mezzagiornata di ferie

Con ben una settimana di anticipo, ti sei permessa di avvisare che ti saresti presa il martedì pomeriggio di ferie per incastrare quei 5000 appuntamenti che avevi assolutamente bisogno di depennare dall’agenda da circa tre mesi.
Questo comporta che:
Appena timbri l’uscita dall’ufficio arriva una mail URGENTE che doveva essere pronta ieri. Eh peccato. Non ci sono. L’ho letta stamattina e sono saltata nello Stargate.
Torni a casa , scopri di essere in anticipo dieci minuti sulla tua tabella di marcia immaginaria, e ti metti a sistemare il box (senza ricordarti che il giorno prima avevi fatto addominali e glutei …ahi…ohi…’azz)
Ti tuffi in doccia e ne esci profumata, rilassata, estasiata e prendi un bel respiro di sollievo pensando che la giornata è terminata e ti cade l’occhio sulla vaschetta della tartaruga in letargo che… è scappata!!
NOOO DI NUOVO!!!!
E adesso come lo spiego a mia figlia!!
Inizia a cercare sotto la libreria. Niente.
Sotto il divano.
Sposti il mobile della tv.
Dietro lavatrice in bagno? Niente.
Panico.
Panico.
La casa diventa il set di un campo di battaglia di uno scontro tra orchi giganti e lupi mannari.
In camera mia?
Niente.
Eccola. Infilata a tetris tra il mobile della camera di Puffetta e il suo letto.
Spiaccicata sotto il letto che manco Houdini potrebbe batterla. Col mignolo a cercare di riprenderla, piegata in una posizione che il mio massaggiatore è meglio che non sappia mai.
Fatto!
Oddio.
Respiro.
Torni in cucina e …
Dove sono le chiavi della macchina!?
In borsa?
No.
Torniamo nel box.
Niente.
In cantina?
Niente.
Ho fatto due bidoni di spazzatura.
Rivoltiamoli.
Niente.
Ho già perso quelle di scorta.
Come faccio ora!?!?!

Eh niente. Le chiavi erano cadute in una borsa coi vestiti che non avevo ancora sistemato.

Ho bisogno di ferie dalle ferie.

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Orgoglio e malattie #Chron

Parlando con un’amica, che mi conosce fin da ragazzina, mi sono sentita dire
Eh ma non capisci, la sua è una malattia autoimmune. Non sta come te
Non ho saputo rispondere. In quel momento sono rimasta senza parole.
E ho pensato all’articolo uscito qualche tempo fa su huffingtonpost.

Io ho il morbo di Chron. Ci convivo ormai da 18 anni.
Non sono stata sfortunata come questa ragazza. Sono riuscita a domare il mio male.
Non ho subito interventi. Con una cura speciale che proviene dalla Svizzera, perchè in italia costava troppo produrla e l’hanno tolta dal mercato, sto bene.
Il mio stare bene significa avere ogni tanto dei crolli, in cui fatico a stare in piedi. Ho dolori. Non riesco più a ragionare perchè la mente si ferma, mi si impasta la lingua e l’unica cosa che posso fare è dormire.
Eppure non prendo malattia. Vado al lavoro come tutti i giorni.
Prendo il treno.
Faccio colazione.
Vi farà ridere questo “faccio colazione” . Ma capite, per chi soffre di questa malattia, ha un enorme significato.
Perchè quando stai male la prima cosa che rifiuti è il cibo. Qualsiasi cosa ingoi, anche l’acqua, finisce per recare dolore ed essere rifiutata dal tuo organismo.
Creando spasmi dolorosissimi.
Quindi “fare colazione” quando non si sta bene non è cosa da poco.
Non dico a nessuno quando sto male. Non lo faccio perchè temo di crollare psicologicamente. Il chron ti mangia anche la mente, crea depressione.
Il Chron è lì, nascosto, pronto a ferire. E se gli do troppa importanza lui cresce e si fa forte.
Così lo ignoro. Sorrido e faccio la mia vita come se nulla fosse.
Non mi lamento mai.
Ne parlo raramente.
Ma oggi. Dopo questa uscita infelice ho detto basta.
Non è vero che solo le persone che si lamentano, o quelle che hanno segni visibili, sono ammalate.
Come dice questa ragazza:
Ho deciso di pubblicare questo post perché quelli sul peso sono molto frequenti e invece non ce ne sono sulla disabilità, soprattutto se non è manifesta. Ho il morbo di Crohn, una malattia grave e incurabile che mi ha quasi uccisa. Non è un banale mal di stomaco, come pensano la maggior parte delle persone. Una persona con questa malattia affronterà moltissime cure e alla fine arriverà alla chirurgia.

Pesavo meno di 50 kili quando ho iniziato la cura, e non stavo in piedi.
Avevo la febbre costantemente. Spesso crollavo a terra con spasmi dolorossissimi e molto spesso finivo al pronto soccorso.
Eppure andavo a lavorare tutti i giorni.
Ora sto bene.
Ho messo su peso, molto.
E noto che la cosa che preoccupa tutti è proprio che sono ingrassata.
Forse stavo meglio prima quando ero l’ombra di me stessa? Quando il morbo aveva mangiato anche la mia personalità?
Non ho chili in più perchè di notte apro il frigo e mi strafogo di bignè.
La cura che sto facendo mi permette di assimilare il cibo che mangio, cosa che prima non succedeva.
Avete idea di che significa mangiare e non assimilare nulla? Ne vitamine, ne proteine, ne calcio. Niente?
Ora il mio organismo assimila il doppio. Ops! piccola controindicazione per stare bene.
Vado in piscina. Esco a camminare.
Adoro la vita all’aria aperta.
Vista dall’esterno sono una persona sana, in piena salute e non magra.
Che a quanto pare, in questa società, sembra l’unica cosa che conti.
Beh vi dirò un segreto:
Se continuate a giudicare le persone solo dall’apparenza, senza guardarle dentro,
senza conoscerle e scoprirle pian piano, vi circonderete solamente di tante piccole Barbie o Ken a grandezza naturale.
Plasticosi e vuoti.

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Ps: siccome sono anche molto monella vorrei farvi notare che a Ken manca qualcosa di importante proprio lì 😛

Papiri #Vite

papiro dei morti. Museo di torino Foto privata.

Libro dei morti. Museo di Torino
Foto privata.

Disputa di un terreno tra fratelli alla morte dei genitori.
Contenzioso per un mancato pagamento.
Madre che erige testamento a favore dei figli.
Stipula per un contratto di affitto.

(Traduzione papiri presenti nella sala 9 del museo di Torino)

Passano miiiiillllllllliiiiardi di anni e noi restiamo sempre uguali.
Cambia solo la tecnologia.