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Conto alla rovescia

Ultimi due giorni.
Mi è stato richiesto dalla mia ex società di restituire il premio produzione del 2014, hanno chiamato anche l’altro collega dimissionario.
La risposta la potete immaginare da soli.

Sabato sono venuta a lavorare. Il mio badge non funzionava. Le guardie mi hanno dato un sostitutivo che però non apriva la porta al piano.
Ho dovuto citofonare e giustificare pure la mia presenza in ufficio.
Non ero obbligata a lavorare il week end, l’ho fatto per correttezza e per concludere il progetto che avevo seguito.
In quel momento mi sono pentita di essere una persona onesta.

Oggi sono qui per fare gli ultimi passaggi di consegne.
Non hanno fatto gli ingressi al ragazzo, che è tornato alla sua società.

Tre persone hanno preso ferie la prima settimana in cui inizio nel nuovo posto di lavoro.
Paura eh?

Sono così felice di osservare tutto ciò dall’esterno e di non subire più la loro incompetenza.

Mi dicono che sorrido troppo in questi giorni.
Chissà perché.

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Matrix

Devi lasciarti tutto dietro, Neo. Paura, dubbio, scetticismo. Sgombra la tua mente.

Il corpo non ha più retto la gioia di essere uscita dal sistema Matrix così da un mese circa ho la febbre, torno al lavoro 3 giorni, ho di nuovo la febbre, torno al lavoro 2 giorni…febbre
Nel frattempo ho assistito a cose che voi umani…
Ci sono persone che credono a quanto racconto solo perché mi conoscono  e sanno che non sarei mai in grado di inventare una storia così ai limiti della decenza.
Altre mi credono solo perché conoscono le persone interessante nella vicenda e sanno che sono così pessime.

Dopo 13 giorni dall’evento “sedia” (leggere il post sotto per i dettagli) ho ricevuto una telefonata dall’essere poco umano che mi dice
Ho saputo che si è lamentata di noi
si è vero
La chiamo per dirle che non è vero che ci siamo comportati così, che noi non siamo quel genere di persone…
Senta ho la tracheite e nessuna voglia di parlare, quindi mi dica cosa vuole
Volevamo dirle che visto che lei non è contenta del nostro operato noi non le faremo una contro proposta
Ho riso. Di gusto.
Ho riattaccato e messo nell’elenco dei rifiutati tutti i loro numeri.
Per fortuna è finita e non dovrò più interagire con persone così poco professionali e veramente cafone.

Oggi le due persone a cui sto facendo passaggio di consegne sono in ferie, io vado anche ammalata per correttezza nei loro confronti e loro vanno a sciare.
Credo di aver detto tutto con questa frase. Non c’è da aggiungere altro.

Poco fa il cliente mi telefona per chiedermi i preventivi per i progetti di Maggio.

Trovo tutto ciò al limite dell’assurdo.
Per fortuna tra nove giorni tutto questo sarà finito.

Secondo voi mi chiameranno anche quando sarò nel nuovo posto di lavoro?

L’importante è che vi portate le sedie da casa

Qualche giorno fa ricevo una mail dalla società che ci subappalta che mi invita presso la loro sede.
Viene specificato SOLO l’indirizzo.
Giusto per divertirmi decido di recarmi all’appuntamento.
All’ingresso mi presento e dico che sono stata invitata presso la loro società.
Nessuno sa nulla.
Inizio già a ridere.
Mi mandano da una segretaria all’altra (da piano terra al 4 piano)
Mi chiedono chi mi ha invitato.
Faccio vedere la mail.
Telefonano.
Alla fine si presenta uno che mi chiede di seguirlo.

Certo che se vogliono farmi una controproposta già non si sono presentati bene.
Rido tra me e me.

Mi fa entrare in una stanza dove ci sono due scrivanie ai lati opposti.
Ognuna con una sedia.
Mi fa cenno verso la scrivania più lontana dicendo di accomodarmi pure.
Sto per sedermi quando mi dice
No! prendi la sedia e vieni qui

silenzio

lo guardo

penso ai corsi di comunicazione che ho fatto nel corso degli anni.
Su come presentarsi ad un colloquio, su come far sentire a proprio agio l’interlocutore.
prendi la sedia
Che mancanza di rispetto.
Quanta maleducazione!

