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Il ritorno

Ci sono.
Finalmente il periodo critico lavorativo è passato e posso riprendere un tran tran più tranquillo.


Peccato che tutto questo spremere di meningi ha esaurito il mio piccolo mini neurone solitario tanto da non riuscire più a formulare frasi di senso compiuto.
Ad esempio:
Al ritorno dal caffé con collega mi saluta una signora per strada, calorosamente. E cavolo non mi ricordo chi sia.
Ad un certo punto esclamo: “ah si ora ricordo! E’ la MARITA di X”

Ho esordito, in una riunione telefonica, con un “Si perfetto! Così tagliamo le gambe al toro” e per fortuna mi sono fermata solo a quelle……

e così via…
Insomma ho proprio bisogno di ferie, mi sento un po’ Dory adesso


Cosa stavo dicendo?

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Tempo di serie A e tempo di serie B

Consulente presso il cliente.
Per contratto la tua società di consulenza prevede 2 giorni a settimana di telelavoro, ma ovviamente il cliente preferisce averti “sul posto”.
Lavori mediamente tra le 8/9 ore, mangiando alla scrivania, e ciclicamente hai un sabato al mese dove è necessaria la tua presenza.
Sei una madre single. Riesci a far anche carriera nel tuo piccolo spazio vitale. Ti premetti di fare anche sport nel tuo tempo libero e di avere una vita sociale.

Il cliente, donna e madre.
Lavora part time. Perchè lei ha i figli, tu non puoi capire, ogni giorno deve fare qualcosa.
Torna a casa di corsa perchè deve almeno lavare il pavimento prima di andarli a predere a scuola, poi lei ha da fare la spesa, da stirare, lavare, poi il venerdì ha la palestra e invece che uscire all’una e 32 mininuti, esce a mezzogiorno.
Eh non puoi capire com’è stressata. LEI.
Lavora da casa 2 volte a settimana (sempre part time).
Ovviamente quando non è presente in ufficio, oltre al tuo lavoro, devi presentarti al posto suo alle riunioni, rispondere alle telefonate e delegare responsabilità.
Il sabato non lavora. Perchè lei ha i figli.

Premetto che non desidero un part time, non l’ho mai chiesto e non mi interessa (tanto col viaggio in treno non mi cambierebbe la vita).
Lavorare da casa quando ci sono gli scioperi invece si, molto.
Smettere di farmi carico del suo lavoro quando non c’è farebbe un sacco di differenza, o almeno prendere una percentuale del suo stipendio.

Detto questo si può capire che quando mi ha proposto di lavorare tutti i sabato a giugno la mia risposta sia stata molto educata, fine e per niente sincera:
COL KAZZO!

No stress. No party

Esci di casa all’alba perchè devi arrivare presto in ufficio per una riunione e, causa lavori in corso, il traffico verso la stazione è diventato estremamente esuberante.
Prendi il treno al volo mentre sorseggi un caffè d’asporto. Festeggi perchè riesci a sederti.
Arrivi in ufficio e un due tre Stella! Inizi subito la tua giornata di riunioni, ti viene concessa una pausa di circa mezzora alle 14 nella quale cerchi di far rientrare i tuoi bisogni fisiologici tra cui ingurgitare del cibo.
Esageri. Ti dai alla bella vita, e ti permetti di uscire al bar a prendere un caffè.
Chiedi la delega per una riunione, in quanto dovresti anche scrivere del sofware per un altro progetto in scadenza (ovviamente togliendo il cappellino da analista per indossare quello di sviluppatore, perchè assumere personale se hai consulenti multitasking?)
Ottieni di poter seguire la riunione al telefono, alla tua scrivania.
Così mentre un lato di te ascolta il bla bla bla l’altra te digita freneticamente sulla tastiera una marea di if then else cercando di stare nei tempi di consegna.
Alle 17.50 termina la riunione.
Saluti tutti e corri sperando di riuscire a prendere il treno.
Ti lanci al volo sul vagone. Prendi fiato.
Corri casa. Traffico bloccato.
Arrivi più o meno in concomitanza con tua figlia.
Cerchi di preparare una cena mentre lei ti inonda di parole raccontandoti la sua giornata (intanto ti ripeti di goderti questi momenti di non silenzio, perchè tra qualche anno entrerà nel terribile e temuto periodo adolescenziale)
Sgombri al volo lo stendino, avvii la lavatrice.
Ti siedi a cenare.
Finisce la lavatrice.
Stendi.
Pulisci la cucina.
Arriva l’ora per spedire a nanna Puffetta e ti accorgi che il suo letto è ancora invaso dai vestiti che hai tolto dallo stendino.
Nooo.
Non ce la posso fare.
Puffetta dai, stanotte dormi nel lettone. I vestiti li sistemerò domani
Lei ti guarda, ovviamente felice, e ti spara così a bruciapelo:
Certo che mamma, sei proprio una scansafatiche. Non hai nemmeno piegato la biancheria

