Sono nell’Altrove

Ieri sera mi fermo a rinnovare l’abbonamento in piscina, mio e di mia figlia.
Prendo il numerino e scopro con orrore che:

Vabbe mi metto l’animo in pace e attendo.
Entra un gruppo di 5 signore. Più o meno avranno la mia età, ma mia mamma è molto più giovanile di loro.
Accalappiano il ragazzo del servizio informazioni.
Giunge il mio numero e loro sono ancora lì.
Sento una di loro chiedere “possiamo fare una visita guidata agli spogliatoi?
Il ragazzo, con una calma da premio nobel, risponde:
Hanno le piastrelle, le docce, le cabine e le panche come ogni altro spogliatoio, durante i corsi non posso farvi entrare
Allibita per la richiesta delle sciure esco un po’ frastornata e intanto prego che non si iscrivano al mio di corso.

Oggi in pausa pranzo scendo al supermercato vicino all’ufficio a prendere qualcosa da mangiare.
Mi metto in coda alla cassa.
Arriva un signore anziano col bastone e la borsa piena di acquisti, mi dice:
Si sposti!
Lo guardo e gentilmente gli faccio notare che sono in coda.
Risposta: “Non me ne frega un kazzo” e alza il bastone in aria.
Tutta la fila si sposta e lo lascia passare.
Tutti muti. Si spostano come l’acqua quando lanci un sasso.
Cambio cassa.
La signora davanti a me mette nei sacchetti, con caaaaaaaaaaaaaaaalma, la spesa.
Quando giunge l’ora di pagare lascia tutto lì: borse, portafoglio, borsetta, e sparisce nei viali del supermercato.
Io allibita guardo il cassiere e gli chiedo:
Ma i vostri clienti sono tutti così?
Lui bianco da madonninamiamangiaunpodicarnecheseisciupato, occhi grigi senza colore, mi riponde:
Signora qui consideriamo strani quelli normali

O questa è una candid camera o inizio terribilmente a pensare di essere fuori posto.
Oppure sono in un universo parallelo. O in un racconto di S. King!
Aiutatemi.

 

ps: il titolo del post è una citazione tratta da un romanzo di S. King La storia di Lisey.

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Pilates è uno sport per anziani

Senti… a me fa male la schiena stare in questa posizione
Minkia che lombalgia che hai
Grazie. E’ sempre bello ricevere complimenti dettati così dal cuore. Sognavo da tempo che un uomo mi dicesse una frase del genere.
Secondo te stellina perchè sono qui a fare pilates e non zumba che è nella stanza accanto?
Forse sbaglio qualcosa nella posizione?
Bimbino bello che mi fai triathlon con la stessa facilità con cui io mi mangio la tavoletta di cioccolato fondente, te lo devo suggerire io?
Ma la smetti di fissare la mia schiena? Mica sono un reperto storico. Oh si?
La devo brevettare? Devo sentire il museo ?
Eh si. Allora prova a ruotare il bacino, ora tieni contratti gli addominali qui…
e arrotati a destra

Alla fine tutti che ridevano e ciao alla posizione.
Ma LORO no.
LORO due tenevano la posizione. Fissi. Immobili. Perfetti e statici.
Gli unici due anziani del corso che fanno tutti gli esercizi senza manco un dolore o un po’ di tremarella.
Niente.
Ma un po’ di artrite almeno la soffrite?
Una soddisfazione me la potete dare?