Sposto la sedia.
L’essere poco umano telefona alla responsabile del personale.
Sento dall’altra parte una donna che risponde “non sapevo nulla, stavo andando in Brera. Torno indietro

mmmmm….
Ma che controproposta vogliono fare con queste basi?
Vediamo

Arriva , si presenta.
L’essere poco umano le dice che sono una sua vecchia conoscenza.
Rispondo che è la prima volta che ci parliamo.
Bugia 1 smascherata.
Poi continuo:
Scusate, vorrei capire perchè sono qui. Due anni fa il cliente vi ha chiesto di assumermi ma non ho ricevuto nessuna comunicazione. L’anno scorso una società che lavora con voi mi ha proposto di passare sotto di lei.
Ho accettato. So che si sono presentati qui e che voi avete bocciato il passaggio. Ora perchè siete improvvisamente interessati a me?
La responsabile del personale sgrana gli occhi.
Guarda l’essere poco umano che risponde che le due richieste si sono fermate all’ufficio commerciale perchè il cliente non era d’accordo.
Gli faccio nuovamente presente che la richiesta era partita dal cliente.
Bugia 2 smascherata.

La responsabile del personale mi dice che non hanno una controproposta in quanto non conoscono quanto mi offrono dall’altra parte.
Le faccio notare che i due responsabili che hanno fissato questo incontro sono a conoscenza di tutti i dettagli dell’altra offerta, come fanno loro a non saperlo?
Bugia 3 smascherata.

A questo punto domando “Scusate perchè sono qui?
Volevamo capire se era interessata ad una controproposta
….
Li guardo per i poveretti che sono:
Sentite avete licenziato una persona l’anno scorso. Mi sono ritrovata a lavorare per un mese tutti i week end per coprire il suo lavoro, oltre al mio. Ancora oggi faccio il suo lavoro, il mio che consiste dalla raccolta dei requisiti dell’utente alla programmazione, ai system test, alla certificazione alla messa in produzione.
Inoltre il cliente ha deciso di passarmi anche il lavoro di un loro dipendente.
Quindi al momento sto facendo il lavoro di 4 persone, sottopagata.
Negli altri team sono state sostituite delle persone con dei ragazzi giovani, impreparati. Li sto formando io.
Quindi ora ditemi, con questa prospettiva futura di lavoro, perchè dovrei rimanere?
“Se vuole poi la spostiamo su altri progetti. Guardi ci pensi. Ora dobbiamo andare, abbiamo altri impegni. Però lei ci pensi.

Si ci penso. A cosa?
Scusate non ho capito a cosa devo pensare….
Alla controproposta senza soldi?

Considerazioni post licenziamento

Il cliente è tra le lacrime e le crisi di panico.
Per sei anni mi hanno detto che “purtroppo non si può assumere” adesso stanno implorando agli alti piani.
Forse dovevano pensarci prima, io di rimanere qui non ho voglia.

La mia società di consulenza ha affermato che mi sostituiranno con 4 persone.
Q U A T T R O.
Perché quando dicevo che avevo un carico di lavoro eccessivo ed ero sottopagata nessuno mi ascoltava?
Sto ancora ridendo per le 4 persone.

Il cliente gli ha risposto che 4 non ne fanno una del mio calibro.
Interessante.

Però nessuno ha mai pensato di riconoscere le mie capacità e il mio valore.

Intanto è venerdì pomeriggio e io, che mi sono licenziata, sono l’unica presente a lavorare.
Gli altri se ne sono andati a mezzogiorno.

Mi sento un po’ fessa. Voi che dite?

Meglio di camera café

 

@Aggretsuko

Il genio. Il mondo lo sorregge lui. Se non ci fosse credo che la terra ruoterebbe in senso inverso.
Noi in confronto siamo tutti stupidi. Figuriamoci io che sono donna, si sa che il maschilismo negli uffici regna sovrano, ma provate a far carriera in ambito informatico. Scoprirete livelli di misoginia irraggiungibili.
Lui è quello che arriva quando vuole, tanto è intoccabile.
Ha cinquant’anni e le sue conoscenze tecnologiche si fermano appunto a 50 anni fa.
Arriva in ufficio, ci resta 10 minuti, e poi sparisce.
Ai suoi superiori non risponde neppure più al cellulare. Si arrabbia persino se lo convocano per cercare di farlo lavorare.
Lui? Il genio? Ma come? La sua presenza è più che sufficiente per giustificare lo stipendio no?

