Ciao

Ciao, sono io. Quella della porta accanto.
Quella che sorride sempre. E in effetti perchè non dovresti sorridere? Hai una famiglia, un lavoro, una casa, una tartarughina che ti guarda adorante come se tu fossi una divinità. Perchè non dovresti sorridere sempre?
Sono quella che brucia la cena perchè suoni il campanello alle 20 e sta lì ad ascoltarti, perchè insomma lo vedo che la tua famiglia non lo fa. E mi dispiace. E poi sei sempre gentile e se ho bisogno di andare in comune o in posta, vai tu per conto mio. “Son pensionato ho poco da fare”. Beh grazie. Fanculo la cena. Si improvvisa qualcosa d’altro.
Son quella che fa gli incubi se ci sono delle consegne in ufficio da rispettare. Quella che pensa di non essere mai abbastanza. di non fare mai abbastanza.
Quella che ieri al capo ha risposto “Ma se non vengo sabato a lavorare non ce la farò a rispettare i tempi” e lui sgranando gli occhi ha replicato “Tu hai già rispettato i tempi. Hai fatto tutto ciò che dovevi fare nel tempo esatto che io avevo stimato. Fidati di me, stai serena. Queste ultime cose le farai in pochissimo tempo. Ti vuoi fidare?”
Eh, non è di te che non mi fido. Delle tue analisi. E’ di me che non mi fido.
Kazzo.
Sono quella che finito un lavoro lo riguarda e pensa “però potrei fare meglio”
Son quella che non è mai all’altezza della situazione.
Non è abbastanza intelligente, abbastanza loquace, abbastanza istruita, abbastanza atletica, abbastanza magra, abbastanza alta.
Son quella che se riceve una critica muore. Col sorriso però.
Una critica è un coltello che ferisce e per giorni continui a pensare a quelle parole. Le esamini nel dettaglio. Cerchi di capire se sei davvero così. Cosa puoi fare per cambiare.
Poi ci sono le critiche sul tuo aspetto e quelle… quelle no restano. Scavano una fossa nel tuo corpo e raggiungono il cuore schiacciandolo.
Alimentano le tue insicurezze, già non sei abbastanza…bella poi, figuriamoci a quello non avevi mai aspirato. Insomma “essere normale e simpatica” a me bastava. Perchè accanirsi?
Ovviamente tutto questo senza mai smettere di sorridere. Non dimentichiamoci di farlo.

miss-bone-102

 

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2 thoughts on “Ciao

  1. Ma un abbraccione ma di quelli forti. Ia me di te non ha colpito il sorriso ma la sensibilità. Puoi pure apparire “scema” con l’aria sorridente ma la verità che sei in grado di cogliere le sfumature e questo lo fanno davvero in pochi. Qui sono le 7.37 e sotto all’hotel c’è l’asta del pesce. In assoluto silenzio. Vengo a Milano ti rapisco e stiamo qui io e te e 70.000 giapponesi 😜

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