Bagni

In treno, l’altro giorno, incontro una delle mie conoscenze derivante da “treni persi e incontri al bar della stazione” (si lo so, faccio amicizia anche coi muri e le formiche che ci camminano sopra).

Insomma ci ritroviamo a ciciarare allegramente su un vagone strapieno di pendolari alquanto interessati ai nostri discorsi. Ad un certo punto mi chiede “Senti mi racconti la tua esperienza di quando hai tolto il pannolino a Puffetta? Devo toglierlo alla mia”

La domanda peggiore della mia vita. Se dovete ancora togliere il pannolino ai vostri figli, o non ne avete ancora ma avete intenzione di averne in futuro, non leggete. Fermatevi qui. Potreste rimanere traumatizzati a vita.

Il problema non è stato “togliergli il pannolino“. Il vero problema è “mamma mi scappa la pipì“. Questa terribile frase ancora oggi, che è grande, mi mette ansia. Quando la sento mi viene la pelle d’oca e inizio a guardarmi in giro terrorizzata. Come se fossi nel film “Inferno di Cristallo” (nota 1) e cercassi di uscire dall’ultimo piano del grattacielo.

I suoi “mamma mi scappa la pipì” hanno causato:

* Lividi altezza gomito per tutte le volte che, tenendo lei sotto il braccio come una palla di rugby, ho preso dentro le maniglie delle porte dei bagni.

* Inchiodate in statali, strade di campagna, autostrade (e porcamiseria abbiamo appena superato l’autogrill e il prossimo è tra 60 km) con apertura portiere e mamma che tiene sollevata Puffetta per farle fare la pipì accucciata (e l’equilibrio per tale maestria non ce l’ha ancora oggi) e lei che ti risponde “Mamma non posso fare pipì qui. C’è una formica! Non posso farle pipì in testa!

* Supermercato vicino a casa. Del tipo “ci vado solo se ho finito il latte perchè ha una sola corsia e non c’è mai niente e il macellaio mi guarda come se mi volesse squartare“. Arrivo alla cassa, prendo il portafoglio. “Mamma mi scappa la pipì“. Sguardo terrorizzato. La cassiera incontra i miei occhi. “Signora c’è un bagno, mi segua” e ci fa attraversare tutto il supermercato (la sopra citata unica corsia), arrivare al bancone del macellaio,  entrare in uno stanzino attraverso una porticina bianca, camminare in mezzo alla carne appesa per i ganci, mannaie sui tavoli (signore fa che mia figlia non resti traumatizzata a vita) ed entrare in un quadrotto con un cesso. Io la carne lì non l’ho più comprata. Neanche il latte.

* Centro Garden. Sempre alla cassa, mani piene di gerani, fiorellin del vetro e ovviamente le sue calamite (una volta le compravo anche per me). “Mamma mi scappa la pipì“. Guardo la cassiera. Lei mi guarda. Silenzio. Le chiedo “C’è un bagno?” (altrimenti ho visto dei cespugli là fuori che vanno benissimo lo stesso). Credo che mi abbia letto nel pensiero. “Signora le do la chiave del nostro bagno. Guardi è là in fondo prima della serra“. Il navigatore per bagni dovrebbero creare. Con ansia crescente, e bimba saltellante su un piede a turno, trovo finalmente il bagno: quattro pareti di cartongesso messe intorno ad cesso.

* Le Turche. Le odio. Prepara la bambina per la pipì. Accucciati cercando di non toccare il pavimento bagnato e sporco (non voglio sapere di cosa) coi tuoi vestiti, ne coi suoi. Borsa a tracollo perchè ovviamente non la puoi appoggiare da nessuna parte. Tieni in equilibrio la bambina mentre cerchi di starci TU in equilibrio. Prega che lei faccia la pipì senza bagnarsi e senza bagnare te. La cartaigenica è appoggiata sul lavandino fuori.

* A cena nella baita dove siete in vacanza con gli amici. “Mi scappa la pipì“. Si dai, non stiamo lì a tornare in camera. Ho visto la porta del bagno qua fuori dalla sala. Apro la porta. Scale che scendono. Arrivate in fondo un lungo corridoio bianco tipo Shinning (nota 2) con porte chiuse a destra e sinistra. In fondo al corridoio un quadro in legno con una faccia urlante che esce dal quadro (una scultura). Il corridoio non è finito. Curva a gomito, altro corridoio bianco identico, stesso quadro in fondo. Insomma il corridoio era un labirinto sotterraneo che terminava coi bagni al centro. Bagni con le lampade coi sensori di movimento. Entri si accende la luce. Fai fare la pipì alla bimba, la rivesti, e dopo tutta questa fatica non la vuoi fare anche tu? Ti siedi e…le luci si spengono. “Puffetta, amore non è che esci dal bagno e fai riaccendere le luci?” “Mamma ma è buio! Io non mi muovo

* Sempre in vacanza. Aperitivo serale. “Mamma mi scappa la pipì“. Ci alziamo. Apriamo la porta e… tutte le pareti sono ricoperte di attrezzi medievali. Spade e quant’altro. Una targhetta dice “Mostra di strumenti di tortura“. Nell’antibagno!?!?!? Beh…questa è la foto.

strumenti

***

nota 1: film Inferno di Cristallo

nota 2: film Shinning

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