Oggi, durante una call, appoggia le cuffie, si alza e se ne va.
Dalle cuffie dopo un po’ si sentono persone che lo chiamano. Chiedono se c’è ancora.
Passano dieci minuti. Sento ancora che lo chiamano.
Il suo compagno di banco, anche lui in call, avvisa che è momentaneamente fuori dall’ufficio e cerca di rintracciarlo.
Umiliato e vergognandosi un po’ lo chiama al cellulare.
Dopo 5 minuti si ripresenta al suo posto borbottando.
Il compagno di banco cerca di dargli delle gomitate per invogliarlo a rispondere quando gli fanno delle domande.
Lui grugnisce risposte, poi nuovamente prende e se ne va abbandonando tutti.
Il compagno di banco mi guarda. Scuote la testa affranto.

Se il cliente rinnova il contratto per il 2019 di certo non è per il suo lavoro, è per carità.

Sono giorni difficili

Cerchi Treno che non c’è, o forse c’era, è sparito. Rapito?
Chiamate “Chi l’ha visto?”
Si è perso Treno, indossava un vagone bianco e verde con la scritta Trenord.
Avevamo appuntamento alle 7.40 ma alle 8.00 ancora non si è visto.
Non riusciamo a contattare nemmeno i suoi altri amici treni, che in effetti dovevano passare di qui ma non si sono visti.
Sono fuggiti tutti?
Li hanno rapiti?
Hanno fatto la fuga di vagoni all’estero? Oltre ai cervelli fuggono anche loro?
Dateci notizie.
Noi pendolari siamo preoccupati.
Sono mesi che Treno o non si presenta all’appuntamento, o sta male lungo il percorso e si ferma a riposare, oppure ci mette due ore per fare una tratta di venti minuti.
Magari è convinto che dobbiamo andare a Firenze e cerca di rispettare quei tempi.
Insomma ditecelo che non si può più raggiungere Milano per via di terra: né con autostrade, pullman o treni.
Ditecelo che proviamo via aria e acqua.
Inizierò a risalire il Naviglio , magari risolvo il problema.

Si cercano soluzioni alternative. Treno si sa, ci sta abbandonando dopo una lunga agonia.

Avrei bisogno di un barcaiolo. Ne conoscete qualcuno? Ho provato a sentire Caronte ma ha detto che è troppo preso col lavoro.

Fermate i Folletti!

Il problema è grave.
Oggi lavoravo dalla Torre (se non sai cos’è la Torre leggi il post precedente) .
No.
Non è proprio così.
Oggi mi sono recata alla Torre.
Punto.
All’ingresso mi hanno chiesto come mai il mio badge non fosse ancora abilitato, come se io fossi la Regina del Castello e avessi il potere di comandar i Vassalli.
Oggi mi sono recata alla Torre.
Punto.
Dovevo fare dei test riguardanti dematerializzazione e stampe, per accertare che i lavori procedessero bene.
Insomma pensavo di lavorare.
Voi perchè vi recate in ufficio altrimenti? Per il buonissimo caffè al detersivo delle macchinette?
Insomma dicevo che pensavo di lavorare, invece scopro che la mia utenza è bloccata e non posso accedere ai programmi che mi servono.
Posso navigare in internet, ma lavorare no.
E così inizia l’epopea dei ticket.
Apra un ticket all’assistenza cippolotti per sbloccare l’utenza
e il mio responsabile apre il ticket al posto mio, perchè con utenza bloccata secondo voi il ticket come lo apro? Con la forza del pensiero?
L’assistenza cippolotti suggerisce di aprire un ticket alla rete perchè la colpa è loro.
La rete specifica che la colpa non è loro ma di cippollotti.
Alla fine esasperata, alle due del pomeriggio, mi intrometto specificando che fuori dalla loro rete non riscontro problemi a lavorare.
impossibile” decretano i grandi geni.
Sicuramente è lei che di notte ha tentato di loggarsi alla macchina è ha sbagliato password.
Certo.
Sicuro.

Prendo il mio portatile.
Riprendo la metro.
Il treno.
L’auto.
Torno a casa.
Mi collego alla mia dsl da poveracci, che non può paragonarsi a quella della magica Torre, e….
FUNZIONA!
ma dai…. l’avreste detto?

@fiabe dei nonni

 

Nel frattempo però ho preso da parte tutti i magici folletti e gli ho fatto la ramanzina.
Insomma devono smettere di utilizzare il pc per lavorare al mio posto di notte.
Questi folletti….