Ragni

Ragni.
Sposto il quaderno per riprendere a scrivere la storia da pubblicare sull’altro blog.
E lui cade giù dai fogli.
Piccolo. Gambe corte. Quasi invisibile.
Sfreccia via sulla scrivania.
Mi ricorda uno spiritello della fuliggine.
Io non uccido i ragni.
Ogni volta che li trovo in casa li prendo e li mando fuori rimproverandoli perchè non fanno il loro lavoro e alla soglia di dicembre ancora mi punge la zanzara.
Eppure loro ritornano sempre.
Ragni.
Hanno le zampe lunghe e ondeggiano camminando.
Non hai idea di come facciano a muoversi senza inciampare tra i loro sei piedi.
Io inciampo con due soltanto.
Ragni.
Credi di averlo mandato fuori.
E la sera dopo rientri in casa e la ragnatela è di nuovo lì.
Come se non fosse mai svanita.
Ragni.
Sono come le emozioni.
Vorresti nasconderle, mandarle fuori dalla porta.
Ma queste, quando meno te l’aspetti, rientrano e si piazzano lì in bella vista.
E col viso finisci in una ragnatela.
Emozioni.
Ragni.
Io non uccido i ragni.
Son loro che mi catturano ogni volta.

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One thought on “Ragni

  1. I ragni sono terribili. Tu li cacci ma ritornano sempre.
    Un spunto interessante per alcune riflessioni interessanti.
    I ragni non si uccidono, perché le idee non si uccidono. Tornano sempre a galla.

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