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Pendolarismo

Cartoons by Ron Leishman

Il pendolarismo è una malattia che se la conosci la eviti.
Purtroppo molte persone ne sono soggette.
Implica svegliarsi all’alba, infilarsi i biscotti in bocca tipo criceto e ingoiarli con un sorso di tè mentre ti vesti.
I più fortunati riescono a fare colazione al bar.
Bisogna essere pronti e svegli da subito.
Guidare come sul circuito di formula uno e correre i cento metri dopo aver parcheggiato l’auto con la convinzione che fosse Kit e facesse tutto da sola.
Pregare che le porte del treno si fermino davanti a te e saltare su, nella ressa, cercando di individuare un posto a sedere in pochi secondi perchè altrimenti è già perso.

La donna umans pendolaris è l’emblema dell’organizzazione.
Si porta da mangiare da casa, la così detta schiscia di noi gente del nord, perchè così la pausa pranzo può essere utilizzata per la spesa, farmacia, banca, posta e controllare il registro scolastico on line, fare acquisti su amazon.

Ecco perchè la donna umans pendolaris, quando iniziano a fissare riunioni sempre a mezzogiorno, diventa seriamente aggressiva.

Ogni riferimento a presone, luoghi e situazioni è puramente casuale.
Pertanto se dopo la prossima riunione fissata a mezzogiorno vi trovate l’auto rigata sappiate che non sono stata io…..

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Tranquilli tutto bene… più o meno

Venerdì sera.
Esco stravolta dall’ufficio.
Distrattamente, camminando come zombie , guardo il binario del treno.
Faccio tutto il sottopassaggio, salgo sul binario.
Pannelli dei treni non funzionanti. Salgo sul treno di destra.
Scrivo alla mia compare dove sono seduta e che stranamente sono da sola.
Solo un piccione sulla banchina che mi osserva.
Il treno parte.
COME PARTE?
E’ presto!
Perchè parte?
Vado dal controllore, lo riconosco: è il ragazzino super tatuato che non vedevo da un po’sulla mia tratta.
Lui mi riconosce, mi fissa a bocca aperta per un po’ e poi gli viene da ridere.
ODDIO ho sbagliato treno.


Scusa ma che treno è?
Bergamo
E gli scappa una risata. Si contiene. Ci prova.
E adesso come faccio?
Tranquilla ferma villapizzone
Ahh meno male
Lui ci prova a non ridere, fissa la porta.
Poi non ce la fa più e scoppia in una fragorosa risata.
Inizio a ridere pure io.
Eh niente.
Comunque oggi ho preso il treno giusto eh!!
Ce l’ho fatta!
Speriamo nel ritorno………………..

Pendolarismo di domenica

Ti aspetti di trovare la stazione vuota e invece così non è.
Una ragazza bellissima color ebano chiacchiera e ride con la sua amica. E’ ipnotica l’eleganza di ogni suo gesto.
Un gruppo di pensionati in gita rumoreggia quanto, se non più, dei quindicenni con la radio accesa.
Sul treno scelgo un vagone tranquillo. Tutte donne con libri. Come me.
Mi accocolo comoda e mi assento nel mio mondo finchè una voce mi distrae.
Ha delle monetine per favore?
La voce si avvicina sempre più. Finchè non sento la presenza silenziona sopra la mia testa.
Alzo lo sguardo dal libro.
Ciao
Ciao
Senti avresti trenta euro da prestarmi per comprare la coca che sono in crisi di astinenza?


Dopo un secondo di bocca aperta rispondo.
Complimenti per la sincerità! Comunque: no
Lui passa oltre e torna a chiedere delle monete.

Scesa dal treno raggiungo la mia amica alla fermata della metro.
Due donne in sari con bimbo ci fermano.
Scusate possiamo cheidervi indicazioni?
Certo
Sapete dov’è il Colosseo?
Le guardiamo attonite per qualche secondo, la mia amica si riprende prima di me.
Il colosseo si trova a Roma, qui siamo a Milano
Non è che cercate il Duomo?” esordisco io.
Noi cerchiamo una chiesa
A Milano. Una chiesa. In effetti ce ne stanno così poche…
Avete il nome? Almeno la zona?
Ci guardano perplesse.
La mia amica gli chiede se parlano inglese. Rispondono di si.
Domanda dove devono andare.
Ci rispondono da dove vengono.

E’ un mondo fantastico. Niente da dire.