Freschezza. Horror story sui bagni

Donne all’ascolto, questo post è per noi.
Noi che dobbiamo arrangiarci con bagni pubblici apocalittici.
Noi che viaggiamo con la pochette del sos bagno sempre super attrezzata.
Che prima di partire per le vacanze controlliamo che sia pronta ad ogni possibile evenienza.
Ecco.
Ora pensate di essere in ferie e di terminare le vostre salviettine (e non parlo di quelle struccanti).
Quelle che usate sempre, amate e fidate.
Quindi vi recate nel supermercato del luogo e cercate il sostituto che più vi aggrada.
Poi pensate di essere al mare. Di aver fatto trekking fino ad una spiaggia.
Di aver nuotato. Giocato con castelli di sabbia e di esser state sepellite vive da vostra figlia.
Ora la fame vi raggiunge.
Così, prima di pranzare, andate in bagno con la vostra immancabile borsa da spiaggia.
La borsa da spiaggia consiste in una valigia che si crede una borsa e che generalmente si porta sulla spalla fingendo una leggerezza e una disinvoltura che nemmeno il camion da rimorchio che trasporta una smart riesce ad avere.
Ma noi donne si.
In quella borsa, alleggerita dei grammi di due teli mare, si trova l’intero bagno di casa.
Mary Poppins levati che qui noi non scherziamo.
Quindi, con suddetta pochette, mi reco alla toilette del bar della spiaggia.
Il tanfo misto schiuma di mare, pesce morto nel 2003 e piscio che ti assale ti fa desiderare ardentemente di poter espellere i tuoi liquidi in altro modo.
Se Mork beveva da un dito noi non potremmo fare pipì da un orecchio? No?
Ti fai coraggio.
Poggi il primo piede e senti scricchiolare la sabbia bagnata che fa da tappetino.
Infili la mano nella mini pochette che ti porti sulla spalla e inizi la drammatica ricerca della tua bustina sos bagno.
Nella ricerca ritrovi anche gli occhiali da sole che credevi da aver perso nel 2000. Due conchiglie e una quantità di sassi da poter rifare piazza San Pietro.
Preghi che tua figlia abbia rilasciato in mare il granchio catturato mentre continui al ricerca.
Trovi finalmente le salviettine.
Effettui una pulizia dell’asse del cesso che possa superare i controlli della scientifica.
Bene.
Ora bisogna solo appoggiare la borsa.
Dunque.
L’appendino?
No, non c’è.
Il lavandino?
No, ecco mi sembra abitato. Vedo che i batteri hanno costruito un intero villaggio vacanze. E’ scortese disturbare.
oh! Il bidoncino con coperchio!
Cerchi di appoggiare la borsa mare sopra, con il risultato che ti ricorda tanto un’immagine che hai visto su facebook dove una donna non proprio esile guidava un motorino che scompariva nelle sue sinuose curve.
Allora decidi di stare in equilibrio mentre fai pipì e con una mano tenere la borsa in equilibrio sopra il bidoncino.
ok. Ce la posso fare.
Mi sono allenata anni per questo.
Rocky Balboa dei cessi.
Bene.
Ora non resta che usufruire di quelle deliziose salviettine che hai acquistato.
Rinfrescanti.
Il sapore di menta ti raggiunge le narici passando però per tutti gli organi interni.
Sei al mare, all’isola d’Elba, ma improvvisamente senti il fresco e il profumo degli abeti di Canazei.
Esci dal bagno tutta rigida e cerchi di contenere le lacrime di gioia estrema che vorresti sgorgare.
La tua amica ti guarda e chiede timidamente “Tutto bene?
Dici solo due parole “salviettine rinfrescanti
E ti capisce immeditamente.
In questi momenti la solidarietà femminile è forte.

Il ritorno

Salve, mi scusi dov’è il compressore per gonfiare il lettino?
La mia vacanza è iniziata così. Una semplice domanda al bagnino pisano.
signo’ ci penso io
Ma no guardi, se mi dice dove si trova lo faccio io
Ma no signo’. Stia qui. Non mi segua eh
E lo vedo partire col nostro lettino fucsia verso la pineta.
Io e Puffetta ci guardiamo in faccia un po’ confuse. Ma lui è il bagnino. Si sa che in spiaggia è lui che comanda.
Lo vediamo rispuntare dalla pineta col nostro lettino gonfiato.
Spero tanto che non sia a gas naturale, ma preferisco non codividere con Puffetta tale pensiero.
Lo ringraziamo e ci avviamo verso il nostro ombrellone.
Strada facendo vedrai (diceva la canzone)
Ecco noi abbiamo visto, e visto benissimo, che il nostro bagnino parente di Schiettino doveva essere.
Perchè il lettino l’ha gonfiato sì, ma non ha chiuso le bocchette!!!!
A questo punto ho pregato per non dover aver bisogno di lui.

Per fortuna non posso dire altrettanto del bagnino dell’Elba che, non ho fatto in tempo a dire “Puffetta stanno uscendo delle bolle“,  lui è apparso da nulla con una pietra bollente in mano.
E ha declamato”E’ una medusa. Tenga su la pietra bollente per tre minuti e passa tutto
ed è scomparso.
Tipo apparizione da supereroe della Marvel per intenderci. Mi auguro senza tutte le pippe e le paranoie degli stessi personaggi.

Ultima tappa della vacanza è stato un casale vicino a san Gimignano, giusto per riposarsi dalle ferie prima di ripartire.
Posti meravigliosi. Pace e armonia. Viti e porconi volanti ogni dove.
Devo essere sincera, la cultura in fatto di santi dei proprietari è altamente specializzata. Secondo me hanno studiato dalle suore, si vedono i risultati.

Il rientro è stato tranquillo. Abbiamo deciso di prendere la direttissima per Bologna. Gallerie così lunghe non le avevo viste mai, per un momento ho temuto di spuntare direttamente sulle dolomiti.
La Variante fa Firenze – Bologna per intederci. Definita direttissima, pertanto perchè mettere delle aree di sosta o stazioni di servizio. Che direttissima sarebbe altrimenti?
Bene.
A Firenze mi è scappata la pipì.
Ho attraversato Erebor, incontrato i nani, intravisto Bilbo e schivato il drago.
Ma di fermarmi per fare la pipì niente.
Fino a Bologna ve la dovete tenere. Fatevene una ragione.

