non mi sento bene per niente

Si inizia una nuova avventura.
Puffetta va alle elementari.
La prima assemblea di presentazione.
Tutto nuovo.
E tutto si ripete.
Una mamma chiede dove ritirare modulo per delega per il figlio, perchè non può presentarsi lei la prima settimana.
La maestra risponde aggressiva, giudicando, criticando la madre che non sarà presente.
Di nuovo.
Stessa solfa dell’asilo.
I maestri nel loro mondo di fiaba.
I genitori nella realtà di una società che non ti aiuta in NIENTE.
Vorrei solo spendere due parole verso chi critica e giudica una madre lavoratrice.
Una mamma a tempo.
Perchè, signora corte suprema, lei cosa ne sa dell’inferno che vive quella madre?
Del fatto che il suo datore di lavoro non le concede più di un giorno di ferie, perchè “se ti lamenti vai, vai pure. Tanto fuori dalla porta ci sono altri cento disposti a prendere il tuo posto
Magari è una mamma sola, come una mia collega.
Non ha più i genitori, il marito è morto. Si appoggia ad una babysitter.
E DEVE lavorare, per pagare il mutuo, per mantenersi.
Voi, che giudicate così dal vostro pulpito.
Voi, vi siete mai interessati alla vita degli altri?
O continuate a vivere felici nel vostro mondo di zucchero filato?

Ditemi ditemi
Vi ascolto.
Raccontatemi la Vostra storia.

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8 thoughts on “non mi sento bene per niente

  1. Non ti aiutano in niente in ogni campo, anzi se ti vedono più debole se ne approfittano e senza remore o sensi di colpa postumi. beh tu sai come la penso… viviamo circondati da zombie pronti a morderti, solo quello aspettano appena ne hanno l’occasione, solo quello è il loro istinto 😦

  2. Purtroppo ci sono molte colleghe che si comportano in questa maniera assurda, dimostrando di essere, di fondo, delle incompetenti. Il docente non deve mettersi a giudicare, ma deve favorire lo sviluppo del bambino.
    Quando vengo a conoscenza di questi episodi, come insegnante mi sento profondamente avvilita.

  3. Posso dire solo una cosa. Quella maestra saccente e arrogante difficilmente trasmetterà alle giovani leve qualcosa di positivo. Potrò sbagliarmi, anzi lo spero vivamente, ma qualcosa mi dice che forse avrò ragione.
    Hai ragione, Laura. La società non aiuta per nulla e la scuola, a volte, ancora meno. Sono convinto che la scuola non può e non deve essere il surrogato della famiglia ma deve insegnare quei valori che servono per formare il caratteri dei nostri figli.

  4. Facile predicare dal pulpito come fare accomodare un notabile e lasciare in piedi uno sconosciuto in una assemblea. La signora dalla sua poltrona ben stabile, ruolo, coordinatrice, direttrice ha anche la mente corta o ha avuto tutto facile nella vita,ma la terra è tonda e gira.
    Mi chiedo quanta umiltà avrà con gli alunni e quanta capacità di comprensione avrà per quegli innocenti comportamenti. Stai vigile e chiedi alla tua piccola cosa capita durante la lezione…

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