Milano e il panico bomba

Dopo gli ultimi attentati a Milano si è scatenata la sindrome bomba.
Ieri la mia mica PinaLaPeppina è rimasta bloccata in un negozio perchè una povera turista si è scordata una valigia.
Addesso mi immagino la scena.
Sola con figlioli stanchi ed esausti per aver girato milano. Un’ora di attesa per il proprio treno.
Shopping.
Entra in negozio e appoggia le valigie un secondo in un angolo.
Sceglie due vestiti.
In camerino se li prova mentre i bimbi iniziano a litigare.
Cerca di calmarli.
I bimbi fanno dentro e fuori dal camerino.
Lei che li sgrida mentre si copre il giusto per non uscire in mutande per il negozio.
Sfinita. Sudata. Esausta. Compra un vestitino senza sapere più se le stava bene o se era quello il colore che voleva.
Cerca di recuperare i bimbi che giocano a rincorrersi tra i vestiti del negozio facendone cadere due.
Li riprende.
Al piccolo scappa la pipì.
Chiede cortesemente alla comessa se può usare il bagno.
Paga.Ritira portafoglio in borsa.
Cerca di tenerli per mano.
Recupera una valigia e si incammina verso la stazione.
E la mini valigia rimane lì dimenticata.
Arriva sul binario.
Si accorge che le manca qualcosa.
Ha ancora 10 minuti prima della partenza del treno.
Torna indietro coi due bimbi che ormai urlano e fanno i capricci.
Arriva davanti al negozio e vede i carabinieri e gli artificeri che cercano di far brillare la sua valigia.
immagina i suoi vestiti ridotti in coriandoli che piovono dal cielo.
Recupera i propri figli e corre verso il treno senza voltarsi.

Ah per la cronaca ieri sera ci è preso un colpo perchè non trovavamo più una metro aperta in duomo.
Attimi di panico perchè, da provicialotta che sono, non ho la più pallida idea di come si raggiunga Lampugnano senza metro.
Alla fine siamo riuscite a scendere e abbiamo scoperto che era chiusa perchè alle 14 c’è stato un allarme bomba.
Era un toner della stampante.

NO PANIC! NO PANIC!

NO PANIC! NO PANIC!

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6 thoughts on “Milano e il panico bomba

      • Pure io vivo la mia vita in modo “normale”… ma io vivo in una cittadina che la notizia del mese è un prosciuttificio andato a fuoco… poveri prosciutti, poveri gustosi maiali morti inutilmente! 😉

  1. è vero quello che scrivi in modo scanzonato ma la prudenza non è mai troppa. Perché? Se invece della valigia dell’amica ci fosse stata una bomba vera, tutti, dico tutti, avrebbero urlato che ‘nessuno controlla, che i bombaroli sono tra noi, ecc’.
    Capisco tutto ma l’insicurezza gioca brutti scherzi.
    Ricordo un viaggio di ritorno da Francoforte sul meno. Era febbraio e nevicava. Era un periodo che c’erano attentati e un areo era caduto da poco. Scena fantozziana. Sotto una bufera di neve in mezzo alla pista, ci hanno scaricati dall’aereo e fatto identificare il nostro bagaglio. Non contenti l’abbiamo dovuto aprire e togliere tutto perché la polizia controllasse. Morale. Una bella infreddatura, indumenti bagnati da rimettere nelle valigie e tre ore di ritardo. Tutto questo per un bagaglio non identificato.

    • l’ironia di tutto questo è che sono esattamente le stesse cose che accadevano un mese fa, allora non destavano preoccupazione. Ora invece tutto scatena il panico. Facciamo più terrorismo noi con le psicosi che il terrorismo reale.

      • Per forza. Apri un giornale e leggi cose turche, apri la TV e ti massacrano gli zebedei per ore intere. Altro che terrorismo questo è più micidiale, perché coinvolge la psiche.

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