Siete curiosi di vedere le foto delle vacanze?
Le trovate qui: https://www.instagram.com/lachan777/

I bagnini però non ci sono. Mi spiace deludervi 😛

Credevo che oggi fosse giovedì

Da sabato sono ufficialmente in ferie, ma il mio unico neurione ha deciso di scioperare per sfruttamento.
Non riesce più a tenere a mente nulla e nemmeno a sopportare i colleghi di ufficio.
I soliti difetti comportamentali, che durante l’anno vengono egregiamente ignorati e accettati con un sorriso, ora sono diventati insopportabili.
Appena si avvicina qualcuno alla scrivania il mio senso di fastidio e disagio sale ai massimi livelli.
Non vi dico la gioia di fare riunioni su riunioni per organizzarsi i lavori di settembre. Sto in estasi ogni volta. Mi sveglio ogni mattina pensando “che bello! anche oggi una riunione! Evvai!”
Sono proprio felice quando suona il telefono.
Ogni volta che arriva una mail faccio la ola e mi alzo in piedi eseguendo la danza della vittoria.
Mi commuovo quando timbro l’ingresso al mattino.
Adoro poi condividere il mio viaggio coi pendolari.
Insomma sono proprio serena, felice e rilassata in attesa di mettere i miei piedini nell’acqua salata.
Ah si, unica pecca questo sfogo alla base del collo.
Il dottore dice che non c’è da preoccuparsi. E’ solo eritema da stress.
Stressata? Chi io?
Ma va!!!!

MILF

Erano gli anni 90′ quando scoprii che esistavano queste categorizzazioni.
Cresciuta pensando che una mamma è una mamma e basta, mi ci volle un film per comprendere che in effetti anche le mamme sono donne.
Poi crescendo mamma lo sono diventata anch’io, ma ho scordato tale definizione talmente persa in quel ruolo.
Poi magicamente raggiungi l’età dei fatidici quaranta e scopri intorno a te un modo nuovo che ti lascia ..ecco..si …un po’ perplessa.
Di cosa parlo?
Beh ultimamente va di moda rilanciare il corpo delle e dei cinquantenni, quindi la rete è invasa da vip praticamente nudi che esaltano il proprio corpo ancora ggggiovane.
Beh ci sta. Sono VIP e di quello vivono.
Ma questo meccanismo mentale si è esteso alle persone normali.
In poche parole dal vicino della porta accanto, alla mamma del compagno di classe di tua figlia, al cassiere del supermercato….  .
Tu sei lì, magari in treno, e ti trovi aggiornamenti fb con immagini del profilo di pseudo nudi (parte intime coperte da un cuscino), oppure foto che fanno intravedere appena appena un capezzolo, e così via…

Ecco questo un po’ mi lascia a bocca aperta e con un senso di disagio che non so bene dove posizionare.
Perchè quella persona un po’ la conosco, ci scambio quattro chiacchiere magari fuori da scuola, al centro estivo, oppure al bar prima di prendere il treno o al supermercato.
E poi di colpo ti vedi piantato in faccia un vedo e non vedo che ecco..insomma… preferirei non vedere del tutto.
Ammiro tantissimo la vostra autostima e comprendo il desiderio di condividere la gioia dirompente che esternate amando il vostro corpo.
Un “beate voi” mi nasce dal centro del mio ombelico circondato di ciccia.
Ecco però… migrarlo su altri canali che non siano facebook dove tra i vostri contatti magari c’è pure la suora che fa catechismo a vostro figlio….
Non è ciò che fate il problema, ma il luogo dove lo fate.
C’è un enorme differenza nel camminare in riva al mare in costume o farlo in piazza Duomo a Milano.
Vi pare?

Vai avanti tu che mi viene da ridere?

Estate.
Rallentare.
Godersi la calma derivante dalla spossatezza del caldo.
Le cicale che stridono
….
Fammi guardare il calendario del centro estivo, cosa abbiamo?
Ah si, Lunedì compiti delle vacanze, bisogna ricordarsi il libro.
Martedì giochi d’acqua, richiesto asciugamano, costume e ciabattine. Un cambio.
Mercoledì piscina, ricordarsi merenda, crema solare, costume, cambio..etc..
Giovedì gita, preparare pranzo al sacco
Venerdì? Ah si, gare sportive. Pranzo al sacco….

Poi finisce che arrivi di corsa in stazione, prendi il treno al volo , stra pieno e corto perchè è estate.
Salti su e…
Dove ho lasciato Puffetta?
Non ricordo più se l’ho portata al centro estivo.
Oddio.
L’ho lasciata a casa da sola?
Oppure in macchina?
In preda al panico prendi il cellulare per chiamare tua mamma, ma hai il cellulare nuovo e non trovi i numeri in rubrica e …

ti svegli…

stamattina sono rimasta al centro estivo almeno 10 minuti a fissare Puffetta per imprimermi che fosse davvero lì e che potevo stare tranquilla.

ho bisogno di ferie….