cose da Donna Laura

Stamattina, causa la congiunzione astrale straordinaria di giove-venere-luna-marte-plutone, mia figlia si è svegliata da sola, fatto colazione-lavato-e-vestito in tempo record.
Ho avuto uno shock così grande che mi sono ritrovata a dovermi mettere ancora le scarpe e lei già aveva su la giacca. Un evento cosmico.
Usciamo, per la prima volta da… da… non so quando, serene, senza correre giù dalle scale.
Con calma tiro fuori la macchina dal box.
Non sgommo sullo scivolo di uscita e riesco persino a canticchiare sulla strada verso scuola.
Arriviamo, serenamente, al pre scuola in orario perfetto.
Da piangere dalla gioia.
Le dico “Che bello Puffetta oggi riesco a prendere il solito treno nonostante debba lasciare la macchina dal meccanico” (e ovviamente andare a piedi fino in stazione).
Momenti di gioia estrema. Uccellini che cantano. Cielo..si vabbe’ non esageriamo, la nebbia c’era eh.
Insomma felice e sorridente scendo dalla macchina e…


mi si rompe il tacco.


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Ps: il titolo del post “Cose da Donna Laura” deriva da un mio ex capo che etichettava così questi miei “inciampi di vita” .

Open Space

Provi a chiamarmi che ho la segreteria del cellulare che è strana?
Certo che è strana! Chiamo te e rispondono i vigili di Tricarico!!

Vedi? Il calciatore X non è tanto alto. Solo unovirgolasette!
Cos’è un mobile ikea?

Allora stasera ci vediamo…
Messaggio vocale di whatsapp ascoltato a tutto volume. Portate pazienza ha una certa età, e li ha appena scoperti.

Vedi? Vedi come sto bene? Lo scudo si intona perfettamente con l’armatura e la spada. Vedi?
Si certo
Collega che si fa gli screenshot del suo personaggio in un gioco e me li mostra .

Mi mandate i servizi sociali?
ho diritto all’assegno di accompagnamento secondo voi?

Momenti catartici #VM18

Ci sono momenti in cui tutto ti diventa chiaro.
Finalmente comprendi come mai le persone si comportano in un certo modo.
Per me è accaduto quando ho visto il profilo di fb di una con cui lavoro, per fortuna solo virtualmente tramite mail, grazie al CLIENTE (sottolineo CLIENTE stesso) che è suo amico su fb.
Adesso.
Parliamone.
Non lavoro nell’industria del porno. Nemmeno per le escort.
Normalissima programmatrice consulente.
“Consulente” anche questa portatrice sana di meloni.

Screenshot_2015-10-30-14-07-07

Mah.. amor mio. Ti sembra normale chiedere amicizia su FB a colleghi e clienti (NO PORNO. Ricordo non lavoriamo nel settore PORNO) con questa foto!?!?!?!?!?!?
Ok. Abbiamo capito (viste le tue mail) che di intelligenza non eccedi.
Eccedi in altro.
E ora, grazie a te, comprendo anche perchè sono tutti così maiali qui dentro.
E certo. Sono abituati a persone come te, danno per scontato che siano tutte così.
Ce ne vogliono di bastonate per insegnargli che le donne sono altro.
Hai voglia.

presa da FB

presa da FB

non mi sento bene per niente

Si inizia una nuova avventura.
Puffetta va alle elementari.
La prima assemblea di presentazione.
Tutto nuovo.
E tutto si ripete.
Una mamma chiede dove ritirare modulo per delega per il figlio, perchè non può presentarsi lei la prima settimana.
La maestra risponde aggressiva, giudicando, criticando la madre che non sarà presente.
Di nuovo.
Stessa solfa dell’asilo.
I maestri nel loro mondo di fiaba.
I genitori nella realtà di una società che non ti aiuta in NIENTE.
Vorrei solo spendere due parole verso chi critica e giudica una madre lavoratrice.
Una mamma a tempo.
Perchè, signora corte suprema, lei cosa ne sa dell’inferno che vive quella madre?
Del fatto che il suo datore di lavoro non le concede più di un giorno di ferie, perchè “se ti lamenti vai, vai pure. Tanto fuori dalla porta ci sono altri cento disposti a prendere il tuo posto
Magari è una mamma sola, come una mia collega.
Non ha più i genitori, il marito è morto. Si appoggia ad una babysitter.
E DEVE lavorare, per pagare il mutuo, per mantenersi.
Voi, che giudicate così dal vostro pulpito.
Voi, vi siete mai interessati alla vita degli altri?
O continuate a vivere felici nel vostro mondo di zucchero filato?

Ditemi ditemi
Vi ascolto.
Raccontatemi la Vostra storia.