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Masha

Masha è nata in Sicilia.
In strada.
Nei branchi di cani abbandonati e malati che percorrono quei paesini dove è già difficile vivere per l’uomo, pressato com’è dal lavoro che manca e dalla Mafia che ruba la dignità.
Lei piccina è stata fortunata.
Ancora cucciola è stata soccorsa da una volontaria che l’ha curata, sterilizzata e spedita al nord in cerca di adozione.
Perché qui è tutto più facile.
Basta entrare al canile alle 10 di domenica mattina per scoprire quante persone sono in coda per adottare un trovatello.
Masha di quella vita si è portata appresso una zampina senza un dito, la voglia di correre libera nei boschi e la socievolezza esagerata con gli altri cani.
Masha è stata poi adottata da una famiglia con bimbo piccolo. Ha vissuto per sei mesi in un appartamento per poi essere riportata in canile.
Ogni volontario ci ha raccontato una motivazione diversa: troppo vivace, non adatta all’appartamento, il bambino era allergico.
E così l’abbiamo trovata noi.
Di quell’esperienza si è portata appresso la diffidenza che le fa contenere l’esuberanza affettiva. L’amore per i bimbi e una sensibilità fuori dal comune che le permette di comprendere come rapportarsi con ogni persona.
Masha ora è a casa con noi.
E qui ci resterà per sempre.
Ci metterà un po’ a crederci davvero.
Lo so benissimo, perché nei suoi occhi vedo riflessa la mia anima.

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Dovremmo tornare tutti un po’ animali

Da qualche settimana covinvivo con due cavie.
Lady Oscar e Greta.
Due esserini piccini di cui non sapevo nulla sul loro stile di vita, finchè non siamo diventate coinquiline.
Sono animali timidi, paurosi che fanno fatica a socializzare con noi umani.
Ci vuole tempo. Pazienza.
Bisogna parlarci. Curarle.
Fermarsi. Sedersi per terra e coccolarle. Piano.
Perchè i movimenti bruschi le spaventano e corrono via.
Quando mi sveglio fischiano perchè vogliono la colazione.
Quando la ricevono ringraziano.
RINGRAZIANO.
Loro ringraziano. E vanno avanti un bel po’ a farlo.
Cosa che normalmente il genere umano ha scordato di fare.
Da’ sempre tutto per scontato.
Sono nate a maggio le piccine, oggi hanno 3 mesi.
Ieri gli ho costruito una nuova casetta. Comoda per loro e per me.
E per la prima volta Oscar non è scappata a nascondersi quando ha visto che volevo prenderla per metterla dentro.
E’ stata lì ferma. Guardandomi negli occhi.
Voleva esser presa in braccio.
Perchè ha capito che significa coccole.
Significa un giretto in terrazza.
Significa, che se fa caldo, gli riempio un catino d’acqua e giocano come se fossero in piscina.
Ha capito che non le farò del male.
Ha capito.
E presa in braccio ha fatto quel suono particolare, che un po’ ricorda le fusa del gatto.
E io ho capito.
Ho capito di essere esattamente come loro.
Ci vuole pazienza.
Perchè la fiducia si conquista con le azioni.

sopra Greta, sotto Lady Oscar :-)

sopra Greta, sotto Lady Oscar 🙂

#cookie

Sarà, ma l’unica cosa che riesco a pensare riferito ai cookie è un paragrafo di un libro.
Non certo alla normativa (ehi guardate lì nella barra alla vostra destra! Ecco, lì c’è la mia specifica sui cookie. Tanto non ve ne frega niente. Lo so. Nemmeno a me del resto. Ma senza queste normative noi poveri programmatori non avremmo di che lavorare. Capiteci. 😛 )
Comunque… dicevo?
Ah si…Deamon Black … e i cookie…

@Serie Lux - Deamon

@Serie Lux – Deamon

“Un biscotto?” offrì, tenendo in mano un biscotto pieno di scaglie di cioccolato.
Stomaco scombussolato o no, non mi era possibile rifiutare. “Certo.”
Un angolo della sua bocca si sollevò, e Daemon si inclinò verso di me, le labbra a pochi centimetri dalle mie. “Vieni a prenderlo.”
Vieni a prender…? Daemon piazzò metà del biscotto tra quelle sue labbra piene, assolutamente da baciare.
Oh, santi bambini alieni dappertutto…
Rimasi a bocca aperta. Parecchie ragazze sedute al nostro tavolo cominciarono a squittire come se si stessero trasformando in pozzanghere sul pavimento, ma non mi riuscì di trovare la voglia di controllare cosa stessero davvero facendo.
Quel biscotto – quelle labbra – era proprio lì.
Il rossore mi si propagò sulle guance. Potevo sentire gli occhi di tutti puntati su di noi, e Daemon… mio Dio, Daemon inarcò un sopracciglio, sfidandomi.
Dee finse si strozzarsi. “Penso che andrò a vomitare.”
– Onyx di Jennifer L. Armentrout