Ops!

Ma che forse,  forse, mi sono scordata di fare un post sul Natale?
Oh mannaggia…facciamo così: fingiamo che gli auguri ve li ho fatti e voi avete letto un bellissimo post pieno di glassa, cannella e omini di pan di zenzero.
Ci state?
Bene.
Ecco.
Ora posso tornare me stessa.
La settimana di Natale, siccome ci sono così pochi impegni, la scuola ha messo anche il ricevimento con gli insegnanti.
Mi ha colpito moltissimo la descrizione di Puffetta fatta da un insegnante quando le ho riportato una problematica segnalata da un altra mestra che, ecco, mi ha lasciato un po’ perplessa.
Costei ha evidenziato che mia figlia socializza poco coi compagni, ne predilige pochissimi.
Dire che sono caduta dal pero, dal melo e dall’ippocastano è minimizzare la cosa. Puffetta asociale?
Ma se tampina chiunque incontra in giro?
Riporto la segnalazione ad un altra maestra che mi guarda ed afferma:
Puffetta è una bambina che ha un mondo interiore molto ricco, lei basta a se stessa. Sono sempre gli altri a cercarla perchè lei non ne ha necessità.
Credo che cerchi solamente pochi bambini che la stimolano, perchè tutti i giorni vede sempre le stesse persone e alla fine si annoia. Non tutti sono ricchi come lei.”
Ah…
In pratica mia figlia di otto anni è riuscita ad essere ciò che io sono diventata a quarantanni, lavorando molto sulla mia crescita personale.
Ottimo direi.
Per alcuni è un problema?
Ehhhh pazienza.
Andate dallo psicologo che vi spiega il percorso per giungere a tale consapevolezza.

La noia delle persone.
Come la capisco!
Stamattina sono rientrata in ufficio e appena ho visto lo stesso teatrino, le stesse vittime incomprese del mondo, le stesse frasi che si ripetono sempre uguali, ho preso e mi sono seduta alla mia scrivania.
Il silenzio è una grande virtù. Starmene per i kazzi miei ancora di più!

Ieri, verso sera, guardo il cellulare e mi ritrovo 29 messaggi sulla chat del condominio. Madonna cos’è successo?
Eh niente. Un vicino di casa ha visto le finestre aperte di un altro vicino, che essendo appena arrivato in chat non era ancora stato inserito, preoccupandosi dei ladri.
Interessante.
Una merea di botta e risposta.
Una che dice: fammi sapere che chiamo l’amministratore per recuperare il suo numero. A santo Stefano? Povero amministratore….
Leggo tutto e penso: ma invece che scrivere sulla chat, suonare il campanello e chiedere “tutto bene?
Come al solito: mi sono fatta i kazzi miei.
Un vicino, che identifico con sano di mente, scrive invece: “questo è il numero di telefono di X. Aggiungetelo nella chat. Comunque è in casa e ha solo bruciato da mangiare e ha aperto le finestre per far uscire il fumo”.

Capisco che il mio modo di essere, e quello di Puffetta, crea scompiglio.
Noi siamo nate solo il segno dell’agire. Si fa ma non si dice.
Mentre la gran parte delle persone esaurisce le energie vitali parlando.

Oh prima che mi dimentico!
Buon anno!

Stavolta mi sono ricordata eh!

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