Amore e Odio #Pendolarismo

E’ difficile da spiegare “a chi non prende il treno” questo sentimento di amore e odio.
Perchè effettivamente visti dall’esterno siamo molto incomprensibili noi pendolari.
Facciamo fuoco e fiamme sui ritardi e le soppressioni, ci lamentiamo degli altri pendolari.
E puzzano. E urlano al telefono. E gridano. E il maniaco.
Eppure continuiamo a prendere il treno.
Alcuni perchè proprio non hanno alternative.
Altri , come me, per pura comodità.
Perchè alla fine, salire sul treno come stamattina, riuscire a sedersi e perderti nella lettura del libro ti regala quel momento di pace che nelle corse della giornata non hai.
Oppure capita che viaggi sì in piedi, ma con le amiche conosciute sul treno. E chiacchieri. E ridi.
Oppure ritrovi per caso una compagna delle superiori che non vedevi da una vita.
A volte capita di conoscere gente nuova, che ti racconta scorci della propria vita.
Oppure, semplicemente, stai lì nei tuoi pensieri cercando il filo che unisce tutto quanto.

Il treno è così.
Lo odi e lo ami.
Passionalmente.

miss-bone-16

Cartoni

Mentre guardo con mia figlia Perry l’Ornitorico mi rendo conto che la mia generazione è cresciuta con cartoni animati senza filtro.
Ci mettevamo lì , davanti alla tv, a guardarci Bim Bum Bam, senza controlli o censure.
così siamo cresciute con:
Georgie che aveva un rapporto incestuoso coi due frattelli che poi non erano fratelli (Beautiful non sei nessuno)
Lady Oscar che non aveva ben chiara la propria identità sessuale. E quando capisce cosa vuole e zac! crepa (però prima si è fatta Andre’ in una scena epica che ricorderemo sempre, con i famosi capelli che improvvisamente crescono che nemmeno Cesare Ragazzi sa spiegarsi con che chimica)
Piccolo dolce Remi … ma quanta sfiga! Pure venduto dal padre adottivo per due soldi.
Pollon che ci ha insegnato le basi di una buona sniffata (sembra talco ma non è , serve a darti l’allegria!)
E io ancora mi stupisco, ascoltando i racconti da treno, che c’è chi si relaziona col prossimo tramite le patatachat e poi si lamenta che trova persone poco interessati da conoscere.
Non so.
Vedi un po te.

@paginaFB Freud Ignorante

@paginaFB Freud Ignorante

Incontri #Pendolari #Treni

Quando prendi il treno sempre alla stessa ora inizi a scambiare due parole con perfette sconosciute.
Pian piano due parole, nei viaggi successivi, diventano piccole confidenze.
Finchè ti ritrovi a seguire la vita di questa persona come la visione del tuo telefilm preferito.
E ogni volta che scendi dal treno ti informi su quando sarà la prossima puntata.
Capita che non la incroci per un po’.
Poi la rivedi una mattina sul treno superaffollato.
Spiaccicate insieme tra altri mille sconosciuti.
L’ho lasciato” ti dice
Davvero? Hai fatto bene. Era uno stronzo
Si quante bugie mi ha detto.
Hai per caso una foto? Giusto per sapere che faccia ha sto stronzo
E lei prende lo smartphone e apre la galleria.
La Scorre.
E tu vedi certe foto.
Pizzo qui, pizzo là. Pose sul letto.
Eh…scusa ma queste? Avendi che roba!
E lei serafica mi risponde
Beh! Se esco con quelli della chat li devo attizzare un po prima eh
Come attirare l’attenzione in un vagone strapieno.

Pendolari. Siete una gioia.
Meglio di Beautiful

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Il Fastidioso

Ti siedi e già lo senti quel brivido sulla pelle.
Non puoi sbagliare.
Prendi il tuo kindle e quello inizia ad parlare con le due ragazze che ha di fronte.
Voce monotòno. Supponente. Io so tutto. Io sfotto tutti.
Si inietta come veleno tra le righe del libro.
Le due ragazze abboccano e seguono persino i suoi consigli sui mezzi da prendere per muoversi in città.
Finiranno a Roma, probabilmente.
Studenti universitari.
Non sta fermo.
Ogni due per tre prova la presa accanto al sedile per vedere se riesce a ricaricare lo smartphone.
Sostiene che tolgono la corrente alle prese apposta. Per non far litigare i pendolari.
Perchè una presa per quattro sedili di certo crea scompiglio.
Eh già.
Se non ci fosse lui con le sue genialate.
Il treno, diretto, si ferma.
Guasto sulla linea.
Analisi semantica dell’avviso del capotreno.
Ragazzo mio, è già tanto che avvisano. Ma vabbe. Tu sei un uomo navigato. Va da se che le cose le sai.
Io no, sono solo 11 anni che prendo questi treni. Menomale che ci sei tu a spiegare le cose.
Ooooooh chissà come ho fatto a vivere fino ad oggi.
Davvero.